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Chi erano i sardi di fiducia nelle fila di Giuseppe
Garibaldi? Se n’è parlato in un convegno organizzato a Piacenza dal
gremio sardo “Enrico Tola”, il cui presidente Antonio Vargiu ha una
grande passione per la storia: soprattutto per quella che ha visto
protagonista la sua “isola nell’isola”, La Maddalena.
Il convegno, incentrato sulla figura di Garibaldi, ha consentito una
rivalutazione di personaggi sardi che hanno occupato un posto nelle
vicende del Risorgimento italiano. Interessanti particolari sono emersi su
alcuni sardi che affiancarono l’Eroe dei due Mondi nelle sue imprese
mondiali. «L’attualità del pensiero di Garibaldi è impressionante»,
sostiene Vargiu, «perché anticipò di fatto l’Unione europea e l’Onu».
A questa idea di unità e alle conseguenti battaglie parteciparono molti
maddalenini, «uno per tutti Giovanni Battista Cogliolo, che veniva
chiamato “il Maggior leggero” per la prontezza e l’audacia con cui
affrontava le imprese più temerarie e che divenne stretto collaboratore
di Garibaldi».
Anche Giovanni Battista Cogliolo era un sardo emigrato nel mondo: da
giovane servì la Marina sarda, combattè con Garibaldi in America e lo
affiancò in tutte battaglie condotte in Italia. «Fu sempre vicino
all’eroe, e ne fu anche il confortatore nei dolorosi momenti in cui
Anita moriva», ha spiegato Antonio Vargiu nel convegno. «Rimase poi
vicino a Garibaldi, esule a Caprera, fino alla morte». È sepolto al
“Cimitero vecchio” della Maddalena (sorto nel 1790), tra le spoglie
dei primi abitanti dell’isola e di quanti rappresentano le origini e le
radici della comunità maddalenina.
Sono intervenuti lo storico Tito Orrù (docente nella facoltà di Scienze
politiche dell’Università di Cagliar), Cesare Zilocchi segretario
dell’Istituto di Storia del Risorgimento italiano (comitato di
Piacenza), la scrittrice Anna Tola e lo stiudioso di storia risorgimentale
Mauro Ghelli, direttore del Museo civico di Bergamo. Interessante il
riferimento di Vargiu sull’arrivo di Garibaldi la prima volta alla
Maddalena: «Ci arrivò quasi per caso, il 26 settembre del 1849, quando
dopo la caduta della Repubblica Romana venne arrestato ed esiliato a
Tunisi. Poiché gli venne impedito lo sbarco, la nave si fermò alla
Maddalena. Qui venne fatto sbarcare, in attesa di disposizioni da Torino,
assieme ai suoi compagni di ventura più fidati, tra i quali appunto
Cogliolo. Garibaldi tornò alla Maddalena nel 1584, nella ricerca di un
posto tranquillo dove fermarsi dopo tanto vagare, scegliendo Caprera come
sua ultima dimora, dove morì nel 1882».
Ll’idea di unità d’Italia - è emerso dal convegno - era strettamente
connessa a quella di indipendenza, che nasceva come specificazione del più
universale principio di libertà dei popoli. Principio cui molti sardi
hanno sempre aspirato.
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