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L'Unione Sarda 10 Febbraio 2003

La Maddalena.
All’indomani della notizia dell’imminente rivelazione del testo
Dopo l’incidente nucleare una bella doccia calda
I segreti del piano di evacuazione raccontati dagli ex sindaci

La Maddalena Uno: ci sono le docce, una cinquantina, costruite dentro l’ospedale militare. Nel caso di incidente nucleare dovrebbero servire per una prima decontaminazione dal pulviscolo. Due, isolamento e trascinamento al largo del sommergibile danneggiato: il piano di messa in sicurezza non prevederebbe l’evacuazione della popolazione.
Di più, non hanno mai saputo i sindaci che negli ultimi 25 anni si sono succeduti a La Maddalena. E ora, dopo la notizia che il piano di evacuazione non sarà più segreto (ovviamente per la sua parte sanitaria) nell’isola si ha la sensazione che a cadere sia un vero e proprio tabù. Niente entusiasmo, però. «È un atto dovuto alla cittadinanza», dice Diego Cannas, Alleanza nazionale, consigliere di maggioranza, che conferma: «Sin dalla sua elezione il sindaco si è premurato di chiedere in Prefettura il piano di evacuazione». Un piano che esisteva da tempo ma non è mai stato reso pubblico.
Giuseppe Deligia, sindaco democristiano ai tempi dell’installazione della base di appoggio dei sommergibili a propulsione nucleare a Santo Stefano, ora è consigliere d’opposizione. «Chiesi immediatamente delucidazioni sul piano - spiega -. Nel ’74 il prefetto di Sassari mi convocò ed ebbi modo di vedere il volume riservato. Ma non potei consultarlo, fu il prefetto a leggermi le parti più interessanti. Si parlava, per esempio, di strutture da realizzare per far fronte a un eventuale incidente».
Una parte di quelle strutture fu poi realizzata. «Presso l’ospedale militare - conferma Diego Cannas - furono allestite docce speciali per decontaminazione, una cinquantina. Sarebbero adatte per una prima decontaminazione dal pulviscolo, non certo in caso di contaminazione radioattiva vera e propria».
Difficile parlare di strumenti di salvaguardia, si tratterebbe di mezzi di “primo intervento” necessari, ma non sufficienti, a salvare una popolazione di 12mila abitanti - nel caso di un guasto ai motori a propulsione nucleare o peggio ancora di un’esplosione del motore stesso - dal rischio di una contaminazione. L’ex sindaco Mario Birardi racconta di aver chiesto anche lui, a suo tempo, di vedere il piano: «ma me lo vietarono: è coperto da segreto militare, mi dissero. Un’eventuale evacuazione sarebbe stata soggetta alle direttive esclusive dell’ammiraglio e del prefetto, né seppi se fossero previste esercitazioni per i civili». Gavino Canopoli, primo cittadino dal ’76 all’82. «Per quel che ne so - spiega - il piano riguardava, in caso di incidente, l’isolamento e il trascinamento al largo del sommergibile nucleare danneggiato. Non l’evacuazione della popolazione». Marco Poggi, segretario del Partito dei Comunisti italiani va giù duro. «Sul nucleare sono state dette tante bugie. Nei primi anni Novanta fu organizzata, qui a La Maddalena, una conferenza con la partecipazione di luminari, come Giorgio Cortellessa fisico nucleare di fama internazionale e Paolo Guglielmi del progetto “Mare senza Nucleare” di Greenpeace. Furono raccolti campioni di acqua e di aria e fu rilevato che i livelli di cesio e di cobalto erano di molto superiori a quelli ufficialmente forniti dalla centralina della Ricciolina». Una notizia che allora ebbe molto clamore, ma tutto finì lì, in una bolla di sapone. «Perché questa sfasatura di dati? Perché non si andò a fondo? Oltre al piano di evacuazione - sottolinea Poggi - mi piacerebbe conoscere il piano di prevenzione: il cesio e il cobalto, è stabilito con certezza, sono prodotti tipici della combustione di motori a propulsione nucleare». Rosanna Giudice ha annunciato che tra due mesi il piano di evacuazione non sarà più segreto e c’è chi, come Lorenzo Porcheddu, sindacalista Cgil, ne prende atto: «Anche se - avverte - si tratta dell’implicita constatazione che il problema rischio nucleare esiste, ed è grave. Specie in prospettiva di una guerra in atto».

Francesco Nardini

 

 

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