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La Nuova Sardegna 23 gennaio 2003

«Diffusa illegalità nel museo di Caprera»
Un durissimo documento della Fps Cisl:
«Risorse umane e strumentali irrisorie»
«Immotivati attacchi al personale in lotta e incapacità dei vertici»

Andrea Nieddu

LA MADDALENA. La Federazione Territoriale della Fps-Cisl, dopo aver esaminato le "discutibili" dichiarazioni, rese a mezzo stampa dalla direttrice del museo garibaldini Wally Paris sul presunto sciopero della maggioranza degli addetti ai servizi di vigilanza, esprime, in una lettera, la sua preoccupazione. Si dichiara perplessa per gli «immotivati attacchi al personale in lotta». Nel contempo richiede con fermezza «il recupero della dignità e della professionalità del personale in disputa», e rileva «come l'attacco ai lavoratori nasconda, in realtà, colpe che vanno iscritte all'incapacità degli attuali vertici della Sovrintendenza».
Il segretario Luigi Spagnolo conferma che «l'attuale direttrice, con il supporto del capo addetto ai servizi di vigilanza, si è preoccupata di tutt'altro, fuorché di fornire idee e precise direttive sull'attività di vigilanza».
Sembra, infatti, che Wally Paris, «non abbia provveduto a richiedere la notifica dell'attuale pianta organica - già stravolta e ridotta dalla miope programmazione dell'amministrazione -, con la conseguenza di dover fronteggiare una situazione di grave e diffusa illegalità nel mondo del lavoro con risorse umane e strumentali irrisorie». A giudizio di Spagnolo il disegno messo in atto dalla direttrice e dalla sua collaboratrice, sta portando il museo verso la disgregazione dei suoi compiti e delle sue funzioni. «È amaro constatare - prosegue - che da parte di qualcuno, il confronto con le organizzazioni sindacali, anziché essere ricercato quale momento qualificante e costruttivo dell'attività museale e gestionale del personale, sia vissuto come terreno di scontro e conflitto. Alcuni degli attuali vertici, probabilmente nel soffrire di dislessia, continuano a mostrare sterile autoritarismo, ricorrendo ad atti di umiliazione e vessazione».
«La federazione - conclude Spagnolo - non può condividere le affermazioni della direttrice poiché l'analisi fatta non la si può ritenere esatta e pertanto, le dichiarazioni, non meritano alcuna risposta, ma solo censura e sono classiste e diffamatorie in comparazione a quei lavoratori che da sempre hanno prestato la propria opera con abnegazione e spirito di sacrificio».
La federazione, "nel ringraziare" i colleghi che nella giornata del 5 gennaio hanno garantito la fruibilità del museo, «nonostante lo stato d'agitazione degli altri colleghi, dopo aver più volte rivendicato un forte rilancio della contrattazione decentrata, nonchè quella di conoscere le linee programmatiche in relazione ai servizi aggiuntivi, dei quali il museo è l'unico in Italia ad esserne sprovvisto, si riserva di adire le precauzioni del caso a salvaguardia dell'immagine e professionalità dei dipendenti in disputa».


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