Scrivici

CRONACHE

ISOLANE

Link's
Home Page

 

Vai a: Notizie varie dalla stampa 2003

 

L'unione Sarda 27 gennaio 2003

La Maddalena.
Dopo la raffica di avvisi di saldo per le cartelle dal ’97 al 2000
Bollette pazze, che stangata e ora piovono 200 ricorsi
Comitato di cittadini contro il Comune: «Non pagheremo»

La Maddalena Hanno ricevuto qualche settimana fa l’avviso di pagamento delle bollette arretrate e ora, per tutta risposta, hanno firmato 200 ricorsi con l’ultimatum: «A queste condizioni non paghiamo». È scoppiata la guerra dell’acqua a La Maddalena, con il Comune da una parte e un sostanzioso gruppo di cittadini dall’altra. Un gruppo talmente agguerrito che ne è nato un comitato, e che ha preparato un programma di battaglia in una serie di riunioni, l’ultima tenutasi l’altro ieri.
La storiaLa raffica di avvisi di saldo spediti dal Comune riguarda quelle bollette per il consumo dell’acqua non interamente pagate negli anni che vanno dal 1997 al 2000. Acqua non potabile. Per anni a La Maddalena le amministrazioni che si sono succedute hanno emesso ordinanze di non potabilità dell’acqua, e l’ultima l’ha reiterata «per precauzione».
La rivoltaSabato pomeriggio in un’affollata riunione nella biblioteca comunale il comitato spontaneo di agitazione ha reso noto l’intenzione di portare in sede gli oltre 200 ricorsi presentati da privati e ha invitato i destinatari delle intimazioni di pagamento, a saldare semmai il 50 per cento delle somme indicate. «Questo perché l’acqua fornita dal servizio idrico Ñ ha specificato Danilo Tonelli, componente del comitato Ñ non è assolutamente potabile e ricade sotto la determinazione del Cipe del 1975 che prevede un abbattimento sul costo della metà proprio in caso di acqua non potabile». Ma non è il solo nodo da sciogliere. «Il sistema di conteggio, forfettariamente, non è legale. L’utenza Ñ avverte Tonelli Ñ chiede di essere messa in condizione di pagare quanto consuma. Per gli anni pregressi siamo pronti a conciliare sulla tariffa scontata, ma sulle bollettazioni future esigiamo un controllo legale e razionale, e cioè lettura e pagamento del consumo effettivo». L’acqua, anche se non potabile, è scesa comunque dai rubinetti nella scorsa estate. Una novità per i maddalenini, abituati ormai a convivere con la siccità e le restrizioni. L’amministrazione, viste le carenze degli anni precedenti, si è cautelata affidando il controllo della distribuzione a un’équipe di tecnici del Consorzio Costa Smeralda. I rubinetti, quindi, non sono rimasti a secco anche se, appunto, il prezioso liquido non era potabile.
La stangataÈ un problema tutto da risolvere visto che non si sa nemmeno quante sono le utenze e d’altra parte, in base al nuovo tariffario approvato dalla giunta Birardi tre anni fa, dal primo gennaio 2000 le tariffe sono state elevate di oltre il 100 per cento. «Da 720 lire al metro cubo si è passati a 1560 - sottolinea il comitato -. Una vera stangata, resa più cocente dalla non potabilità dell’acqua che, secondo analisi, sarebbe inquinata oltre che da colibatteri fecali, e da metalli pesanti molto rischiosi per la salute». Insomma - è la protesta dei cittadini - passi che paghiamo l’acqua più del doppio rispetto a tre anni fa; ma che ciò che scende dai nostri rubinetti sia pure di pessima qualità - no, non ci stiamo.
ChiarimentiCome prima istanza il comitato ha chiesto un incontro all’assessore competente Luigi Pirredda, per arrivare a un accordo che prevederebbe il pagamento forfettario delle bollette, presenti e future, sino a che non sarà possibile avere acqua potabile e l’assegnazione del servizio a una ditta specializzata. I sette consiglieri di opposizione sono d’accordo nel dare una mano all’amministrazione per dirimere il problema, con una punta polemica del gruppo “Buon vento” che protesta. «L’amministrazione - sottolineano - continua a pagare da giugno circa 22mila euro al mese per servirsi dei tecnici del Consorzio Costa Smeralda per aprire e chiudere le saracinesche. Meglio sarebbe utilizzare quei soldi per avviare una lettura seria delle utenze senza angustiare la comunità con richieste di pagamento illegittime».

Francesco Nardini

 


Vai a: Notizie varie dalla stampa 2003

 

Home Page