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La Maddalena Il piano di
evacuazione, tormentone degli ultimi venticinque anni di presenza
americana nell’isola, non è più top secret. O almeno non lo sarà tra
due mesi, il tempo di stralciare la parte militare che giocoforza resterà
riservata, mettere a punto quella sanitaria, rendere il tutto
comprensibile alla popolazione che quel piano, nel malaugurato caso di
incidente nucleare, dovrebbe tutelare. Parola di sindaco.
La notizia arriva all’indomani di un analogo provvedimento adottato a La
Spezia che pure con il nucleare ha meno frequentazione dell’arcipelago,
sede di una nave appoggio per sommergibili a propulsione atomica. Ma,
assicura Rosanna Giudice, è solo una coincidenza. «Sono sindaco da otto
mesi e da quando ho messo piede in quest’ufficio mi sono preoccupata di
sapere cosa contenesse il piano di evacuazione, - spiega - e mi ha molto
preoccupata sapere che nessuno dei miei predecessori ha mai conosciuto una
riga di quanto contenuto nel documento della prefettura».
Un piano talmente segreto da far dubitare della sua effettiva esistenza. E
le poche cose saltate fuori, fondate o leggende metropolitane che siano,
si collocano a metà tra il ridicolo e l’inquietante. Si è parlato di
una misteriosa pilloletta per ridurre la radioattività (ma dove si
trova?) e di abbondanti docce (con quale acqua?).
Troppo poco per Rosanna Giudice che, all’indomani della sua elezione, è
andata alla carica con la prefettura. «Ho chiesto di conoscere nei
dettagli il piano e qualche mese fa la situazione si è finalmente
sbloccata. Ci sono già da tempo delle sottocommissioni al lavoro che
stanno preparando il documento. Ieri, dopo le notizie da La Spezia, ho
telefonato chiedendo un termine preciso e mi hanno parlato di due mesi».
Tanto lavoro fa intuire che il famoso piano, non doveva essere poi tanto
pronto ed efficiente.
Nella città ligure è stato il prefetto Luigi Piscopo che ha chiesto ed
ottenuto dalla presidenza del Consiglio dei ministri il declassamento da
segreti a liberi dei piani di evacuazione. Il documento, quattrocento
pagine, è stato messo a punto da un gruppo di lavoro tecnico, composto da
militari, esperti nazionali di nucleare, tecnici di Asl e Comune. Ora sarà
studiato dall’amministrazione e poi comunicato, secondo varie forme,
alla popolazione. In caso di allarme si interverrà anche con gli sms.
Anche perché un piano sconosciuto non può svolgere un efficace ruolo di
prevenzione.
A La Spezia si parla di esercitazioni che coinvolgeranno migliaia di
persone. Esempio che pensa di seguire anche Rosanna Giudice. Che ha
qualche problemino in più di La Spezia. «Anzitutto questa è un’isola
e la prima cosa che voglio sapere è come dev’essere organizzata
un’eventuale evacuazione - spiega - mica noi ce ne possiamo andare in
macchina e solo per il traghettamento ci vogliono quindici minuti. E poi
è fondamentale sapere come ci si deve comportare con i ragazzini delle
scuole, i malati negli ospedali, le fasce deboli. Sono tutti problemi che
un sindaco non si può non porre quando il suo comune ospita una base
militare dell’importanza della nostra».
La questione era stata posta con forza anche dal capogruppo
d’opposizione Pierfranco Zanchetta durante il Consiglio comunale
dedicato all’ipotesi di rafforzamento della base americana. «Qui è
rimasto tutto come nel 1972 - spiega - nessuno sa cosa sia esattamente
previsto».
Ma i più tenaci sostenitori della trasparenza sui piani di evacuazione,
finora sono stati gli ambientalisti. Il Wwf Gallura aveva chiesto
ufficialmente una copia del piano alla prefettura nell’ottobre del 2000.
L’associazione ambientalista aveva fatto riferimento a precise norme
legislative e alla direttive dell’Euraton in materia di radiazioni
ionizzanti. In particolare, aveva sostenuto leggi alla mano, «le
informazioni previste devono essere fornite alle popolazioni senza che le
stesse debbano farne richiesta. I dettagli devono essere accessibili al
pubblico sia in condizioni di normalità che di preallarme o di emergenza
radiologica». La risposta? È arrivata dopo molti mesi e parecchi
solleciti. «La Prefettura alla fine ci ha risposto che i piani sono
segreti e tali devono rimanere», spiega Paola Buioni. Ora pare abbiano
cambiato idea. Ma la certezza arriverà solo tra qualche mese quando quel
piano, atteso da un quarto di secolo, arriverà sul tavolo del sindaco.
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