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Viaggiatori e scrittori

Tralasciando i grandi navigatori del passato e la leggenda di Ulisse che si dice passò da queste parti segnalando, tra l'altro, la roccia dell'Orso (Palau) e la presenza dei Lestrigoni sulla costa sarda, puntiamo la nostra attenzione su tutti i personaggi che hanno visitato le nostre isole a partire dal 1767, anno in cui una spedizione di Casa Savoia occupò militarmente La Maddalena.
Tralasciando il barone Des Geneys e l'ammiraglio Nelson, di cui ci si è già detto nelle relative pagine, uno dei viaggiatori di cui degno di essere menzionato è il principe Francesco d'Austria-Este, il quale pubblicò il suo libro "Descrizione della Sardegna" nel lontano 1812. Nel cap. VII egli illustra la consistenza della flottiglia della marina di guerra di casa Savoia, che in quegli anni era ridotta ai minimi termini: una galera con 300 persone di equipaggio fra forzati e marinai era in disarmo a La Maddalena, mentre erano operative 2 mezze galere, la galeotta, i lancioni e uno sciabecco. Vi era anche un battaglione di fanteria detto "Real Navi" che uscì vincitore da un combattimento con i barbareschi. Il capo della marina era il barone Giorgio Des Geneys, De maj era il secondo e il colonnello Costantin il terzo. Come si può notare, una descrizione del tutto militaresca.
Nel 1835 un altro viaggiatore-scrittore, Antoine Claude Pasquin, detto Valery, scrisse "Viaggio in Sardegna" ed il taglio questa volta è del tutto diverso, molto simile a quello degli scrittori del '900.
Valery parte da Bonifacio con un negoziante del luogo ma di origini sarde, certo Piras, e sbarca a La Maddalena dopo essere stato sottoposto ai controlli relativi alla quarantena (a ponente di Cala Gavetta). Ecco come descrive l'isola:
"è impossibile non rimaner colpiti dalla pulizia e dalla buona costruzione delle case tutte imbiancate all'esterno. L'isola, pressappoco incolta, non essendovi che qualche vigna che dà un vino eccellente e un'ottima uva secca, è abitata solo da famiglie di marinai. La chiesa, offriva, fino a pochi anni or sono, i doni diversi dei due maggiori capitani di terra e di mare che ha visto il nostro secolo: i candelabri e la croce d'argento con un Cristo dorato dato da Nelson e la bomba lanciata da Napoleone dall'isola di Santo Stefano nel 1793. I due grandi donatori della Maddalena non toccarono tuttavia il suolo. Nelson non volle mai abbandonare un istante la nave e il corpo di spedizione di Napoleone fu respinto. Una carriera così gloriosa doveva svolgersi fra due disastri: il piccolo e oscuro scacco della Maddalena e il grande rovescio di Waterloo."
Sempre in quegli anni, un altro grande viaggiatore scrisse qualcosa su La Maddalena. Si trattava di Alberto Ferrero della Marmora che scrisse "Viaggio in Sardegna dal 1819 al 1845", descrivendo l'isola da un punto di vista statistico, fisico e politico. Dà inoltre notizie sulla presenza di molti pesci nelle isole, proprio perchè pochissimi si dedicavano alla pesca se non alcuni di Longon Sardo (S. Teresa di Gallura) e di La Maddalena e moltissimi Napoletani di cui si dice: "travagliano continuamente sui loro burchi, e fanno un piccolo guadagno. Questi laboriosi forestieri se il vento li lusinga dopo un'abbondante pesca corrono a Napoli e Livorno e se il corso sia felice ottengono tal mercè di loro fatica che li consola. Il prezzo che essi domandano ai galluresi è assai tenue.
Nel 1843 è il momento di un grandissimo personaggio per tutto l'arcipelago: Re Carlo Alberto I sovrani arrivarono a La Maddalena col regio piroscafo "Tripoli" il 4 maggio, ricevuti dall'allora comandante del porto Giacomo Bixio e dal sindaco dell'isola, di origine corsa, Filippo Martinetti. Furono fatti passare sotto un arco trionfale, della cui erezione si era occupato l'inglese Daniel Roberts che risiedeva a La Maddalena, con la scritta "Viva il Re" ed una iscrizione che diceva:

Di gioia con devota mano
La Maddalena all'ottimo Sovrano
ad ogni evento per l'augusto Sire
pronti siam sempre a vincere o morire!


Non si può non notare la rassomiglianza con un'altra scritta storica: quella della bandiera di Millelire, oggi esposta nella sala consiliare del Comune di La Maddalena, che recita:

Per Dio e per il Re
vincere o morire


Poi inizia l'epopea del personaggio Garibaldi.
Tra il 1855 e il 1882 è impossibile elencare i nomi dei vari visitatori che giunsero a Caprera. Uomini di stato, principi, reali, militari, ammiratori di tutto il mondo tra cui Bakunin, Dumas, durante i funerali il principe Tomaso duca di Genova, e ancora l'onorevole Crispi in rappresentanza di Camera e Senato.
Nel 1889, il 23 aprile, arrivarono nell'isola il Re Umberto I e la Regina Margherita. Sbarcati dal "Savoia" furono accolti dal sindaco Gerolamo Zicavo, dal parroco di allora Antonio Vico e da tutta la popolazione in festa. Una giornata indimenticabile per La Maddalena e per i reali, che nella stessa giornata si recarono anche a rendere omaggio alla tomba di Giuseppe Garibaldi.
Nel 1906 fu il figlio di Umberto I (ucciso a Monza nel 1900) a visitare l'isola e fu lui che decise di procedere ad un rimboschimento generale di Caprera, nella quale opera furono impiegati anche i condannati della "disciplina" di Moneta, che lì si trovavano per scontare diversi reati.
Salito al potere nel 1922, Mussolini fece uno dei suoi primi viaggi a La Maddalena nel 1923, esattamente il 19 giugno. Arriva a bordo dell'incrociatore "Brindisi" e si reca anche lui a rendere omaggio a Caprera, dove viene ricevuta dalla vedova Francesca Armosino e Ricciotti e Clelia Garibaldi.
E poi una serie di visite: la regina Margherita nel 1922, Marconi con la figlia Elettra nel 1932 ed altre visite di Mussolini nel 1935 e nel 1942. Nel 1943, ultima visita del Duce ma questa da prigioniero a Villa Weber.
Con l'inizio della Repubblica tocca ora ai vari Presidenti e ministri visitare l'arcipelago.
Nel 1950 inizia Einaudi, poi il ministro Segni ed il maddalenino Ferrari Aggradi, poi il presidente Saragat nel 1966, anniversario della battaglia di Bezzecca.
Nel 1967 tocca ad uno degli uomini più prolifici della cultura italiana: Mario Soldati, regista, scrittore, viaggiatore, che descrive La Maddalena in lungo e in largo tessendone le lodi di cittadina pulita, allegra e vivace.
Negli ultimi anni La Maddalena è stata visitata da infiniti personaggi tanto da renderne difficile l'elencazione, però non possiamo dimenticare tra i più famosi: Michelangelo Antonioni che qui girò, a metà degli anni '60, alcune scene del film "Deserto rosso"; Gian Maria Volontè che qui aveva casa, si sposò e volle essere seppellito; Roberto Benigni, premio Oscar, che di tanto in tanto viene a riposarsi nella sua casa a Santa Maria. Elenco sicuramente non completo e che si spera verrà rimpolpato nel futuro dall'arrivo di nuove star.
Questo è un arcipelago che riesce ad entrare nel cuore di tutti, anche in quello dei big.

 

 

 

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