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L'Unione Sarda 14 novembre 2002

La Maddalena.
L’Us Navy smantella in Turchia e porta i sommergibili nucleari nell’arcipelago
Avamposto sardo contro Saddam
Cinquemila soldati americani in arrivo a Santo Stefano

La Maddalena «La base statunitense per sottomarini a propulsione nucleare di Santo Stefano, sta per essere potenziata». E con essa anche lo spiegamento di forze che dovrebbe passare da tremila a ottomila uomini. È stato Giulio Giudice, consigliere provinciale di Forza Italia, a sollevare la questione presentando una mozione che sarà discussa oggi a Palazzo Sciuti. Giudice afferma che la Marina americana vuole dismettere le basi in Turchia, dopo la vittoria elettorale di un partito islamico, e trasferire personale e sommergibili (dai due attuali passerebbero a otto) nell’arcipelago. «Qualche mese fa Ñ ha detto Ñ un gruppo di docenti universitari americani si è presentato in Comune a La Maddalena per chiedere informazioni di carattere logistico. Mi risulta che la Us Navy abbia già richiesto la disponibilità dell’ex caserma Faravelli, un vecchio edificio militare che si estende per oltre un ettaro». Il consigliere è preoccupato per il rischio di inquinamento nucleare. «In Comune, sulla vicenda, vige il top secret ma le notizie circolano. So pure che la base d’appoggio di Santo Stefano sta per diventare una base navale a tutti gli effetti: i capannoni stanno per essere riedificati in muratura». L’allarme riguarda il futuro dell’intera Gallura. «Il problema è serio e va affrontato da tutte le istituzioni: comuni, Provincia e Regione. Non è pensabile un tavolo di trattativa in cui sia presente solo il Comune di La Maddalena. Non si può mettere a repentaglio lo sviluppo turistico per un centinaio di posti di lavoro offerti dal potenziamento della base Usa». Secondo il consigliere forzista, inoltre, bisogna valutare con attenzione l’aspetto della sicurezza. «In caso di incidente nucleare non sapremmo che fare. Il piano d’evacuazione, se anche ci fosse, non lo conosce nessuno». Le origini del problema risalgono a trent’anni fa. «Siamo stati venduti nel 1972 da Cossiga ed Andreotti che firmarono l’accordo bilaterale Italia-Stati Uniti per la presenza a La Maddalena di una base d’appoggio per sommergibili nucleari. Quell’accordo prevedeva la presenza di 500 militari americani: oggi sono più di 3000. Nessuno, finora, aveva mai sollevato questo problema perchè la Gallura, e La Maddalena in particolare, è sempre stata poco rappresentata politicamente. Oggi le cose sono cambiate e in consiglio provinciale noi galluresi stiamo portando avanti istanze importanti per il territorio. Soltanto oggi la Provincia di Sassari ha deciso di individuare un sistema di monitoraggio di un mare dove transitano sommergibili a testata nucleare».

Francesco Nardini

 

 

 

 

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