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Vedi anche i Documenti ufficiali relativi alla radioattività

Vedi anche i I tumori e la radioattività: timori infondati (Cap.1)

Vedi anche i I tumori e la radioattività: timori infondati (Cap.2)

 I Dossier della "Nuova Sardegna" sulla base di Santo Stefano 

 

Storia della presenza Americana a La Maddalena dal 1972 ai giorni nostri

 

  Ci sono voluti ben 150 anni, ma finalmente la U.S. NAVY - la flotta da guerra statunitense - ha ottenuto nel 1972 di avere nelle acque sarde dell'arcipelago maddalenino una propria base. I documenti storici dicono, infatti, che ci tentava fin dal lontano1822. Allora fu sufficiente l'intervento presso la povera e debole Corte sabauda dell'Ammiraglio Andrea Des Geneys, padre della neonata Marina sarda e nume tutelare della giovane comunità maddalenina, per rigettare la richiesta di concessione avanzata dal governo degli Stati Uniti. Questo già da un quarto di secolo aveva intrapreso rapporti commerciali con i paesi del Mediterraneo che, rispetto soprattutto agli atteggiamenti aggressivi degli "Stati barbareschi", avevano bisogno di tutela militare. La richiesta, mutatis mutandis, trovò accoglimento l'11 agosto del 1972 - in piena era repubblicana - con un accordo bilaterale segreto, in esecuzione di un precedente accordo del 1954, ed allora ancora inattuato ed anch'esso segreto.

La Maddalena diveniva così la base di una nave-appoggio per sommergibili di attacco, a propulsione ed armamento nucleare, della 69° task force aggregata alla VI Flotta statunitense nel Mediterraneo. I primi vent'anni della base americana in Sardegna iniziarono, quindi, con una lunga gestazione tenuta nascosta come una vergogna, e si sono svolti in contemporanea ed all'interno di un periodo di eccezionali avvenimenti che hanno marcato quanti altri non mai la vita del mondo contemporaneo. Straordinaria dinamica di avvenimenti che anche la costituzione e la vita di questo "punto di appoggio" hanno in qualche modo contribuito a determinare.

 

Vedi la cronologia della Base usa dal 1971 al 1972

Vedi  "Una Base contro l'Europa"  di Salvatore Sanna

 

Storia cronologica dall'ottobre 2003 al febbraio 2004 - L'ampliamento della Base USA - L'incidente al Sottomarino Hartford - La presunta radioattività.

Testo  e idea a cura di Giancarlo Tusceri

Selezione stampa di Maria Grazia Pedroni

Archivio Articoli a cura di www.cronacheisolane.it

 Fai un click su tutti i titoli sottolineati in blu per accedere al relativo articolo 

    L'11 ottobre 2003 il Presidente della Regione Italo Masala dice no al progetto di ampliamento della base USA, portati avanti da alcuni giorni dal Ministro della Difesa Antonio Martino.

   Lo stesso giorni il Sindaco Rosanna Giudice, sentendosi scavalcata, dichiara alla Stampa: "Fingono che io non esista. L'Amministrazione Comunale non è favorevole all'ampliamento, ma alla messa in sicurezza degli impianti e alo risanamento degli alloggi".

  Ancora il giorno 11 ottobre, Tiana di Legambiente scrive; "Monitoraggio delle radiazioni prima di qualsiasi intervento".

Il 16 ottobre il Ministro Carlo Giovanardi difende il progetto di ampliamento della base USA, sulla stessa linea di Martino. Mozione dei consiglieri del centrosinistra per bloccare il raddoppio a Santo Stefano. Interrogazione a Bruxelles di Monica Frassoni. Si muovono gli ambientalisti. Nella stessa pagina il Presidente della Regione Masala risponde alla Giudice che aveva lamentato la disattenzione nei suoi confronti: "Ho creduto al mio dovere vederci chiaro, sul problema del ventilato raddoppio della base USA, per evitare brutte sorprese future". In altra parte del giornale, comunque il ministro martino insiste: "Questi lavori sono conformi agli accordi internazionali sottoscritti dall'Italia", ma di cui nessuno sa niente.

