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La Nuova Sardegna 24-11-2002

LA POLEMICA
Il forte Sant'Andrea, fra cadute di stile e qualche meschinità

Mario Birardi Ex sindaco

LA MADDALENA. In ritardo ho avuto la sorpresa di leggere un articolo di Giancarlo Tusceri che mi chiamava in causa, raccontando a modo suo "la vera storia del forte di Sant'Andrea". Per quanto mi riguarda nella ricostruzione di questa storia nella realtà non c'è niente di vero e mi stupisce che un pubblicista e uno studioso di storia che ho sempre apprezzato, possa avere questa caduta di stile. Il testo della delibera della giunta da me presieduta è stata non solo concordata con Tusceri, ma in calce c'è il suo parere favorevole e la sua firma.
E non mi ha mai avanzato nessuna obiezione acché il forte venisse assegnato a Italia Nostra né per merito né il periodo in cui questo avveniva. Nella delibera di concessione è scritto testualmente: "Con l'incarico di allestire scientificamente un museo del mare e delle armi del 1793". La nostra delibera non solo era legittima, ma doverosa, anche perché la nostra amministrazione ha avuto il merito, malgrado tutte le difficoltà incontrate (vedi sovrintendenza), di portare a compimento l'opera. Ma la cosa più sconcertante è quando si arriva nell'articolo a insinuare il sospetto che il sindaco avrebbe "ritenuto probabilmente inopportuna, se non illegittima, una sua firma". Firma che non mi ha mai chiesto, perché eravamo d'accordo che la convenzione doveva essere preparata da lui stesso, come responsabile del servizio socio-culturale con la presidente di Italia Nostra a concludere l'iter della pratica di concessione con la sua determinazione. I motivi che ci hanno spinto a prendere questa decisione sono diversi: il primo è che quella di Italia Nostra è stata l'unica richiesta che abbiamo ricevuto e che era perfettamente attinente allo spirito e al contenuto previsto nel finanziamento e nel progetto. Inoltre, era in possesso di un primo nucleo di materiali e di documenti raccolti con la collaborazione della Marina. In secondo luogo, come amministrazione, dovevamo dare una risposta immediata ad una decisione odiosa e meschina assunta dall'attuale presidente del Parco che aveva revocato una convenzione regolarmente deliberata dagli organi del Parco. Evidentemente il metodo della revoca instaurato dal presidente del Parco ha fatto scuola. Quello che personalmente mi colpisce è che un cultore di storia della nostra comunità possa addirittura sostenere che l'assegnazione ai carabinieri per allestire un museo delle armi e divise d'epoca sia più attinente ai fatti del 1793. Nella delibera dell'attuale giunta è scritto: "Ritenuto di darci di dover privilegiare questo aspetto, piuttosto che la storia marinara dell'isola, a cui il fortino di Sant'Andrea non è mai stato in alcun modo legato, integrato come è sempre stato con gli altri forti del Settecento prima e con le strutture del quartiere di artiglieria poi". Non so quale esperto dei fatti d'arme del 1793 abbia scritto questa perla. Mi rifiuto di pensare che sia l'autore dell'opera "Per Dio e per il re". Nel 1793 i principali protagonisti di quegli eventi portano i nomi di Domenico e Agostino Millelire, Cesare Zonza e di tanti altri, tutti appartenenti alla Marina sarda. Altri protagonisti, come Vittorio Porcile, il vecchio comandante Riccio che cedette il comando al De Costantin, per andare proprio al forte di Sant'Andrea portandosi appresso la famosa bandiera che per tutto il periodo del combattimento e da quella prestazione e del resto dagli altri forti, si batterono contro il naviglio Gallo Corso. La nostra storia è proprio storia della marineria, prima con le incursioni barbaresche, poi con i fatti gloriosi del 1793 e in seguito sul ruolo strategico che assunse nel controllo dei mari. Il ruolo che ebbero figure come l'ammiraglio De Geneis e tanti altri nostri concittadini, la stessa presenza delle flotte navali inglesi con l'ammiraglio Nelson. Lasciamo da parte le polemiche e le contrapposizioni. Tutti stimiamo ed esaltiamo la storia gloriosa dell'arma dei carabinieri. Nel museo possono trovare spazio armi e divise di tutti i corpi dello Stato: la fanteria e l'artiglieria, i bersaglieri e i finanzieri, ma se si vuole rispettare la destinazione d'uso, il nucleo centrale deve essere i fatti del 1793 legati alla presenza della Marina. Ci sono alla Maddalena concittadini che sono ricercatori e cultori della nostra storia. Si nomini un gruppo aperto agli apporti e alla collaborazione.

 

 

 

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