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L'Unione Sarda 02 Febbraio 2003

Pacche e sorrisi tirati per il consigliere marinaio

La Maddalena Il sindaco Rosanna Giudice accoglie Luigi Beltrami al suo ritorno in consiglio e gli augura buon lavoro. Così, come nulla fosse successo. «La decisione dell’espulsione era basata su documenti provenienti dal Ministero della Difesa che, in quel momento, davano la posizione di Beltrami entro una casistica di ineleggibilità. Ora il Tribunale gli ha dato ragione e ne prendiamo atto», afferma il primo cittadino che ieri, a due giorni dalla decisione dei giudici di Tempio, ha convocato una conferenza stampa. Perché quei dubbi di ineleggibilità non sono stati messi in luce prima delle elezioni? «Se non si fossero sollevati problemi quando ci siamo insediati al primo consiglio per le convalide, probabilmente non saremmo arrivati a questo livello». Strano modo di dare addosso all’opposizione, e su Pier Franco Tirotto (Forza La Maddalena) in particolare, il primo a sollevare il problema, la decisione di una espulsione voluta e portata a termine interamente dalla maggioranza. Per il sindaco comunque la sentenza «produce tranquillità fra le file della maggioranza».

F. N.

 

La Nuova Sardegna 02 febbraio 2003

«Bentornato, caro amico Beltrami»
La Maddalena, parla il sindaco: tra noi niente di personale
Rosanna Giudice spiega il voto sulla "cacciata" «Venga in maggioranza»

Andrea Nieddu

LA MADDALENA. «Mi scuso per l'intempestività con cui mi sono mossa dopo il reintego in consiglio comunale di Luigi Beltrami in seguito a sentenza del giudice. Rivolgo il mio augurio per il rientro del collega, ribadendo però che sono contenta e non avevo dubbi che, comunque sarebbero andate le cose, saremmo stati tranquilli sia dal punto di vista legale che umano». Come dire: scordiamoci il passato e andiamo avanti anche se si sono dette tante cose, anche gravi.
Rosanna Giudice dice la sua sul ritorno di Beltrami, che anche lei aveva contribuito a estromettere dal consiglio comunale a ottobre. «Tutto - dice il sindaco - è stato fatto per non essere poi chiamati a giudizio per omissione di atti d'ufficio, non c'era nulla di personale nei confronti dell'amico Beltrami». Parole testuali. «È deplorevole - prosegue il sindaco - che qualcuno parli di linciaggio: noi abbiamo solo verificato gli atti che avevamo a disposizione».
Secondo il sindaco, ora la maggioranza può proseguire serenamente il suo cammino, anche se in questo ultimo periodo ha dovuto subire molti attacchi. Dice che ha anche incontrato "l'amico Beltrami", che è risultato che i rapporti personali non si sono interrotti, che che Beltrami ha capito che il sindaco ha dovuto fare quel passo perché forzato dalla situazione. Rosanna Giudice si dice sicura che "l'amico Beltrami" si colloca in maggioranza, che ci «è sempre stato per lavorare per questo paese» (anche se, per la verità, Beltrami, sentendosi abbandonato o meglio "cacciato", aveva fatto gruppo a sé).
Il sindaco sostiene che tutta la maggioranza attende Beltrami a braccia aperte. Si adombra quando le si ricorda che undici consiglieri, assieme a Curedda, hanno votato per l'ineleggibilità (mentre Verrascina e Ugazzi assieme alle minoranze hanno votato contro). «Quando sento queste cose - dice - mi sembra di essere in guerra: la maggioranza non ha condannato nessuno, semmai è stata chiamata a decidere su una situazione che in quel momento, con atti, dava Beltrami ineleggibile».
Il sindaco difende a spada tratta tutta la maggioranza per tutto quello che ha detto di Beltrami. Nello stesso tempo, mette in evidenza «l'intelligenza e il buon senso» del consigliere reintegrato dal giudice, «elementi - aggiunge - che lo porteranno ad entrare in maggioranza anche perché è stato eletto in una lista di centrodestra, sia pure con imprimatur civico».
Domanda:non sarebbe stato meglio aspettare il verdetto finale della magistratura sull'iter avviato dalla prima dei non eletti? Il sindaco risponde che «Cecilia Carta non è stata forzata da nessuno a presentare il ricorso», che «non potevano intromettersi perché avrebbero mancato di rispetto nei suoi confronti», che lo ha fatto perché è consentito dalla legge. «Ma - precisa - non dicano che tutto sia stato orchestrato da noi, perché non è cosi: queste cose non rientrano nella mia moralità, nel mio comportamento e nella mia posizione di sindaco».
Ci si chiede se il cambio rafforzi o indebolisca l'amministrazione. Secondo Rosanna Giudice, «la maggioranza sarebbe stata comunque in posizione di forza. Però bisogna fare un discorso di buonsenso: se fosse rimasta Cecilia Carta, avremmo lavorato. Ora rientra l'amico Beltrami e ritengo che si debba lavorare, non per questa maggioranza ma per i 12 mila abitanti dell'isola».


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