  Il 17 ottobre il nuovo P.S.I interviene nella polemica, chiedendo che si tratti con gli USA senza pregiudiziali.

  Il 23 ottobre il diessino Stefano Filigheddu dichiara alla stampa: "C'è stata un'esplosione a Santo Stefano". Sembra si tratti di un compressore, ma lo stato maggiore nega: ""notizia infondata".

  Il giornalista Piero Mannironi, intervenendo sui "sospetti alimentati da una lunga storia di inganni" cita, perplesso, l'ipotesi della prefettura, secondo cui il rumore avvertito distintamente da gran parte della popolazione potrebbe ricondursi al "bang" di un aereo supersonico partito dalla base militare francese di Solenzara.

  Il giorno dopo Antonello Sechi, su La Nuova Sardegna insiste "E' successo qualcosa di sicuro. Ora vogliamo sapere la verità". Lo stesso titolo segnala che "A Roma intanto i Democratici di Sinistra chiedono spiegazioni al Ministro della Difesa Antonio Martino".

  La stessa cronaca segnala che a Radio Arcipelago "Va in onda la rabbia dei maddalenini per la mancanza di certezza nelle informazioni su ciò che sta succedendo.

  Il 25 ottobre La Nuova riporta il Parere di Salvatore Sanna: "La presenza statunitense - si scrive - nell'arcipelago maddalenino oggi non cambia solo la pelle, ma anche la testa ed il cuore. Si tratta di una presenza mai completamente definita: piuttosto che di una base si deve parlare infatti di un "processo" continuo, con frequenti novità di adattamento funzionale e ed alcune vere e proprie ordinamentali e organizzative.

  Nello stesso giorno, tuttavia, La Nuova riporta una nuova notizia, in merito al boato avvertito nei giorni scorsi dai maddalenini: "un terremoto ha scosso La Maddalena". Il Centro di geofisica di Roma fa luce sul misterioso boato. L'epicentro nelle acque della Corsica a trenta chilometri dall'arcipelago. Una scossa che a molti è sembrata un'esplosione e che ha fatto temere un incidente nella base navale USA.

  Il Corriere delle Bocche contestualmente, pubblica, la cronaca integrale francese e in italiano, pubblicate su Nice Matin, da Porto Vecchio, relativa al terremoto e alla sua portata, con epicentro nelle Bocche di Bonifacio.

  Il 26 ottobre, sulla Nuova, si scrive: "Troppe versioni. Sullo scoppio è necessario fare chiarezza. Il Diessino Filigheddu non crede alla spiegazione del Sindaco e invita i parlamentari a fare piena luce". Il Social Forum cagliaritano scende in campo sullo stesso argomento: "Lancia un appello alle amministrazioni locali per impedire altri insediamenti. SOS ai Sindaci: bloccate l'ampliamento di S. Stefano"

  Il 28 ottobre su Cronacheisolane, viene pubblicato il testo di una interrogazione parlamentare del P.D.C.I. per fare chiarezza sulle diverse versioni divulgate in merito alla presunta esplosione.

  Il giorno dopo ritorna alla carica Salvatore Sanna "ex componente del comitato misto paritetico sulle servitù militari" e la Nuova Titola: Perché l'allarme è stato dato in ritardo? La Maddalena - sostiene - è impreparata ai terremoti. Qui c'è una base nucleare, ma non esiste alcun piano di evacuazione".

  Il 30 ottobre, su La Nuova, spunta fuori un presunto testimone e Antonello Sechi scrive: "Incidente in galleria. Il 20 ottobre non c'è stata la scossa, è anche saltato un compressore. Nei giorni successivi un viavai di personale specializzato".

