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Il "tormentone" di
Caprera
Articoli de " la
nuova sardegna" I
commercianti: «Turisti, scusateci per la poca
ospitalità»
LA
MADDALENA. Il divieto d'accesso nell'isola di Caprera, i ticket da pagare,
la disorganizzazione nel rilascio dei pass, la sconnessione fra il Parco e
l'amministrazione, il fatto che le autocertificazioni dei residenti non
abbiano valore, sono tutti fattori e disagi che in questi giorni alla
Maddalena hanno sollevato un enorme polverone. La gente non fa altro che
parlare del provvedimento restrittivo e dei problemi che ha comportato per
i turisti. Sulla questione è voluto intervenire anche Franco Lullia ,
presidente della Confcommercio della Maddalena. «A nome del comparto
commerciale turistico - dice Lullia - ma soprattutto a nome della comunità
maddalenina, che vanta una storica tradizione di ospitalità, intendo
chiedere scusa a tutti, scusa a tutti quei turisti che in questi giorni, a
causa dell'inopportuna ordinanza che regolamenta il traffico veicolare a
Caprera, sono costretti a sopportare disagi e si vedono privati, di colpo,
del diritto di godere delle bellezze dell'isola tanto cara a Giuseppe
Garibaldi». Un quadro, a quanto pare condiviso anche
dall'amministrazione comunale, vista la decisione da parte del sindaco di
riaprire le porte di Caprera al normale traffico dei
turisti
Una spallata al Parco e Caprera si
riapre Nuova
ordinanza del sindaco contro Cualbu Basta ticket e bollini blu per
l'isola dell'Eroe
Andrea
Nieddu
LA
MADDALENA. Alle 14 di ieri, con una nuova ordinanza che sostituisce le tre
precedenti, il sindaco Rosanna Giudice ha ordinato la sospensione delle
limitazioni nell'accesso a Caprera in vigore dal 31 luglio. Da ieri
quindi, e in attesa che vengano portati i correttivi e gli interventi di
carattere tecnico, tutti possono accedere a Caprera. E' stata questa una
decisione sofferta ma coraggiosa da parte del sindaco Rosanna Giudice, che
ha voluto dimostrare al Parco che l'amministrazione c'è e intende farsi
valere. E' stata una vera spallata nei confronti del Parco, ma anche un
atto necessario per tamponare la situazione d'emergenza che in questi
giorni si era creata alla Maddalena. Molto probabilmente, nel momento in
cui è stato adottato il provvedimento che limitava gli afflussi a Caprera
e imponeva un ticket, non erano stati previsti i malumori e i problemi di
ordine pubblico che avrebbe generato. Ma questi giorni di fuoco a
cavallo di ferragosto hanno palesato la situazione critica in tutta la sua
portata. Nessuno forse si aspettava nemmeno un flusso di persone dirette
verso l'isola di Caprera di gran lunga maggiore rispetto agli anni
passati. Sicuramente gli interventi di depolverizzazione delle strade di
Caprera, che rendono quantomai agevole il raggiungimento delle spiagge
dell'isola, hanno contribuito ad incentivare il traffico dei
turisti. Il sindaco, dopo una lunghissima consultazione con gli uomini
della maggioranza, ha ponderato a tavolino il quadro che si andava
delineando: i turisti imbufaliti, le proteste degli operatori, il
malcontento diffuso anche tra la gente, e ha tratto le sue
conclusioni. Da oggi, quindi, non ci sarà più bisogno del bollino blu e
neppure di fare lunghe file agli uffici della cooperativa Parco Blu per
poter accedere a Caprera. Ma restano ancora in ballo altre questioni: i
responsabili del Parco dovranno però giustificare la non accettazione
dell'autocertificazione che molti hanno presentato. Un rifiuto peraltro
non motivato per iscritto, senza tirare in ballo delle precise ragioni,
tanto che molti hanno pensato di denunciare il fatto a chi di competenza.
Non ci sarà bisogno neppure di pagare quei quattro euro che la cooperativa
ha chiesto a ogni automobilista per la sosta delle auto in un'area
apposita. Sulla vicenda è voluto intervenire il capogruppo Franco
Tirotto di Forza Maddalena: «Le tre ordinanze e anche l'ultima sono state
temporalmente inopportune. Non si può fare un atto di programmazione
turistica nel pieno agosto con turisti che hanno prenotato e che si
trovano le regole del gioco cambiate a partita già iniziata. La cosa grave
è che l'amministrazione non ha avuto subito il coraggio di opporsi ai
desiderata della coordinatrice del Parco, signora Boe. Chiudere Caprera in
questo modo vuol dire far riversare tutte le automobili nelle spiagge
dell'isola madre, dove davvero è difficile transitare se dovesse succedere
qualcosa. Grazie a questa ordinanza avremmo avuto noi i problemi e quindi
è meglio aver ammesso l'errore ed averla sospesa».
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Auto a Caprera: ieri no, oggi
sì |
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Articolo
de "l'unione sarda"
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Dopo tre
giorni di divieto di accesso alle auto per i non autorizzati, arriva
una nuova ordinanza del sindaco che ripristina la situazione
precedente al provvedimento del 31 luglio: il transito veicolare è
libero. La terza ordinanza su Caprera è uscita dalle stanze del
palazzo sabato pomeriggio dopo una riunione fiume della maggioranza
in cui è stato analizzato a fondo il divieto di accesso e le
conseguenze. Ed è proprio il lato politico ad emergere: “il
documento sostituisce qualunque altro provvedimento in essere sul
territorio in materia di viabilità”. Insomma, l’amministrazione
comunale si è posta, sul problema della regolamentazione del
traffico, in posizione di preminenza rispetto ad ogni altro organo
locale, Ente parco compreso. Una presa di distanza dall’Ente Parco?
Certamente lo è, almeno come delineato di competenze, anche se la
ragione della sospensione dell’ordinanza del 31 luglio viene
giustificata da “gravi disfunzioni non prevedibili al momento
dell’adozione, che hanno originato gravi problemi di ordine
pubblico, situazioni di pericolo e di grande disagio per la
collettività, non superabili neanche ottimizzando o migliorando le
misure organizzative in atto”. In effetti l’adozione di un’ordinanza
a metà stagione aveva fatto indispettire tutti gli operatori
commerciali, creato disagi ai residenti, ma più che altro aveva
scontentato i turisti stabili dell’isola e fatto storcere il naso ai
visitatori occasionali costretti, oltre al fermo dell’auto, a una
serie di pagamenti di pedaggi piuttosto pesanti per una gita a
Caprera. Il malcontento, ufficializzato dalla protesta di centinaia
di turisti, ha convinto Rosanna Giudice a mettere in cassetto il
provvedimento di regolamentazione tanto richiesto dal Parco e
rimandare la spinosa soluzione all’anno prossimo.
F.
Nardini |
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