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Viaggio tra le discariche abusive, le fogne a mare e i depuratori malfunzionanti.

Dal nostro inviato
La Maddalena La camionetta del Corpo Forestale dello Stato sfreccia sul ponte per Caprera ignorando il rosso di un semaforo inutile. Il rumore delle assi di legno che si sollevano e sbattono dà l’idea di quanto sia approssimativo il collegamento. Ma qui, a Punta Moneta, è tutto così. E anche peggio. Sterrati polverosi, erbacce alte due metri, strade dissestate che corrono intorno agli edifici costruiti sul finire dell’Ottocento e nei primi anni del secolo scorso. Dicono che una volta Moneta, che è il nome di un quartiere periferico di La Maddalena, fosse una specie di eden. Adesso, invece, è una sorta di girone infernale. Vigili che bloccano il traffico, che fischiano e urlano con gli automobilisti senza pass Ñ Caprera è accessibile solo ai residenti nell’arcipelago, ai bus navetta e ai furbi Ñ che ti costringono a invertire la marcia e ad avventurarti in vicoli stretti dove si respira l’aria ammorbata dai liquami fognari. Piccoli particolari dell’Arcipelago e di un disinteresse per il territorio che stridono con il concetto di Area Protetta. Poco importa, tanto i turisti arrivano uguale, fanno la fila per salire sui traghetti, invadono il centro storico, le spiagge, prendono d’assalto i barconi che li portano a fare il giro delle isole minori. Ma questo è il paradiso delle fogne che finiscono in mare, degli impianti di depurazione Ñ ce ne sono quattro Ñ che funzionano male o non funzionano affatto (all’impresa che li gestiva è stato revocato il contratto), dell’acqua che si perde per strada prima di arrivare alle case, di chi non può pagare affitti in dollari e convive con i topi nelle vecchie batterie dismesse della Marina Militare. Eppure, nessuno ci fa caso. Non una lamentela sull’inavvicinabilità dei servizi igienici a bordo del traghetto Giglio Express Tris Ñ i vigilantes davanti a una banca non hanno lo stesso effetto sui rapinatori Ñ, pazienza, il turismo di massa è questo, prendere o lasciare. E a La Maddalena prendono, eccome se prendono. In quanto a offerta, beh, è il caso di sorvolare.
«La situazione ambientale Ñ dice Gianfranco Cualbu, presidente del Parco Ñ è allarmante. Ci sono moltissime cose da fare e una serie di difficoltà da superare». L’ordine è partito quasi all’indomani del suo insediamento all’Ente: «Bisogna ripulire l’arcipelago». Forse, non aveva tutti i torti. Un recente censimento ha rilevato la presenza di oltre cento discariche abusive, decine e decine di auto abbandonate lungo i sentieri o nei pressi di qualche baracca, materiali di risulta dei cantieri disseminati ovunque. Insomma, il massimo del minimo. Con la discarica di Sasso Rosso sotto sequestro per mancanza dei requisiti previsti dalle norme e l’impossibilità di adeguarla o di costruirne una nuova Ñ è vietato nelle aree sottoposte a tutela Ñ, i rifiuti finiscono nell’impianto di Olbia. Si tratta solo di un primo passo verso la normalizzazione. Per proseguire il repulisti, giusto ieri è arrivata la conferma del finanziamento di un vecchio progetto della Comunità Montana “Riviera di Gallura”. «Poco più di un miliardo di vecchie lire Ñ spiega Cualbu Ñ che la Regione ha concesso per eliminare le discariche abusive. Abbiamo cominciato pure a portar via le carcasse rugginose delle auto». Una spesa, questa, che il Parco e il Comune dovranno anticipare per poi rivalersi sui proprietari.
L’unica nota positiva di un’estate tutto sommato buona, nonostante gli alti e bassi, arriva dal fronte dell’acqua. Rispetto allo scorso anno, è migliorata la distribuzione nei quartieri con alcuni interventi neanche tanto costosi. Nelle strade dell’isola, da più di un mese, sono scomparse le autobotti e le famiglie maddalenine hanno tirato un sospiro di sollievo risparmiando anche un po’ di soldini. Stavolta, però, il miracolo non lo ha fatto il presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi come nelle sue precedenti puntate in Sardegna.

 

 

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