  Sempre il 30 ottobre, si pubblica una nota dal titolo: "Il clima. Quando il segreto diventa una condizione di normalità". E poi spiega che il sospetto si trasformi in regola. E - almeno questo non è un segreto - alla Maddalena niente è più normale del segreto. Basti pensare che dopo ben 31 anni, è ancora impossibile conoscere il contenuto dell'accordo che consentì la nascita della base navale americana di Santo Stefano". L'Ulivo, con un interrogazione urgente, chiede la verità al Governo. Il Governo, per parte sua, autorizza tutti gli uffici competenti a fornire gli elementi, gli approfondimenti, nonché la relativa documentazione finalizzata al richiesto incontro del Sindaco Giudice, per aprire un tavolo di trattative sulle problematiche militari nell'isola (arsenale militare, Base Usa, ecc.). La cronaca riporta ancora: "Scontro tra la Giudice e Filigheddu". In consiglio reciproche accuse sui fatti del 20 ottobre. Sindaco e consigliere insistono sulle loro tesi: "terremoto o esplosione". In Cronaca il Buon Vento critica: "Sull'Arsenale la Maggioranza è assente".

  Il 31 ottobre La Nuova titola "Mozione USA, ennesimo rinvio. Centrosinistra critico con la Giudice".

  Il 2 novembre su la Base Usa, ancora un no ai lavori. Il Comitato Gettiamo le Basi ha inviato una lettera durissima a Parlamentari Sardi, Consiglieri Regionali, Presidenza della Giunta e sindacati. Sullo stesso giornale i Sardisti parlano ancora di un "Falso bang".

  Il 4 novembre si preannuncia la visita a La Maddalena dei Parlamentari Sardi che fanno parte della Commissione Difesa ed Esteri della Camera dei Deputati, tra cui Marco Minniti, Pietro Folena, Francesco Carboni, Antonello Cabras, Ermete Realacci, Toni Loddo, antonello Soro e Diliberto".

  Cronacheisolane comunica intanto l'avvenuta presentazione di una interrogazione alla Camera dei Deputati, e ne pubblica il testo integrale. Mercoledì 5 novembre: Berlusconi ascolta la Regione Sarda e Blocca il raddoppio della Base USA, il progetto deve essere riesaminato dal Consiglio dei Miistri.

  L'11 novembre il Comune di La Maddalena dice no alle volumetrie - 33 mila metri cubi - che gli americani volevano per se nell'isola madre. Ma i DS dubitano che l'Amministrazione voglia tenere duro: faranno una deroga al Puc per farli costruire. Gli americani, intanto, donano il sangue. Intanto a Santo Stefano "spunta" il progetto di un campo da Golf. Ma gli episodi misteriosi a Santo Stefano continuano: Si avverte un forte odore di Gas, proviene dalla base americana. Scatta l'allarme a La Maddalena. Guardia Costiera e US Navy mobilitati, timori per una petroliera nelle Bocche.

  Il 12 novembre La Nuova Sardegna titola "Sommergibile nucleare su una secca. Licenziati Commodoro e Comandante". "Misterioso incidente al sottomarino Harford taciuto a La Maddalena" E sempre sulla Base USA, Giulio Giudice incalza Berlusconi, presentando una serie di mozioni in Provincia.

  Il 13 novembre, per la stampa, La Maddalena s'interroga sul misterioso caso del sottomarino nucleare: "Perché ci hanno tenuto all'oscuro?".

  E mentre su questo argomento l'opposizione si rivolge a Ciampi per chiedere tutta la verità, si domandano le dimissioni del Sindaco. Altero Matteoli, Ministro per l'ambiente invia subito nell'arcipelago un suo ispettore dell'Agenzia per la protezione ambientale. La Stampa comunica che il Commodoro USA Parker, a seguito dell'incidente occorso al sottomarino è stato licenziato: "Non capisco l'italiano", risponde alle numerose domande il Commodoro. Secondo gli Indipendentisti Sardi, l'incidente sarebbe avvenuto ad agosto.

  Il 14 novembre si comunica che i primi controlli sulla radioattività ambientale nell'arcipelago risultano negativi. Esclusa la contaminazione: oggi si conoscerà il Piano di Emergenza. La notizia dello scontro era comparsa a ottobre su un giornale USA. Pierfranco Zanchetta denuncia: "Respinti due telegrammi per Ciampi e Masala. Volevano censurarci".

