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Palazzo Municipale ai primi del '900 - (Foto di B. Pispisa)

Storia della politica isolana

 

Il primo Sindaco di cui si ha conoscenza a La Maddalena è nel 1799, Antonio Ornano fu Giuseppe; Cogliolo Pietro e Variano Antonio Giovanni sono i consiglieri. Promettono al Bailo di erigere la nuova chiesa a condizione che i materiali vengano portati sul posto. La comunità, appena nata, ha bisogno di simboli e valori dietro i quali riconoscersi.

Andiamo al 1811. Si ha notizia dal Garelli di alcuni fatti di sangue gravissimi che avevano costretto il Sindaco ed il Consiglio Comunitativo ad intervenire duramente.

Il Sindaco era Giuseppe Tosto. i consiglieri Filippo Fanalle. Gio. Batta Millelire e Giuseppe Cogliolo. Il fatto: in una campagna vicino al paese erano stati uccisi due padri di famiglia che erano a guardia delle vigne (allora numerose). I colpevoli erano i Soldati del Corpo Franco (o Soldati della Grazia) che stazionavano in quello che era il "Quartiere" poi sede dell'artiglieria e nel dopo guerra delle Magistrali e del Liceo.

La popolazione, armatasi, stava per scontrarsi con i soldati quando l'intervento del Barone Des Geneys e del Com.te Millelire calmò gli abitanti. Furono arrestati otto soldati della Compagnia ('a Leggera' come poi si cominciò a chiamare nell'arcipelago qualsiasi gruppo che ne combinava di cotte e di crude) e la pace tornò tra gli abitanti, che nel frattempo erano cresciuti fino a 1633, i capi di famiglia erano 360 (siamo nel 1813, Sanna e è il Bailo, il Notaio Azara.

Passano interi decenni senza che dell'isola ci siano notizie su Sindaci, Giunte e problemi della comunità Saliamo quindi al 1843 quando vengono estratti a sorte e distribuiti alla Comunità lotti di terreno per effetto della legge delle Chiudende che è del 1822. Il Sindaco è Filippo Martinetti che con il Consiglio Comunitativo ha le sue gatte da pelare.

Nel 1849 è Sindaco Nicolò Susini al quale tocca l'onore di ricevere G. Garibaldi per la prima volta nell'isola; è un prigioniero, ma viene trattato con tutti i riguardi dovuti ad un personaggio come lui.

Nel 1848 intanto una legge elettorale piemontese diceva che poteva votare chi aveva superato 25 anni, in grado di leggere e scrivere gravato da una imposta diretta annua di almeno 40 lire. Fatti i conti aveva diritto circa il 2% della popolazione di sesso maschile, ma di norma votava soltanto la metà degli aventi diritto.

Nel 1851 Nicolò Susini si occupa, tra le altre cose, di pagare il Maestro Predicatore, di ristrutturare la Casa Parrocchiale, di importazione di grano e vino, della riparazione della fontana di Cala di Chiesa, di Bilancio Comunale e del cimitero (vecchio), oggi Opera Pia.

Nel 1867 (è l'anno della fuga da Caprera di Garibaldi) il Sindaco è Pasquale Volpe. Il problema di quell'anno è il Lazzaretto. Le autorità lo vogliono a Isola Chiesa il Consiglio a Santo Stefano e per dar più forza alle loro idee si recano tutti a Caprera ove si svolge la seduta dell'8gennaio 1867, ottenendo dal Generale questa solenne dichiarazione:

"Eccell.mi Signori

Io mi associo per dovere e per convincimento al Municipio della Maddalena sulla sua reclamazione di avere un Lazzaretto nell'isola di Santo stefano. Sito essenzialmente adeguato e comodo a tale genere di stabilimento.

F.to G.. Garibaldi."

Nel 1868 troviamo tra i Consiglieri Menotti Garibaldi che però risulterà sempre assente alle riunioni.

Nel 1882 arriva la riforma elettorale. Mentre per la destra il diritto di voto era una funzione della proprietà (cioè solo chi era proprietario votava), per la sinistra il voto era un diritto personale naturale (rimanevano fuori le donne). Si abbassò l'età necessaria per votare a 21 anni, l'imposta diretta passò da 40 a 19 lire e fu concesso il diritto di voto a tutti quelli che sapevano leggere e scrivere, anche se non pagavano alcuna imposta. E tuttavia a La Maddalena nel 1889 i votanti erano soltanto 136 a fronte di una popolazione di circa 2000 abitanti.

L'isola di lì a pochi anni, con l'arrivo della piazzaforte militare avrebbe cambiato faccia.

I Consigli Comunali a cavallo del secolo dovettero affrontare problemi così grandi quali nessuna comunità aveva mai affrontato in Sardegna. La popolazione quadruplicò, si costruì il mercato civico, poi il caseggiato scolastico, quella che era "a Rinédda" diventò la Sppanata dell'Ammiragliato, lo scalo degli Olmi sparì quasi del tutto e su di esso si costruì il Palazzo Comunale, si sentì il bisogno di dotarsi di uno stemma civico, autore Gualtiero Mancini (siamo nel 1892). La scritta recitava:

Herois cineres litoraque Ausoniae tutor, poi tramutato nella versione attuale: Herois cineres tutorque oras latinas.

Ed è in questo clima "californiano" che si arriva al nuovo secolo. 

Nei primi del novecento la Gallura era divisa in due blocchi: i clerico-moderati (per cui votava la gente degli stazzi) e i democratici (per cui votavano i borghesi e la classe operaia).

A La Maddalena, pochi ideali, si badava al sodo.

Nel 1912 arriva il suffragio universale e col Patto Gentiloni votano anche i cattolici. 

Con l'avvento del fascismo arrivarono i Commissari di Nomina prefettizia (i podestà) e gli isolani (come tutti gli italiani) per un ventennio disertarono forzatamente i seggi.

Tra i podestà ricordiamo nel 1929 il Comm. Pref. sig. Agnesa Onorio che conferisce il 19 ottobre la cittadinanza onoraria a Suor Maria Elisa Gotteland, "per l'opera grandiosa concepita ed attuata mercè il sacrificio dei suoi beni e delle sue ricchezze".

Negli anni a seguire troviamo il dott. Aldo Chirico, dott. Renzo Manca, sig. Rocca. Poi primo Sindaco non eletto Dumè Tanca, scelto dal Cnl ed infine, con l'avvento della Repubblica, il ritorno alle votazioni ed il voto esteso alle donne.

Domenica 7 aprile 1946 Elezioni Comunali a La Maddalena. Tre le liste partecipanti: Lista del Popolo, Democrazia Cristiana, Ricostruzione Maddalenina. Sindaco sarà Balata Elindo di Enrico. Sono gli anni della ricostruzione, del potenziamento dell'Arsenale, dell'arrivo (nel 1949) delle Scuole Cemm, del potenziamento dei trasporti marittimi pubblici e privati (Tirrenia e Freccia Marina), dell'emigrazione di parecchi isolani e dell'istituzione del Liceo Classico.

 

 

 

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