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L'Unione Sarda 12 gennaio 2003

La Maddalena.
Primi sette mesi da sindaco: bilancio
Il fiore all’occhiello? L’acqua agli assetati

La Maddalena L’atto qualificante dei primi sette mesi di amministrazione? «Un atto dovuto nei confronti della cittadinanza: essere stati in grado di ripristinare la distribuzione dell’acqua». Un’operazione anche «abbastanza sofferta» dal punto di vista tecnico, perché, «ci siamo dovuti avvalere di una società di sorveglianza, prodigata nella sistemazione di alcuni fattori tecnici che, ovviamente, non andavano per il verso giusto». Il sindaco ritiene che portare l’acqua nelle case sia «un atto dovuto, nemmeno da enfatizzare» ma si deve dire che ci tiene a sottolinearlo, un po’ come un fiore all’occhiello, anche se ammette, «i bacini erano pieni con 400mila mc a disposizione». Un “regalo” importante della passata amministrazione, che questa ha girato alla cittadinanza assetata. «E poi il potabilizzatore, costato un bene di Dio, ed entrato finalmente in funzione». A questo punto l’acqua a La Maddalena è potabile ma il sindaco afferma «che quella delibera di Birardi resta in piedi perché delle condotte isolane non ci si può fidare». Basterebbe questo a promuovere l’amministrazione in questi sette mesi? «Sì Ñ risponde Ñ ma voglio aggiungere di non dimenticare il porto turistico di Cala Gavetta ritornato ad esser quello che deve, con i servizi connessi, abbiamo dato una linea diversa». Parliamo dell’ambiente. «Mentre purtroppo continuano a nascerne, abbiamo eliminato oltre 100 discariche, abbiamo chiesto di tenere aperta momentaneamente quella di Sasso Rosso, e ci siamo riusciti, anzi pensiamo di utilizzare i residui inerti per tamponare le strade che in verità sono un disastro».
Un’altra cosa che ci tiene a mettere in risalto è la creazione della guardia turistica estiva e la rimessa in funzione di un pronto soccorso efficiente. Sul versante della sanità il sindaco cita la collocazione estiva del centro di aggregazione sociale a Stagnali (Caprera) per anziani e disabili «qualcosa che sarà ripetuta anche il prossimo anno».
Ma l’opposizione sostiene che l’amministrazione Giudice non ha un programma, cammina alla giornata ed ha delle pericolose crepe al suo interno.
«Il nostro programma, non ampolloso come quello di chi ci ha preceduti, che però non mi pare abbia colto molti obiettivi di quelli cercati, è basato su poche ma chiare cose e che tengono conto delle esigenze essenziali della gente. Ciò che voglio fare è scritto Ñ afferma Ñ ed è atto pubblico, chiunque può verificare. Ma, più che andare alla giornata, abbiamo perso tante giornate a ridare vita alla città con atti di decisione. L’unica cosa che abbiamo voluto prevedere a lungo termine è proprio il porto commerciale che noi, comunque, riteniamo essenziale». Per il sindaco, infine, non esistono alcune crepe all’interno della maggioranza «anche se in qualsiasi famiglia esistono dei momenti di crisi. Non ci saranno rimpasti in giunta, non mi pare il caso, perché i miei collaboratori sono tutti competenti, pure nei loro personali temperamenti». Dopo sette mesi una crisi? Non mi preoccupa, la risolveremo ma senza rimpasti, ribadisco. Anche perché per operare dei rimpasti di giunta occorrono delle motivazioni davvero serie, non delle divergenze di opinioni».

Francesco Nardini

 

 



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