   In Senato, intanto, si inoltra una interrogazione dell'Ulivo a Martino. Giacomo Spissu dei DS chiedendo "Chiarimenti al Governo" insiste perché pure la Regione si muova. Cronacheisolane informa il 15 novembre, che "E' pronto il piano di fuga. Sarà operativo in caso di incidenti alla base nucleare". Il Sindaco Giudice attacca: "Militari, discrezionalità intollerabile: ci hanno tenuto all'oscuro. Ho saputo dell'incidente del sommergibile USA da un giornalista: sembrava una bufala". Ma i DS insistono. L'incidente è accaduto il 20 ottobre. Filigheddu aggiunge: cinque persone sono andate a Santo Stefano la notte seguente.

  Il 16 novembre La Nuova incalza: L'USS Hartford finito su una secca avrebbe subito uno "strappo" e sarebbe in riparazione. Nel sommergibile - si spiega - un buco di 7 metri. Dagli USA è arrivato l'ordine di ritornare alla base in Virginia. I maddalenini erano convinti che fosse già salpato.

  Il 18 novembre Realacci si rivolge al Governo: sul sommergibile non può tacere! Mentre Salvatore Sanna ritorna alla carica "Il Piano di Emergenza? ci daranno un sottoprodotto, c'è lo dice l'esperienza". Per la Marina USA l'incidente fu reso subito noto. "Informammo la Capitaneria". Intanto il sottomarino ritorna a Norfolk. Questo è quanto riporta a stampa il giorno 19 novembre. Il giorno dopo, invece, si ritorna alla carica: "Troppi misteri a La Maddalena". Domani assemblea pubblica con sei Parlamentari dell'Ulivo: "La verità sull'incidente dell'Hartford deve venire fuori".

  Il 22 novembre l'Ulivo annuncia un inchiesta parlamentare sui segreti della base americana. Affollata assemblea nel Municipio dopo gli "incidenti" che hanno messo ripetutamente in allarme la popolazione. Sempre più forte la paura di disastri sanitari e ambientali. Ma ecco un'altra notizia: "I botti dell'altra notte: sulla nave Emory Land c'era un'esercitazione".

  Il 23 novembre Giovanardi mette le mani avanti: "La Base Usa non è in discussione". Il Ministro conferma che il Governo "Manterrà gli impegni internazionali". "Visita di una delegazione regionale per esaminare i progetti americani. Polemica assenza del Sindaco Giudice". Da Olbia si apprende poi, che "Scorie e Base USA, sono un unico problema". Due giorni dopo "Una commissione d'inchiesta sul nucleare". "Visita dei Parlamentari Verdi e  Rc alle installazioni militari di Santo Stefano. Ma le domande sugli accordi segreti che concedono la base agli americani sono rimaste ancora senza risposte". Segue un pezzo sui dettagli della visita alla Base: "Nei santuari nascosti della US Navy. Sulla Emory Land e nei labirinti di Santo Stefano con molte domande". La Corsica, nel frattempo, comunica che effettuerà analisi per misurare la radioattività.

  Il giorno dopo, il Dott. Carlo Randaccio attacca il Sindaco: "Sull'Harford sapeva da subito. Per gli USA non era possibile nascondere l'incidente. La motovedetta ha registrato tutto".

  Segue l'annuncio di una manifestazione contro la base USA: "Domenica sfilata di barche a La Maddalena". Ma il Sindaco Giudice il 27 novembre replica a Randaccio: "Sono un Sindaco ignorato dai militari: serve una commissione". Lo stesso giorno si comunica dal Comune che il Presidente della Repubblica rassicura il Sindaco sull'incidente al sottomarino". Ma il giorno dopo i DS affondano: "La Giudice ora vada via. Sottomarino USA. La Quercia vuole le dimissioni del Sindaco".

  Il 29 novembre Gianni Buzzoni interviene su La Nuova: "Rischi bassi, niente evacuazioni nel piano di emergenza nucleare. Dopo la serie recente di incidenti, ieri è stato presentato in prefettura e ora sarà inviato ai Sindaci della Provincia. Probabilmente sarà operativo entro la fine dell'anno". Intanto i francesi fanno sapere che i controlli statali sulla radioattività escludono contaminazioni. Il 2 dicembre si rende noto l'esito della sfilata contro la Base USA: "cento barche contro la Base USA. Manifestazione unitaria sulla rotta di Domenico Millelire. Presenze da tutto l'Hinterland". Si registra quindi un duro attacco al Consigliere Chicco Tirotto di Forza Italia: è stata carente su Base USA. Arsenale e portualità. Alla Giudice critiche anche da destra: è improduttiva".

