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La Nuova Sardegna 7 gennaio 2003
LA MEMORIA
Cerimonia a
Caprera
per ricordare Teresa
a.n.
LA MADDALENA. Si è svolta ieri a Caprera, di fronte alla tomba di Teresa
Garibaldi, la ricorrenza del centenario della sua morte. L'hanno organizzata
l'Associazione nazionale veterani e reduci garibaldini che insieme al Corisma,
con il presidente Antonio Frau e alla presenza della pronipote di Ricciotti
Garibaldi (terzo figlio di Garibaldi) Annita Jallette Garibaldi, hanno deposto
una corona di fiori e sostato per alcuni minuti in rispettoso silenzio. C'era
anche la direttrice del museo Wallis Paris che si è intrattenuta con gli ospiti
tra cui anche l'ex sindaco Mario Birardi. Unica assente l'amministrazione. «La
quale era stata avvertita - - ha detto Annita Garibaldi -. Non è un problema di
gentilezza nei confronti della famiglia Garibaldi, ma di rispetto almeno per le
figure dei figli che fra l'altro sono vissuti e cresciuti qui». Teresa è stata
ricordata da Annita e considerata "donna forte e coraggiosa" che tra i
garibaldini qualche volta viene dimenticata (avendo avuto 16 figli è stata
occupata dalla famiglia) ma merita di essere ricordata come figlia molto amata
di Garibaldi che non si è mai tirata indietro nelle battaglie sociali. Ebbe una
vita pesante perché il marito, Stefano Canzio, finita la guerra, lavorava nelle
saline di Cagliari. Dopo essere stati a Genova, Canzio lasciò Teresa e i
bambini a Caprera. Dove lei rimaneva due o tre mesi all'anno: per fortuna aveva
instaurato un buon rapporto con Francesca Armusino, così si dividevano
amichevolmente le stanze e crescevano insieme. I figli lasciarono casa molto
giovani. Canzio aveva questa idea come Ricciotti: una volta cresciuti, a 18 anni
dovevano andar via a fare la loro vita. Negli anni tra il 1898 e il 1904 tutti i
maschi si allontanarono fuorché Cairoli e Foscolo che sposarono la stessa
donna, Elsa Fazzari.
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