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L'Unione Sarda 7 gennaio 2002

Puc, la giunta cambia il progetto

La Maddalena Dal porto commerciale nell’isola di Santo Stefano, a tutta una serie di nuovi interventi. La giunta municipale ha individuato in 18 punti le modifiche da apportare al progetto del Piano urbanistico redatto dalla passata giunta Birardi. Verranno così realizzati diversi “aggiornamenti” destinati a rendere lo strumento urbanistico «pienamente vigente ed efficace»: l’amministrazione Giudice intende dare al Puc, non ancora adottato, un’impronta più qualificante rispetto a quello pensato dall’amministrazione dell’Ulivo. Così, in radicale contrasto con le indicazioni precedenti, si ipotizza la realizzazione del porto commerciale nell’Isola di Santo Stefano, esattamente nella golfata di Cala Vela Marina, con un collegamento fisso attraverso l’isolotto Chiesa. La precedente giunta aveva scelto nella zona di Padule, ad ovest dell’abitato, la posizione ideale per la creazione del porto commerciale. Viene così variata, per l’ennesima volta, la destinazione del litorale meridionale dell’isola e il suo rapporto con la dirimpettaia: una questione che si trascina ormai da una quindicina d’anni, da quando, con il mutato clima economico, si è privilegiata la scelta dell’industria turistica.
Le modificazioni previste nel documento saranno apportate dall’assessorato competente con l’ausilio dei tecnici progettisti. Una procedura scelta per adattare il progetto del Puc «all’agenda programmatica della nuova amministrazione in carica senza, peraltro, voler delineare modificazioni di carattere sostanziale o incidere sull’assetto complessivo già determinato». Ma l’opposizione Ñ in particolare il gruppo “Buon vento” Ñ grida allo scandalo. Per il portavoce Pierfranco Zanchetta si tratta «di una deliberazione illegittima perché prevede interventi di programmazione del territorio, atto di esclusiva competenza del consiglio comunale non delegabile a chicchessia», e chiede, appunto, che le modificazioni siano discusse e votate in aula consiliare. Paura infondata, almeno sulla carta, visto che è prevista «l’adozione del Piano in sede consiliare dopo le integrazioni e le modificazioni» con tutto l’iter normativo necessario. Ma si tornano a prospettare tempi lunghissimi, tecnicamente necessari per realizzare un nuovo strumento urbanistico che potrà arrivare a destinazione chissà quando.

Francesco Nardini

 



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