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La Nuova Sardegna - 2 - novembre 2002
«Quello
stabile non si tocca»
I Ds mettono
il veto sui lavori nella base americana
Andrea Nieddu
LA MADDALENA. La notizia era già nell'aria, ma ieri il gruppo consiliare e la
segreteria dei Ds l'hanno confermata. Anche se ssiamo ancora a livello di
indiscrezioni, nella prossima seduta del comitato paritetico per le servitù
militari che si terrà a Cagliari, verrà riproposto l'ampliamento della
palazzina (fissa) non precaria, ubicata a Santo Sfefano, asservita alla marina
degli Stati Uniti.
LA MADDALENA. In occasione dell'ultima riunione del comitato paritetico,
infatti, quando erano state avanzate una serie di richieste alla marina
italiana, da parte di quella americana per abbattere gli stabili 8 e 14 della
Base di Santo Stefano, il sindaco Birardi si era dichiarato contrario. Il primo
stabile funziona solo da deposito, mentre il secondo è una sede logistica che
la marina italiana ha affittato a quella americana. «Le opere richieste - ha
detto l'ex sindaco Mario Birardi - modificherebbero la sostanza della
concessione stipulata nel 1972, anno in cui è arrivata la marina americana. Me
se volessero proseguire con questo intento, è il momento di ridiscutere tutto».
I progetti che gli americani hanno richiesto alla marina italiana si spingono
oltre i limiti che erano stati stabiliti in seguito all'arrivo della nave
appoggio statunitense a Santo Stefano per sommergibili a propulsione nucleare.
«Pertanto - termina l'ex sindaco Birardi - se dovessero modificare gli immobili
a terra, cambiando la convenzione originaria, la base non sarebbe più solo
appoggio, ma diventerebbe base navale vera e propria».
«Sembra, infatti - conferma il capogruppo di Buon Vento Pierfranco Zanchetta -
che gli americani intendano fare dei lavori per circa 60 miliardi». Questo
rimette in discussione lo stato giuridico del punto di approdo che, gioco forza,
dovrà essere riproposto al parlamento. Intanto, dicono i Diessini, c'è viva
preoccupazione, perchè questi lavori comporterebbero comunque un incremento
notevole della presenza americana e dei sommergibili a propulsione nucleare, in
quanto gli americani intendono chiudere basi nei Caraibi per trasferire qui la
loro flotta subacquea. Il tutto significa, anche che gli americani intendono non
solo rimanere alla Maddalena, ma estendere la loro presenza. Forse hanno in
mente di prendersi la caserma Faravelli, che verrà dismessa, così come hanno
mire sull'arsenale militare. «Siamo preoccupati - terminano i diessini - e la
situazione la denunciamo anche alla Regione e al Parlamento, perchè si faccia
carico di questo nuovo segnale. Sappiamo inoltre che qualora la proposta non
dovesse passare in comitato, sicuramente la marina italiana che ha l'incarico di
fare la parte progettuale per conto degli Stati Uniti, farà passare il tutto,
senza interpellare il parlamento. Questo non dovrebbe accadere perché dal punto
di vista costituzionale, non è conciliabile con lo sviluppo che si vuole dare
l'isola».
Andrea Nieddu
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