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L'Unione Sarda 04 Febbraio 2003

Con 4 miliardi si può comprare anche Budelli

La Maddalena Lo scorso dicembre, il ministro per l’ambiente Altero Matteoli aveva inviato un fax all’ufficio esecuzioni immobiliari del Tribunale di Tempio. Comunicava che il Governo era interessato all’acquisizione dei cento ettari messi all’asta. Nel documento, era stato messo in evidenza la posizione di privilegio che lo Stato avrebbe dovuto godere nell’eventualità di una corsa al rialzo. Nell’occasione, l’iniziativa del ministro era risultata del tutto inutile. L’asta infatti non si era tenuta perché la società “La Tartaruga Country srl” aveva bloccato il pignoramento dell’area impegnandosi a pagare il debito. Adesso, alla luce di quanto accaduto ieri a Tempio, è possibile che Matteoli ci riprovi e proponga nuovamente un intervento per la nuova asta. Con il sostegno dell’ente Parco dell’Arcipelago e con la spinta delle associazioni ambientaliste che vogliono le isole di proprietà pubblica. Un’idea comunque strana, visto che nelle isole minori, almeno per ora, non si può piantare un chiodo. I vincoli di inedificabilità sono assoluti. E la bocciatura del Piano urbanistico comunale è la conferma della volontà di lasciare integri quegli angoli di paradiso dove solo pochi fortunati hanno la possibilità di vivere e di trascorrervi le vacanze.
Il destino di Santa Maria è un po’ simile a quello di Budelli. In questo caso, la società “Immobiliare Nuova Gallura”, con sede a Milano, è stata dichiarata fallita per un debito di circa cento milioni di lire. Il curatore fallimentare, per onorare gli impegni con i creditori, avrebbe deciso di metterla all’asta il prossimo autunno. Ma la società, che ha delle ramificazioni in Svizzera, pare abbia espresso la volontà di pagare il debito e liberare così la proprietà di Budelli. Nel frattempo, però, si sarebbe fatto avanti qualcuno che con un pugno di banconote vorrebbe entrare in possesso dell’isola tanto cara a diversi registi italiani. Il prezzo di vendita dovrebbe partire da una base di qualche milione di euro. Non proprio pochi visto che comunque non si potrà mai costruire nulla. Ma visto anche che non si sa mai come possa andare a finire, i funzionari del ministero dell’ambiente stanno cominciando a valutare il da farsi.

A. B.

 

 

 

 

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