La Nuova Sardegna 23 gennaio 2003
LA MADDALENA
Verrascina:
«Non sono il quarto dissidente»
a.n.
LA MADDALENA. In attesa della prossima riunione fra le segreterie dei partiti
per evitare una probabile crisi, abbiamo voluto sentire alcuni consiglieri che
sono stati al centro delle polemiche, sia per il loro ruolo, sia per quello che
potrebbero ottenere, qualora la crisi venisse scongiurata.
Dopo il summit di maggioranza, anche se non vi è nulla di ufficiale, è emerso
che le parti sarebbero lontane dal chiudere il cerchio, qualora venisse chiesta
"la testa" di Giulio Verrascina, non meritevole di ricevere
l'assessorato perchè dissidente (anche se pentito).
I tre dissidenti convinti, Cecilia Carta, Roberto Ugazzi e Antonio Satta,
rimangono invece sulle loro posizioni di attesa, anche se dichiarano di
"essere sempre con la maggioranza". Un inghippo, questo, che solo le
segreterie potranno risolvere. Dal canto suo, Giulio Verrascina chiede un
intervento immediato del presidente del circolo Fini di Alleanza Nazionale per
conoscere la verità sulle notizie che davano per certa la «mia esclusione per
ottenere un assessorato». Verrascina ribadisce anche che «non sono mai entrato
a far parte del gruppo dei tre dissidenti, una volta che ho sottoscritto solo il
primo documento, ma non quello ufficiale, che fa testo, proprio perchè ho
riconosciuto come valide le dichiarazioni del sindaco e della maggioranza sulle
nomine del parco».
Ed ancora:«Non ho mai fatto forzature sui nomi da presentare e tanto meno mi
sono auto candidato per il parco. Sul veto imposto, poi, dai tre dissidenti del
gruppo sulla possibilità di un incarico nei miei riguardi come assessore, non
posso che rimanerne sbalordito. Il sottoscritto, sin dall'inizio del mandato
datomi dagli elettori, ha dato piena e totale fiducia al sindaco sulle decisioni
da prendere.».
Verrascina va a ruota libera e ricorda al consigliere Cannas, (che non ha preso
parte alla votazione), di aver votato per il conto consuntivo, dando piena
disponibilità alla maggioranza, soprattutto all'inizio del mandato e in
occasione della distribuzione degli assessorati, uno dei quali è andato ad
Antonio Satta, e non «al sottoscritto pur essendo stato uno fra i primi eletti,
dando anche totale disponibilità per il settimo assessorato a Giacomo Grondona».
«La gente che ci ha votato - conclude - capirà il perché dei veti nei miei
confronti da parte del nuovo gruppo, che avrei tradito solo perché non ho
sottostato alle imposizioni che venivano fatte esclusivamente per condizionare
le scelte del sindaco e dell'intera maggioranza».
Infine rivolge un invito al presidente del circolo Fini affinché consigli a
Cannas un comportamento più stabile e coerente nei confronti delle decisioni
del direttivo del partito, «affinché si creino le condizioni per continuare
quella strada che tutti insieme ci siamo prefissi di percorrere. Nella
maggioranza, preciso, siamo 14 e non 11».