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La Nuova Sardegna

MARTEDÌ, 03 GIUGNO 2003
 
FESTA DELLA REPUBBLICA
  Il Comune tiene i garibaldini lontani dall’Eroe dei due mondi
Il sindaco depone la corona di buon mattino in forma quasi privata

 CAPRERA. Chi si attendeva che l’Eroe dei due mondi Giuseppe Garibaldi venisse onorato come ogni anno con importanti manifestazioni è rimasto deluso. Sono finiti i tempi in cui prima Spadolini, poi Craxi e infine Ciampi, due anni fa, arrivarono nell’isola il Due di Giugno. Finiti i tempi in cui il Comune e le associazioni garibaldine si incontravano per la Festa della Repubblica. Ieri la data è passata quasi in sordina: l’amministrazione non ha comunicato l’orario della deposizione della corona sulla tomba e il sindaco alle 8,45 ha reso onore all’Eroe e ad Anita alla presenza di pochi intimi per timore che si ripetessero i disordini dello scorso anno.
 Tutto questo per evitare le tensioni che si erano manifestate tra esponenti garibaldini e i rappresentanti politici del Comune. L’amministrazione comunale quindi ha avvisato l’Associazione nazionale garibaldina Giuseppe e Anita Garibaldi, con una lettera firmata dal responsabile dell’area socio culturale del Comune Giancarlo Tusceri.
 Una lettera che spiega «Il Comune non aderirà alle iniziative dell’associazione, nè a quelle di altri enti o associazioni che portino avanti un discorso privato, parziale e conseguentemente discutibile, sulla figura e sulla statura del generale Giuseppe Garibaldi».
 Il motivo di questa decisione è che «le commemorazioni garibaldine devono essere al di sopra di tutto, mentre invece l’anno scorso si sono verificati episodi spiacevoli». Di contro sarebbe stato ammesso «eccezionalmente in virtù della sua carica istituzionale, come custode onorario del sacrario, Giuseppe Garibaldi junior (che però non è venuto perchè impegnato a Roma) «a titolo esclusivamente personale». Per quanto riguarda invece Anita Garibaldi, pronipote di Giuseppe e Anita, nipote di Ricciotti e figlia diretta di Ezio, il funzionario ha scritto «nessuno può vietarle di andare a deporre una corona sulla tomba dell’eroe, da sola o con il suo gruppo, ma al di fuori dell’ufficialità amministrativa e in orari diversi da quello ufficiale appunto dell’amministrazione».
 Così è stato, ma Anita Garibaldi ha vissuto questa imposizione come «una angheria» e allora ha inviato una lettera al presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi definendo l’iniziativa «arbitraria ed i cui motivi sono tutti da verificare».
 Ma ritiene, forse soprattutto, illegittimo che sia stato definito custode il fratellastro Giuseppe jr., «per carità familiari «non ho finora voluto evidenziare particolari che sono illegali. È palesemente antigiuridico - prosegue ancora Anita - il fatto che egli possa essere gratificato del diritto di uso esclusivo della casa di famiglia di Caprera, che è di tutti i discendenti, e cosa che è addiritura contraria al più elementare diritto umano, la volontà di escludere, per la prima volta nella storia, la mia presenza come discendente legittima di Garibaldi».
Andrea Nieddu
 
MARTEDÌ, 03 GIUGNO 2003
 
La visita all’Eroe tra proteste e rifiuti
Caprera, “guardaroba” improvvisati per borse e macchine fotografiche
Il divieto di portare contenitori nel museo provoca grandi disagi Pannolini sulla strada
 
 

 LA MADDALENA. «Se avesse sentito tutti i mugugni, le imprecazioni e gli improperi che i visitatori hanno profferito nei confronti di chi era al controllo, non solo per la proibizione di portarsi dietro qualsiasi borsa o macchina fotografica, ma anche per il modo poco gentile come sono state trattate alcune persone, lui, l’Eroe dei due Mondi, si sarebbe rivoltato nella tomba». Lo ha detto uno dei partecipanti alla manifestazione a Caprera dell’associazione dei garibaldini, guidati dalla pronipote dell’Eroe, Anita Garibaldi, figlia di Ezio e nipote di Ricciotti. Ma si lamenta anche un gruppo di ex poliziotti in gita nell’isola.
 Anche l’assessore alla portualità Giulio Verrascina è stato testimone di questi avvenimenti e oggi scriverà una lettera di protesta da parte dell’amministrazione.
 Ieri, data l’eccezionalità della giornata, l’ingresso al compendio garibaldino era gratuito ma qualcosa non è andato per il verso giusto. Molte le lamentele per il divieto di portare con sé borse e macchine fotografiche.
 «Abbiamo percorso più di 200 chilometri ed ora non posso entrare perché ho una borsa. Non è possibile», diceva un turista dell’Oristanese.
 Degli inconvenienti si scusa in modo particolare la direttrice del museo, Wally Paris, che pur non rilasciando dichiarazioni ufficiali ammette i disagi cui vanno incontro le persone. Ma c’è un’ordinanza ministeriale che proibisce, per ragioni di sicurezza, soprattutto a Caprera, e dopo l’11 settembre, di portare borse e macchina fotografiche dentro il museo. Ecco perché i custodi sono intransigenti.
 I disagi però li subiscono i visitatori che si devono arrangiare e mettere su un «guardaroba» per potere entrare a turno a visitare il museo. Se ne sono visti tanti di fronte ai cancelli d’entrata, anche se ci sarebbe una possibilità per evitare questi inconvenienti. La vecchia baracca, costruita qualche anno fa per ospitare un punto di ristoro nel piazzale di sosta per i pullman, è ormai abbandonata a se stessa. Sarebbe opportuno, quindi, che proprio lì, il visitatore potesse lasciare i bagagli per poi proseguire a mani vuote. Magari impegnando anche una cooperativa di giovani per operare in tal senso.
 Le altre lamentele arrivano per lo stato di abbandono e incuria in cui si trova la zona antistante il rettilineo che conduce al museo. Se all’interno dello stesso museo tutto è lindo e pulito, così non è all’esterno, dove addirittura si sono visti rotoli di carta igienica e anche pannolini. In una giornata così importante e in un luogo dove migliaia di persone si danno appuntamento per visitare la tomba dell’Eroe dei due Mondi, non è dignitoso. Ma forse, ha detto qualcuno, sarebbe meglio che l’Eroe si rivoltasse nella tomba ed uscisse solo per poche ore per ripulire tutto come lui aveva lasciato.
Andrea Nieddu


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