La Nuova Sardegna 24 gennaio 2003
Buon Vento sollecita
il Puc della Maddalena
Andrea Nieddu
LA MADDALENA. Prima che si conoscesse l'esito dell'incontro che le segreterie
dei partiti hanno promosso per ieri sera, il Gruppo Buon Vento, composto da Pier
franco Zanchetta, Stefano Filigheddu, Carlo Randaccio e Gian Vincenzo Belli, ha
convocato una conferenza stampa per anticipare le prossime mosse che verranno
attuate dal gruppo, indipendentemente dalla crisi che potrebbe verificarsi in
consiglio comunale se le parti non si dovessero mettere d'accordo.
La proposta rappresenta senz'altro "una ciambella di salvataggio" che
il gruppo vuol lanciare alla giunta ed alla maggioranza per cercare di tirar
fuori qualcosa di positivo una volta che «la maggioranza e la giunta non ne
vogliono sapere di convocare consigli comunali, che però, considerata la
situazione che sta attraversando La Maddalena, la crisi economica,la necessità
di aver progetti di sviluppo, sono necessari».
Si tratta di convocare subito un consiglio comunale ad hoc per discutere sul Puc
che fra l'altro era stato approvato dall'amministrazione Birardi. «Siamo - ha
proseguito Filigheddu - disposti a dare tutto il nostro appoggio, approvandolo,
e votando a favore purchè il porto commerciale rimanga a Padule e non venga
trasferito, come era stato deciso con la delibera 160, a Santo Stefano che è un
atto nullo».
«Questa - riprende Zanchetta - è stata una stupidità politica, proporre un
intervento che non aveva nessuna fattibilità nell'immediato. Padule invece lo
riteniamo più idoneo essendo un sito sul quale si può progettare
nell'immediato un porto commerciale e nello stesso tempo avviare quello
turistico. Se non diamo gambe al P.U.C, al porto commerciale e turistico noi
resteremo fermi a sperare che il futuro possa cambiare».
«Ecco perchè chiediamo a questa maggioranza - prosegue Belli - di assumere un
ruolo di serietà e non gestire il comune come se fosse la loro casa o azienda».
Insomma una richiesta che sembra possa essere accolta, anche se arriva dalla
minoranza in consiglio comunale, ma tant'è che deve essere vagliata sempre
dalla giunta che non si sa se l'accetta o meno. Intanto la richiesta è partita
se poi l'amministrazione non dovesse compattarsi, allora tutto cadrebbe nel
nulla, ma se al contrario, come si auspicano in molti, tutto dovesse
rientrare,non costerebbe nulla indire subito un consiglio comunale e definire il
tutto entro giugno per far si che si possa muovere qualcosa.La disponibilità da
parte del gruppo c'è e pertanto dovrebbe essere più facile per la giunta
lavorare in tranquillità per il paese che attende da trent'anni l'approvazione
per potersi finalmente sviluppare con la costruzione di alberghi e quant'altro
è inserito.