  Il 18 dicembre "La Prefettura getta acqua sul fuoco: ipotesi remota un incidente nucleare. Il piano di evacuazione prevede l'allontanamento degli abitanti solo dalla Zona di Capo d'orso". Ma mentre il governo minimizza, il Ds Nieddu insiste: "Risposte insufficienti e contraddittorie". Le reazioni nell'isola: preoccupazione ed angoscia. "Non ci sentiamo sicuri, devono dirci la verità". Sull'ampliamento della Base, per contro, "Parte l'indagine dell'Unione Europea". Intanto sorge un Comitato Spontaneo Cittadino e per "il nucleare nel Parco, scoppia un caso internazionale". L'Unione Sarda incalza: "Fuga rapida per pochi. Insufficienti i seimila posti sui traghetti", mentre per "la Prefettura: quasi pronto il documento definitivo sul piano di evacuazione".

  Il 19 dicembre, dopo sei ore di Consiglio Comunale, La Nuova titola: Cumpostu (Sardigna Nazione): "A evacuare siano gli americani". Il 20 dicembre La Nuova martella ancora: Base e rischi: parlare chiaro. La Maddalena, tensione in consiglio Comunale. A seguito delle ulteriori pesanti accuse di aver taciuto la notizia dell'incidente. La Giudice dichiara guerra alla stampa.

  Sabato 3 gennaio 2004  "L'US Navy minimizza: qualche riparazione per il sommergibile finito in secca". Per Vicoli è comunque allarme: Via le petroliere, fuori gli americani.

  E l'11 gennaio su Rai Uno, l'incidente al sottomarino USA. Il Sindaco della Maddalena si nega. La Giudice snobba la RAI. Così il 13 gennaio La Nuova riprende: "Base USA, il raddoppio sarà concordato. Tra pochi giorni sarà firmata l'intesa Stato-Regione sull'approdo di Santo Stefano. Mentre da Santa Teresa si Titola: "Fermiamo il raddoppio della base USA. Gli ambientalisti della Corsica contro i sommergibili alla Maddalena". E gli ex sindaci criticano la Giudice per non aver voluto parlare alla radio. Per Salvatore Sanna è in corso "una svendita senza niente in cambio". Masala adesso benedice la base USA di Santo Stefano e subito scoppiano nuove polemiche.

  Il 17 gennaio "Allarme radioattività alla Maddalena. Il Torio 234 oltre i valori normali. Risultati dei laboratori francesi che hanno analizzato le alghe. E in altra parte del giornale, una levata di scudi: Masala ci ha tradito. Durissime le reazioni nell'accordo romano sulla base di Santo Stefano.

  Il 18 gennaio, le notizie arrivate dalla Corsica gettano nuova benzina sul fuoco: "Troppi tumori, c'è la radioattività....Allarme a La Maddalena dopo le notizie dalla Corsica. Lunedì 19 si indaga pure sull'aumento di potenza (otto alimentatori) per l'Ammiraglia Emory Land. In Regione incontro Masala-Giudice. Per la stampa le centraline della Ricciolina sono in tilt e quindi filigheddu dice: "Inattendibili i controlli fatti nella base".

  Il 20 gennaio Masala e Giudice minimizzano: 'inquinamento? solo terrorismo mediatico. Cagliari un idillio rotto dall'Assessore Columbano che ha chiesto notizie sulle volumetrie della base. Saranno raddoppiate o no? Masala ha risposto di "Non aver trattato questa materia. La delegazione maddalenina viene contestata fuori dal palazzo della Regione a Cagliari. L'Amministrazione comunque ha chiesto "nuove analisi per saperne di più. Ma il Comitato Cittadino è scettico: troppe incertezze sul Torio 232. Un altro laboratorio prenda in esame tutta la vicenda. E anche il WWF attacca: "Che fanno Masala e Cualbu? La Base non promuove il Parco. Ma arrivano le prime risposte scientifiche dal Presidio Multizonale di Prevenzione di Sassari: Nessuna fuga di radioattività. Lo dice il Dott. De Luca, spiegando che la diversità dei valori sul Torio 234 e data dal differente sistema di campiomatura esaminata (loro esprimono i valori di attività in Bq/kg di peso secco, noi invece di in Bq/kg di peso fresco).

