L'Unione Sarda 20 gennaio 2003
| La Maddalena | ||
| Sospesa | ||
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| Caccia al cinghiale: rabbia delle doppiette | ||
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La Maddalena Malumore tra i
cacciatori che, sabato scorso a Caprera, non hanno potuto fare la caccia
al cinghiale. Non sarebbe arrivata l’autorizzazione del Ministero per la
battuta di “abbattimento selettivo” dei suidi, e così se ne riparlerà
giovedì prossimo, poi sabato 25 e infine giovedì 30. Sono 250, 300 i
cinghiali presenti a Caprera, ma l’indicazione è di puntare sui capi più
giovani destinati alla riproduzione a breve scadenza. Per alcune
associazioni venatorie l’autorizzazione a sparare sui cinghiali
riservata ai soli cacciatori isolani rappresenta «un evidente torto nei
confronti dei cacciatori delle zone vicine, che sono stati ingiustamente
esclusi». D’altronde, secondo le direttive date a suo tempo dall’Ente
parco, alle operazioni Ñ dopo un preventivo e serio allenamento Ñ
dovrebbero partecipare solo i cacciatori locali che conoscerebbero meglio
il territorio e la fauna dell’isola. La caccia selettiva, tra l’altro,
ha già aperto critiche all’interno delle tre associazioni venatorie
proprio sui metodi da applicare per la decimazione dei suidi di Caprera.
Ormai diventati un vero e proprio “caso” ambientale per la loro
proliferazione incontrollata da quando - sconsideratamente - furono
introdotti nell’isola agli inizi degli anni ’80.
Francesco Nardini
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