La Nuova Sardegna 19 gennaio 2003
Niente pace,
la Giudice già in bilico
Nulla di
fatto nella riunione della maggioranza alla Maddalena
a.n.
LA MADDALENA. Se non è crisi, lo è quasi. E' quello che è emerso ieri dopo la
riunione che la maggioranza ha voluto per verificare ed eventualmente decidere
il da farsi. Le circa tre ore di intensa discussione, qualche volta anche
scaduta in personalismi esasperati, non hanno dato nessun esito positivo, se non
l'impegno a un ulteriore incontro per giovedì.
Come dire: calmiamo gli animi e riprendiamo il dialogo. Ma come? Le posizioni si
sono irrigidite al punto tale che sembra non ci sia, per il sindaco Rosanna
Giudice, via d'uscita. Lo hanno ribadito i tre dissidenti che hanno formato il
"Gruppo della Libertà": Cecilia Carta, Roberto Ugazzi e Antonio Satta,
ritornato da Aukland rilassato ma pronto a dar battaglia dopo che gli è stato
tolto l'assessorato, per essersi dissociato e poi aver criticato le richieste
fatte in occasione della nomina dei componenti del comitato direttivo definitivo
del parco, i parenti stretti degli amministratori.
Tutto era cominciato con il documento inviato al sindaco dai tre: fra loro era
anche Giulio Verrascina, che però subito dopo aveva fatto marcia indietro, «nel
rispetto del sindaco, e delle decisioni del partito» (i socialisti) che lo
avrebbe pregato di rientrare. Ma perché? Forse in cambio di quell'assessorato
che apparteneva a Satta perché dovuto al Nuovo partito socialista che in giunta
non era rappresentato? Oppure eliminare un altro personaggio di Italia Nostra
dopo la cacciata di Luigi Beltrami? Risposte che ieri non sono state date.
A decidere su questo punto sarà senz'altro il consigliere di maggioranza di
Alleanza nazionale Diego Cannas che, pur parlando da «semplice cittadino»,
aveva dichiarato apertamente, lanciando un segnale a tutta la maggioranza, che
la retromarcia di Verrascina non era valsa a nulla. Il consigliere aveva
sbagliato, ma rientrando non poteva assolutamente pretendere nessun premio, una
volta che il sindaco gli aveva tolto la delega, dice Cannas.
Ieri le parti si sono lasciate anche perché lo stesso Cannas non gradirebbe che
il sindaco desse l'assessorato a Verrascina, per una questione di principio. Se
poi dovesse accadere, Cannas opterebbe per uscire dai giochi, lasciando ancor più
sguarnita una maggioranza che oltre che perdere i tre pezzi, andrebbe in affanno
per la posizione dello stesso Cannas, che fra l'altro potrebbe essere anche
seguito dagli altri due di An, Grondona e Baffigo.
Supposizioni che sono state evidenziate da parte di qualche componente della
maggioranza e che se risultassero vere, porterebbero alla disintegrazione della
maggioranza a pochi mesi dalla elezione. Intanto, pur essendoci richieste di
consiglio comunale da parte delle minoranze e problemi da affrontare, tutto
sembra andare come nella normalità.
Andrea Nieddu