  Il 21 gennaio la Giudice rompe il silenzio stampa: "Nessun rischio sulla salute. Il Sindaco rassicura, ma il centro sinistra vuole chiarezza". Sulla Base USA, martedì il dibattito in Consiglio. E il caso La Maddalena approda in Parlamento con un interrogazione proposta da Carboni. Il Sindaco insiste: faremo analisi autonomamente e invieremo i campioni a due laboratori di fama internazionale. Dopo 14 anni di silenzio, il 22 gennaio salta nuovamente fuori il fisico Cortellessa: "Lì, 15 anni fa, io trovai il Cobalto 60""; egli smentisce un possibile legame del Torio con 9il granito locale. Il caso scuote anche il Parlamento. Bifulco risponde a Masala. "Noi siamo il vero ostacolo al progetto USA. Alt a Masala: Il parere finale è del Comitato Paritetico sulle Servitù". La Margherita in campo "L'Ulivo si mobiliti".

  Il 22 gennaio Cronacheisolane titola: "Un'altro autorevole fisico smentisce il Prof. Cortellessa". E' il fisico emerito Prof. Mario Ladu, che gia nel 1955 con una spedizione universitaria registrò il Torio 234 nella pegmatite contenuta nel granito, in maniera nettamente superiore a quella dei graniti della Gallura e della Corsica.

  Si registra il 23 gennaio la notizia di Mannironi secondo cui "Nei giorni dell'incidente dell'Hartford vi fu la strana visita di un generale francese. L'avaria svelata da un piccolo giornale USA. "I troppi misteri di una missione incoffessabile".

  Pio Palazzolo il 24 gennaio scrive ancora sulla presunta radioattività: "Non si vuole vedere ciò che è evidente: che una Base per sommergibili ad armamento nucleare in un parco non è proprio la ciliegina sulla torta". L'Ammiraglio di Marisardegna Roberto Baggioni dichiara in un intervista all'Associated Press che non vi è "Nessun mistero. Da anni tutti i sommergibili possono avere a bordo reparti di incursori".

  Domenica 25 gennaio il Comandante John Gardiner dichiara: "Nessun raddoppio della Base, la Marina degli Stati Uniti punta solo migliorare le capacità di realizzare la propria missione a La Maddalena". Egli rassicura anche i cronisti sulle conseguenze dell'incidente al sottomarino.

  L'Unione Sarda annuncia: "Siglato a Bonifacio il patto contro il nucleare tra gli ambientalisti sardi e corsi. Radioattività, chieste nuove analisi. Proposta una manifestazione a Roma". Due giorni dopo "Irrompe in Consiglio il caso La Maddalena" Oggi il dibattito sulla base per i sommergibili nucleari, dopo la richiesta di ampliamento delle strutture USA, e il timore dell'inquinamento radioattivo. Si dà intanto la notizia dei nuovi controlli voluti e organizzati autonomamente dal Sindaco Giudice. Ma Salvatore Sanna riprende ad accusare: "La Base cresce di 40.000 metri cubi". E Masala risponde il giorno dopo: "il caso La Maddalena non esiste". Il Presidente della Giunta Regionale butta acqua sulla rovente polemica.

  Il 29 gennaio il Sottosegretario alla Difesa Filippo Berselli, rispondendo a Montecitorio all'interrogazione di Santino Adamo Loddo e di Giuseppe Molinari della Margherita, precisa che "Nella zona vengono effettuati regolarmente prelievi". Finora nessuna contaminazione e massima trasparenza. E Matteoli aggiunge "Faremo chiarezza sui quei dati". Chiede lumi ulteriori anche l'Azienda Autonoma. E' arrivato intanto un nuovo Capo per i sottomarini USA: è il Capitano Frederick Y. Roegge. Il 30 gennaio le istituzioni ribadiscono: "Nessuna radioattività. Basta con le strumentalizzazioni".

