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La Nuova Sardegna 31- 10 - 02

LA LETTERA
Ma quel Parco è invadente

Francesco Vittiello Insegnante

Riceviamo e pubblichiamo

Con rammarico e controvoglia mi sento costretto ad intervenire nel dibattito apertosi di recente sulla conduzione politica e tecnica dell'assessorato all'urbanistica del Comune di La Maddalena guidato dal Sig. Andrea Columbanu e diretto dall'Ing. Pasquale Russo. Sono a malincuore costretto a dare ragione, credo sia nota a tutti la mia lunga militanza nel "vero" centrodestra che giustifica gli aggettivi sin qui usati, sia al segretario dei Comunisti Italiani, Marco Poggi, sia al segretario dei D.S. e consigliere comunale Vincenzo Belli quando affermano che nel nostro comune avvengono cose quantomeno singolari del tipo l'accettazione di "consigli" e "pareri" da parte del Parco e lamentano gravi ingerenze della direzione politica e tecnica dello stesso nella vita amministrativa del nostro comune, così come hanno ragione, ahimè, quando affermano che il silenzio sulla questione Puc e, più in generale sull'edilizia e sull'urbanistica, è gravissimo. Ma purtoppo per la nostra comunità i "misfatti" passati sotto silenzio da un'amministrazione comunale che calpesta gli ideali ed i principi del centrodestra (voglio ricordare che ben cinque assessori su sei sono dei presunti "indipendenti politici"), non si fermano qui. Mi piacerebbe sapere dall'esimio assessore Columbanu e dal "suo" Dirigente se il parco o altri enti che hanno effettuato operazioni edilizie nelle isole, oltre che elargire i ben noti "consigli", li abbiano informati iniziative da loro intraprese. Durante un'escursione con degli amici la scorsa domenica sull'isola di Razzoli siamo rimasti inorriditi e sconcertati da alcune iniziative "edilizie" intraprese, suppongo, dal Parco sull'isola di Razzoli. Infatti oltre ad aver ristrutturato con tanto di bagni, docce e (presumo) fosse Imhoff, che per quanto ne so sono fuorilegge, il caseggiato della banchina di Cala Lunga, ha operato un assurdo assurdointervento nelle storiche "tanche" che risalivano ai primi del 1700, ricoprendo sotto una colata di cemento, come ben si evince dalla foto, due dei tre pozzi che servivano all'abbeveraggio del bestiame, dei bonifacini Fratelli Doria, che colà veniva "transumato" dall'isola di santa Maria dai pastori corsi che vi soggiornavano per allevare capre e vacche da latte. Ebbene un pezzo di storia della nostra comunità, senza un vero perché e senza chiedere il parere ai maddalenini, veri custodi di quell'immenso patrimonio storico, è stato seppellito e non sarà più visibile per testimoniare un pezzo della nostra storia e delle nostre "radici" a meno che le Autorità preposte alla tutela del territorio, quali il Ministero dei Beni Culturali e la Procura della Repubblica, non decidano d'intervenire per "diseppellire" i manufatti ed eventualmente accertare eventuali reati per perseguire, a futuro monito, i responsabili di quello che a mio profano parere, è un vero scempio. Spero che questa mia lettera possa contribuire a far uscire i maddalenini dal loro torpore e dalla loro indifferenza complice e ringrazio La Nuova Sardegna, sempre sensibile alla tutela del patrimonio storico - culturale della Sardegna, per l'ospitalità concessami.

 

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