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La Nuova Sardegna 26 agosto 2002
Suite extralusso
nell'arcipelago Succederebbe questo mentre il governo sta predisponendo un elenco dei beni cosiddetti inalienabili fino a ieri e che da oggi possono essere venduti o messi all'asta. Tra questi beni ci sono anche monumenti dell'arcipelago, vale a dire fortificazioni, fari, i manufatti legati al periodo bellico che sono i monumenti dell'arcipelago e quindi il patrimonio culturale di questo territorio. Si presumeva che non tutti i beni possano essere messi in vendita e tantomeno quelli che sono già stati acquisiti dal Parco. Ma Zanchetta avverte: «Però bisogna stare attenti, perché il Parco con il ministero hanno un progetto pericolosissimo, cioé quello di trasformare i due fari di Razzoli e Punta Filetto a Santa Maria così come altri manufatti nell'isola di Spargi e poi si proseguirà con quelli di Caprera, in strutture ricettive alberghiere, che davvero preoccupano». A giudizio di Zanchetta sarebbe questo dei fari «il cavallo di Troia per dare il via alla cementificazione delle isole e nello stesso tempo alla realizzazione di strutture alberghiere anche a Caprera». I fari e i manufatti militarid elle isole dell'arcipelago erano presi in considerazione nella legge istitutiva del Parco. L'articolo 1 della norma di salvaguardia prevede che «la realizzazione di nuovi edifici e la ristrutturazione delle costruzioni di proprietà demaniali per uso turistico residenziale, anche legato all'attività di ricerca, non debbono essere realizzati». L'ente parco, presieduto dall'avvocato nuorese Gianfranco Cualbu, di An, «sta accelerando - secondo Zanchetta con la compiacenza del ministero - operazioni che non ci trovano assolutamente d'accordo. Ci siamo battuti in passato (1985-87) per vietare la cementificazione nell'isola ed oggi chi dovrebbe garantire la tutela di quel patrimonio sta aprendo invece un fronte pericolosissimo». La polemica salirà di tono nelle prossime ore, con l'isola ancora popolata di turisti, molti dei quali la scelgono per la qualità dell'ambiente, l'arcipelago come meta per le sue isole deserte, senza presenza umana, salvo qualche discreto insediamento militare. I consiglieri dell'opposizione, sollevando la questione, tornano anche sul tema delle compatibilità fra le politiche dell'Ente parco e quelle dell'amministrazione comunale, guidata da Rosanna Giudice anche lei di An come il presidente del parco. A lei Zanchetta chiede a nome della minoranza di centrosinistra, di non perdere anche questa occasione per mettersi a difesa oltre che delle isole dell'autonomia del Comune. Andrea Nieddu Non si tratta solo di progetti: a Spargi, a Cala Corsara, in un manufatto che sta sopra "La testa della Strega", recuperata dal Parco, lo stesso ente sta dando avvio alla gestione di un punto di ristorazione, posti letto, senza chiedere neppure permessi e autorizzazioni al Comune, e riproponendo il tema della sovrapposizione dei poteri nell'amministrazione di uno stesso territorio, nonostante la comune appartenenza partitica (ad An) del presidente del parco e del sindaco della Maddalemna. Succederebbe questo mentre il governo sta predisponendo un elenco dei beni cosiddetti inalienabili fino a ieri e che da oggi possono essere venduti o messi all'asta. Tra questi beni ci sono anche monumenti dell'arcipelago, vale a dire fortificazioni, fari, i manufatti legati al periodo bellico che sono i monumenti dell'arcipelago e quindi il patrimonio culturale di questo territorio. Si presumeva che non tutti i beni possano essere messi in vendita e tantomeno quelli che sono già stati acquisiti dal Parco. Ma Zanchetta avverte: «Però bisogna stare attenti, perché il Parco con il ministero hanno un progetto pericolosissimo, cioé quello di trasformare i due fari di Razzoli e Punta Filetto a Santa Maria così come altri manufatti nell'isola di Spargi e poi si proseguirà con quelli di Caprera, in strutture ricettive alberghiere, che davvero preoccupano». A giudizio di Zanchetta sarebbe questo dei fari «il cavallo di Troia per dare il via alla cementificazione delle isole e nello stesso tempo alla realizzazione di strutture alberghiere anche a Caprera». I fari e i manufatti militarid elle isole dell'arcipelago erano presi in considerazione nella legge istitutiva del Parco. L'articolo 1 della norma di salvaguardia prevede che «la realizzazione di nuovi edifici e la ristrutturazione delle costruzioni di proprietà demaniali per uso turistico residenziale, anche legato all'attività di ricerca, non debbono essere realizzati». L'ente parco, presieduto dall'avvocato nuorese Gianfranco Cualbu, di An, «sta accelerando - secondo Zanchetta con la compiacenza del ministero - operazioni che non ci trovano assolutamente d'accordo. Ci siamo battuti in passato (1985-87) per vietare la cementificazione nell'isola ed oggi chi dovrebbe garantire la tutela di quel patrimonio sta aprendo invece un fronte pericolosissimo». La polemica salirà di tono nelle prossime ore, con l'isola ancora popolata di turisti, molti dei quali la scelgono per la qualità dell'ambiente, l'arcipelago come meta per le sue isole deserte, senza presenza umana, salvo qualche discreto insediamento militare. I consiglieri dell'opposizione, sollevando la questione, tornano anche sul tema delle compatibilità fra le politiche dell'Ente parco e quelle dell'amministrazione comunale, guidata da Rosanna Giudice anche lei di An come il presidente del parco. A lei Zanchetta chiede a nome della minoranza di centrosinistra, di non perdere anche questa occasione per mettersi a difesa oltre che delle isole dell'autonomia del Comune.
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