Il Prof. Ladu dichiara di: "Non essere sorpreso che i politici con molta disinvoltura, parlino di problemi tecnico-scientifici sui quali sono meno che orecchianti". Egli parla poi di strumentalizzazioni "Con arrogante incompetenza". Il Dott. Franco Pinna dell'Area Fisica Geologica Ambientale parla dell'efficienza della rete di monitoraggio della Ricciolina, con centraline di rilevamento nei pressi della nave appoggio americana e all'interno dell'Arsenale.

  "Le analisi spettrometriche gamma da noi effettuate sui campioni di sedimenti non indicano i valori di attività del Torio 234 superiori a quanto riportato in letteratura e da noi sempre rilevati". Per quanto riguarda ilo Cobalto 60 si registrano quantità assolutamente non rilevanti dal punto di vista sanitario.

  Il 1 febbraio tiene banco ancora la Base USA, ma "Nessun problema alla Maddalena" titola la Nuova Sardegna, che però si sofferma su una "Raffica di polemiche sulle parole del Ministro Martino ieri a Cagliari. Prima non vuole rispondere, poi lo fa e offende tutti".

  Gli fa eco il giorno dopo l'Unione Sarda, con alcune "Dichiarazioni rubate in margine la cerimonia per la consegna di due nuove unità alla Marina. Il Ministro Martino all'attacco: La Maddalena? Tutto un bluff. La presenza degli americani e la grande strategia del risparmio". Poi il Ministro snobba il deliberato del Consiglio Regionale contro il raddoppio della Base di S. Stefano e si dice deciso ad ignorarlo.

  Per Realacci si tratta di "Dichiarazioni sconcertanti" e quindi parla della "Leggerezza con cui il Ministro della Difesa ha liquidato le sacrosante preoccupazioni dei sardi".

  "Noi troviamo invece intollerabile - rincara Rifondazione Comunista - che Martino, come i suoi predecessori, abbiano concesso una parte del territorio nazionale ad una potenza straniera senza un voto del Parlamento e con un accordo segreto firmato tra Militari".

  Pierfranco Zanchetta, capogruppo dei DS polemizza a distanza col Ministro per i rapporti col Parlamento, Carlo Giovannardi, a proposito del problema legato alla presenza americana a Santo Stefano. "Quello di Santo Stefano è un progetto bluff, visto che si contano due volte le bettoline e si passano per cubatura depositi removibili, container, e quant'altro". Infine, tutti d'accordo: Martino ci ha offeso. Efisio Serrenti tuona: "Se questo è l'atteggiamento nei confronti delle nostre istituzioni, valuterò se partecipare ancora agli incontri della conferenza Stato-Regione". L'Unione Sarda quindi commenta: Da parte del Governo due schiaffi ai sardi".

   Concludendo

  Concludendo, dopo quasi quattro mesi di serrate polemiche, il sunto, senza tracciare giudizi è il seguente:

Cortellessa viene neutralizzato da Ladu, le dichiarazioni del Capo dello Stato, come pure quelle di tutte le autorità preposte, col casino sollevato vanno confrontate per cautela con i nuovi dati richiesti dal Sindaco. I dubbi o le nuove pseudo-certezze  di chi la vede troppo grigia e di chi invece la vede completamente rosea, senza alcuna prova documentata, lasciano come sempre il tempo che trovano. In mezzo continua a rimanere l'uomo della strada: il Totò un po' disincantato e un po' rassegnato, che con malinconia deve prendere atto che questa democrazia e un po' come la brutta copia dell'ancienne régime, in cui per altro, nel pantano degli ordini e contrordini, dei segreti di stato, delle sonore disfatte e delle batoste a carico dei più poveri, si trovava sempre, però, un generale che sapeva rispondere ai Soloni delle verità assolute, come Cambronne: "Merda!". Il che non era poco, ne per chi lanciava al vento questo "rivoluzionario messaggio", né per chi lo subiva in faccia, data la sua salutare potenza taumaturgica.

Testo a cura di Giancarlo Tusceri

Selezione stampa di Maria Grazia Pedroni

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