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LA LETTERA
Cualbu poco
sensibile nei confronti della cultura maddalenina
Lucia Spanu
Riceviamo e pubblichiamo.
Carissimo avvocato Cualbu, è ormai settembre, tempo di bilanci per la sua prima
stagione estiva in qualità di ospite sempe illustre e responsabile di decisioni
importanti per il nostro arcipelago. Non sarà la mia persona a dare giudizi sul
suo operato, a questo penserà il tempo e soltanto il tempo. Sicuramente, però,
in qualità di maddalenina e ambientalista, mi sento in diritto di esprimere la
mia opinione su fatti e comportamenti che non possono essere smentiti da
nessuno, neanche dal tempo. Durante il nostro ultimo incontro, che risale alla
primavera scorsa, lei, con molta cura e dovuta attenzione al problema, mi
illustrò il programma anticendi che doveva andare a realizzare con una certa
urgenza, vista l'estate ormai alle porte riconducendo a questo argomento di
interesse prioritario la necessità di far sloggiare dal Cea di Stagnali persone
e cose che niente avessero a che fare con tale discorso. Pur pensando di subire
un'ingiustizia (anche perché alcuni di noi sfrattati e altri no?) ritenendo che
le sue argomentazioni avevano un fine altamente istituzionale, quale quello di
alloggiare in quelle strutture corpi di vigilanza e prevenzione incendi, la
nostra associazione si adeguò con educazione e rispetto dei ruoli alle sue
decisioni. Poi le feci sapere, personalmente, che mentre lei pensava (forse)
alla realizzazione del suo programma, alcune persone non identificate usavano la
struttura destinata con regolare convenzione a Italia Nostra e da lei revocata,
come accampamento con tanto di brandine da campo, fornelletti a gas e come
ricettacolo di qualsivoglia rifiuto o avanzo di pasti consumati frugalmente. Lei
mi rispose di non sapere chi fossero quelle persone. Constatai in
quell'occasione circa l'uso edificante e istituzionale che si fa delle strutture
del Parco! L'estate è arrivata e anche passata (grazie a Dio senza incendi) ma,
se non vado errando, lei, così preciso e attento, è venuto meno alla
realizzazione del programma che con tanta convinzione mi aveva illustrato. Caro
avvocato, non riesco a dare molte spiegazioni a tutto ciò, che non questo: o
lei ha avuto altre cose di cui interessarsi e quindi non ha creduto, poi, così
tanto alla priorità da dare al suo programma, oppure mi chiedo se non ce
l'abbia con la nostra associazione visto che si è permesso anche di esprimere
giudizi sul materiale del «Museo del mare» (da lei mai visto!) per i quali mi
permetto di sottolineare la sua ignoranza (la cultura di cui è in possesso le
permetterà di restringere il campo sul significato del termine). Come ho già
detto in una intervista al giornale, le sue esternazioni sulla bontà e pregio
del «Museo del mare» non intaccano minimamente la validità del progetto
stesso: con esse lei offende, a mio giudizio, solo la sua intelligenza, perché
vuol dire che la sensibilità che lei ha nei confronti della cultura maddalenina
è assai poca cosa. Da molti anni, ormai, ciò che si definisce patrimonio
culturale si è arricchito di elementi legati all'ordinario, alla vita
quotidiana, ai valori, alla storia delle comunità locali: tutto questo voleva e
vuole significare, anche se con molta umiltà, il «Museo del mare» di Italia
Nostra. Non posso credere che la sua professione di avvocato, sicuramente
difficile e impegnativa ma anche troppo asservita all'applicazione di leggi
aride e fredde, le abbia tolto qualsiasi tipo di sensibilità verso valori
diversi quali la cultura e la storia di una comunità. La prego, rifletta, e
cerchi anche di vedere che dietro un «marruffo» o un «guarracinaro» (spero
che conosca questi vecchi strumenti da pesca...) c'è una storia, un'identità,
una funzione di testimonianza, la necessità di conservare il ricordo, la stessa
necessità che ogni comunità ha di ricercare le proprie radici e di stabilire
la propria identità, cioé quel desiderio di ripercorrere e fissare nella
memoria la propria storia. Sono certo che anche questa volta non avranno
risposta i miei ripetuti messaggi: avrò ancora di più la conferma che noi due
parliamo lingue diverse, pazienza! Io continuerò a farle sempre sentire la mia
voce e quella dell'associazione ogni qualvolta sarà necessario, così come
abbiamo già fatto circa le decisioni affrettate e incaute sulle regole di
accesso a Caprera da lei prese, oppure circa l'utilizzo di alcuni fari a nostro
avviso insensato ed anche fuori legge, oppure ancora circa l'uso giusto e
lodevole di una struttura del Cea di Stagnali per i bambini o, infine, circa
alcune ingerenze che riteniamo con siano di sua competenza. Tutto questo per il
semplice fatto che ognuno di noi, in qualità di maddalenino, ha e avrà sempre
il diritto di far sentire la propria voce quando da parte sua si vorranno
prendere decisioni che riguardano il nostro arcipelago. Non so quanto lunga sarà
la sua permanenza nel nostro Parco però, la prego, cerchi di lasciare un
ricordo di lei in parte buono e non di una persona che forse avrà fatto molti
guasti.
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