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La Nuova Sardegna 18 gennaio 2003

Sottufficiali e gentildonne della Marina
Quindici ragazze frequentano
il corso Normale Marescialli
Il comandante Palopoli: «Vere e proprie marinaie cariche di entusiasmo»

Andrea Nieddu

LA MADDALENA. Sono 15 le ragazze con la divisa da marinaio che, da qualche mese, seguono il corso presso le Scuole Sottufficiali della Maddalena. Provengono da diverse città d'Italia e si sono già adeguate alla vita della scuola che poi le porterà, ognuna con un ruolo diverso, sulle navi: al comando di un timone, oppure in sala macchina. Abbiamo sentito il comandante delle scuole Francesco Palopoli che ha spiegato il ruolo delle donne in divisa, e parlato di quello che la Marina offre loro.
- Comandante, non è passata affatto inosservata nell'isola la presenza delle donne in divisa...
«E' così. Dall'inizio di novembre, sono entrate a far parte della grande famiglia della nostra scuola sottufficiali 15 ragazze, che frequentano la seconda classe del corso Normale Marescialli. Personale femminile in divisa si era già visto nelle austere aule della Scuola, ma si trattava di allieve appartenenti ad altre amministrazioni dello Stato, come i corpi di polizia, che già da tempo hanno ammesso le donne nei propri ruoli. Ora invece si tratta proprio di "marinaie", giovani donne che hanno scelto di vivere e lavorare per la Marina e che finora hanno dimostrato entusiasmo ed energia uguali, se non addirittura superiori, ai colleghi maschi».
- Quali problemi si sono dovuti affrontare, dal punto di vista organizzativo, per far fronte alla novità?
«E' stato fatto uno sforzo notevole da parte dell'amministrazione per adeguare le strutture logistiche e creare servizi idonei per accogliere il personale femminile, e posso ritenermi soddisfatto dei risultati ottenuti».
- Qual è il suo punto di vista sulla presenza delle donne in Marina?
«Nella mia precedente destinazione, ho lavorato intensamente con personale militare femminile, appartenente a marine estere, e ho potuto apprezzare direttamente le capacità delle mie colleghe. Ho compreso anche che ogni differenza di trattamento nei confronti dei colleghi maschi, sia in positivo che in negativo, offende il loro amor proprio. Non è corretto soffermarsi in attenzioni che faccia sentire le donne come fenomeni da baraccone. Né è accettabile da parte loro volersi proporre in Marina e nelle Forze Armate per protagonismo o per ripicca femminista».
- Come viene vissuto all'interno della scuola sottufficiali questo momento?
«A Mariscuola ho dato direttive precise affinchè tutto il personale femminile venga trattato, con le eccezioni dovute alla natura differente e previste dal regolamento, nell'identico modo di tutti gli altri. E' normale che ancora se ne parli, in quanto attualmente stiamo vivendo questa novità. Ma mi aspetto che nel prossimo futuro il fenomeno venga ricondotto nella semplice normalità e uguaglianza».
- Quali prospettive per il futuro impiego delle donne in Marina?
«Oggi le allieve sono quindici e il tempo, sicuramente, ci abituerà a una presenza sempre più numerosa di ragazze in divisa. Non ci si stupirà più nell'osservare un'allieva meccanico navale che impugna una robusta chiave nelle esercitazioni pratiche professionali, o al comando di un'imbarcazione mentre effettua una manovra di ormeggio. Questo, insomma, è quello che mi aspetto».


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