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La
Maddalena. |
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Dopo
la raffica di avvisi di saldo per le cartelle dal ’97 al 2000 |
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| Bollette
pazze, che stangata e ora piovono 200 ricorsi |
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Comitato
di cittadini contro il Comune: «Non pagheremo» |
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La Maddalena Hanno
ricevuto qualche settimana fa l’avviso di pagamento delle
bollette arretrate e ora, per tutta risposta, hanno firmato 200
ricorsi con l’ultimatum: «A queste condizioni non paghiamo».
È scoppiata la guerra dell’acqua a La Maddalena, con il
Comune da una parte e un sostanzioso gruppo di cittadini
dall’altra. Un gruppo talmente agguerrito che ne è nato un
comitato, e che ha preparato un programma di battaglia in una
serie di riunioni, l’ultima tenutasi l’altro ieri.
La storiaLa raffica di avvisi di saldo spediti dal Comune
riguarda quelle bollette per il consumo dell’acqua non
interamente pagate negli anni che vanno dal 1997 al 2000. Acqua
non potabile. Per anni a La Maddalena le amministrazioni che si
sono succedute hanno emesso ordinanze di non potabilità
dell’acqua, e l’ultima l’ha reiterata «per precauzione».
La rivoltaSabato pomeriggio in un’affollata riunione nella
biblioteca comunale il comitato spontaneo di agitazione ha reso
noto l’intenzione di portare in sede gli oltre 200 ricorsi
presentati da privati e ha invitato i destinatari delle
intimazioni di pagamento, a saldare semmai il 50 per cento delle
somme indicate. «Questo perché l’acqua fornita dal servizio
idrico Ñ ha specificato Danilo Tonelli, componente del comitato
Ñ non è assolutamente potabile e ricade sotto la
determinazione del Cipe del 1975 che prevede un abbattimento sul
costo della metà proprio in caso di acqua non potabile». Ma
non è il solo nodo da sciogliere. «Il sistema di conteggio,
forfettariamente, non è legale. L’utenza Ñ avverte Tonelli
Ñ chiede di essere messa in condizione di pagare quanto
consuma. Per gli anni pregressi siamo pronti a conciliare sulla
tariffa scontata, ma sulle bollettazioni future esigiamo un
controllo legale e razionale, e cioè lettura e pagamento del
consumo effettivo». L’acqua, anche se non potabile, è scesa
comunque dai rubinetti nella scorsa estate. Una novità per i
maddalenini, abituati ormai a convivere con la siccità e le
restrizioni. L’amministrazione, viste le carenze degli anni
precedenti, si è cautelata affidando il controllo della
distribuzione a un’équipe di tecnici del Consorzio Costa
Smeralda. I rubinetti, quindi, non sono rimasti a secco anche
se, appunto, il prezioso liquido non era potabile.
La stangataÈ un problema tutto da risolvere visto che non si sa
nemmeno quante sono le utenze e d’altra parte, in base al
nuovo tariffario approvato dalla giunta Birardi tre anni fa, dal
primo gennaio 2000 le tariffe sono state elevate di oltre il 100
per cento. «Da 720 lire al metro cubo si è passati a 1560 -
sottolinea il comitato -. Una vera stangata, resa più cocente
dalla non potabilità dell’acqua che, secondo analisi, sarebbe
inquinata oltre che da colibatteri fecali, e da metalli pesanti
molto rischiosi per la salute». Insomma - è la protesta dei
cittadini - passi che paghiamo l’acqua più del doppio
rispetto a tre anni fa; ma che ciò che scende dai nostri
rubinetti sia pure di pessima qualità - no, non ci stiamo.
ChiarimentiCome prima istanza il comitato ha chiesto un incontro
all’assessore competente Luigi Pirredda, per arrivare a un
accordo che prevederebbe il pagamento forfettario delle
bollette, presenti e future, sino a che non sarà possibile
avere acqua potabile e l’assegnazione del servizio a una ditta
specializzata. I sette consiglieri di opposizione sono
d’accordo nel dare una mano all’amministrazione per dirimere
il problema, con una punta polemica del gruppo “Buon vento”
che protesta. «L’amministrazione - sottolineano - continua a
pagare da giugno circa 22mila euro al mese per servirsi dei
tecnici del Consorzio Costa Smeralda per aprire e chiudere le
saracinesche. Meglio sarebbe utilizzare quei soldi per avviare
una lettura seria delle utenze senza angustiare la comunità con
richieste di pagamento illegittime».
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