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L'Unione Sarda 30 gennaio 2003

Piacenza.
Un interessante convegno organizzato dal circolo “Tola”
Gli uomini sardi di Garibaldi
I riflettori della storia sul maddalenino Cogliolo

Chi erano i sardi di fiducia nelle fila di Giuseppe Garibaldi? Se n’è parlato in un convegno organizzato a Piacenza dal gremio sardo “Enrico Tola”, il cui presidente Antonio Vargiu ha una grande passione per la storia: soprattutto per quella che ha visto protagonista la sua “isola nell’isola”, La Maddalena.
Il convegno, incentrato sulla figura di Garibaldi, ha consentito una rivalutazione di personaggi sardi che hanno occupato un posto nelle vicende del Risorgimento italiano. Interessanti particolari sono emersi su alcuni sardi che affiancarono l’Eroe dei due Mondi nelle sue imprese mondiali. «L’attualità del pensiero di Garibaldi è impressionante», sostiene Vargiu, «perché anticipò di fatto l’Unione europea e l’Onu». A questa idea di unità e alle conseguenti battaglie parteciparono molti maddalenini, «uno per tutti Giovanni Battista Cogliolo, che veniva chiamato “il Maggior leggero” per la prontezza e l’audacia con cui affrontava le imprese più temerarie e che divenne stretto collaboratore di Garibaldi».
Anche Giovanni Battista Cogliolo era un sardo emigrato nel mondo: da giovane servì la Marina sarda, combattè con Garibaldi in America e lo affiancò in tutte battaglie condotte in Italia. «Fu sempre vicino all’eroe, e ne fu anche il confortatore nei dolorosi momenti in cui Anita moriva», ha spiegato Antonio Vargiu nel convegno. «Rimase poi vicino a Garibaldi, esule a Caprera, fino alla morte». È sepolto al “Cimitero vecchio” della Maddalena (sorto nel 1790), tra le spoglie dei primi abitanti dell’isola e di quanti rappresentano le origini e le radici della comunità maddalenina.
Sono intervenuti lo storico Tito Orrù (docente nella facoltà di Scienze politiche dell’Università di Cagliar), Cesare Zilocchi segretario dell’Istituto di Storia del Risorgimento italiano (comitato di Piacenza), la scrittrice Anna Tola e lo stiudioso di storia risorgimentale Mauro Ghelli, direttore del Museo civico di Bergamo. Interessante il riferimento di Vargiu sull’arrivo di Garibaldi la prima volta alla Maddalena: «Ci arrivò quasi per caso, il 26 settembre del 1849, quando dopo la caduta della Repubblica Romana venne arrestato ed esiliato a Tunisi. Poiché gli venne impedito lo sbarco, la nave si fermò alla Maddalena. Qui venne fatto sbarcare, in attesa di disposizioni da Torino, assieme ai suoi compagni di ventura più fidati, tra i quali appunto Cogliolo. Garibaldi tornò alla Maddalena nel 1584, nella ricerca di un posto tranquillo dove fermarsi dopo tanto vagare, scegliendo Caprera come sua ultima dimora, dove morì nel 1882».
Ll’idea di unità d’Italia - è emerso dal convegno - era strettamente connessa a quella di indipendenza, che nasceva come specificazione del più universale principio di libertà dei popoli. Principio cui molti sardi hanno sempre aspirato.

Anna Piccioni

 

 


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