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La Penisola durante la glaciazione di Würm, 50.000 anni fa

I primi abitatori

 

Alle segnalazioni sporadiche, fumose e spesso reticenti che si sono succedute a ritmo regolare negli ultimi decenni circa ritrovamenti casuali di reperti preistorici in queste Isole, non fa seguito purtroppo l'intervento tempestivo degli studiosi specializzati con scavi e ricerche sistematiche. L'unica individuazione ufficiale di frequentazione umana dell'Arcipelago corrisponde all'ultimo sopralluogo effettuato nel 1956 al riparo sotto roccia dell'Isola di Santo Stefano, che fa risalire la presenza umana nell'Arcipelago al IV-II millennio a.C. Ma altre segnalazioni provengono da Spargi, La Maddalena, Caprera; in alcuni siti qualcuno ha scavato clandestinamente e dei risultati non si saprà mai nulla.

Si può inoltre affermare che l'uomo potrebbe aver raggiunto l'Arcipelago in ogni periodo in cui la micro-placca continentale sardo-corsa si trovò unità, o distanziata di pochissime miglia a basso fondale, dall'Arcipelago Toscano, a sua vota congiunto al continente italico a causa di ripetuti abbassamenti di livello del Tirreno. Ciò accadde tra i,9 milioni e 10.000 anni fa, durante il periodo del Pleistocene.

Il più importante ritrovamento archeologico in territorio sardo - iresti ossei umani scoperti nella Grotta Corbeddu di Oliena (Nuoro) - ha consentito di datare una prima frequentazione umana dell'Isola addirittura a 700.000 anni fa; altre ossa, sempre ritrovate nel Nord Sardegna, sono databili a 14.0000 anni or sono; altre ancora a 7.000 anni fa.

Il nostro Arcipelago Maddalenino, che come s'è già detto, era in quei periodi unito alla Sardegna, fu senza ombra di dubbio il ponte di transito terrestre delle immigrazioni che, dalla toscana Capraia, toccavano il suolo corso nel territorio di Bastia e di qui scendevano verso la Sardegna.

In queste prime fasi di più remota preistoria, le valli verdeggianti delle Bocche di Bonifacio, delle quali le attuali Isole erano i picchi montuosi, furono attraversate e probabilmente abitate prima dall'Homo erectus (700.000 anni fa), e successivamente dai Musteriani della razza di Neanderthal, dei quali si sono trovate nell'Isola d'Elba numerose tracce. - punte e raschiatoi di pietra - databili a partire da 50.000 anni fa.

Intorno a 20.000 anni fa la glaciazione di Würm iniziò la sua fase regressiva, il mare tornò ad alzarsi con lo sciogliersi dei ghiacci, impercettibilmente, nei secoli; e se tribù musteriane avevano raggiunto Corsica e Sardegna, vi rimasero inesorabilmente isolate. L'acqua tornò a invadere le Bocche; parte della Gallura tornò a farsi arcipelago. Il clima divenne sempre più caldo, i grandi mammiferi scomparvero con le profonde foreste di abeti, in una lunghissima metamorfosi ambientale durata 15.000 anni: è dunque assai probabile che i superstiti gruppi musteriani si siano a loro volta estinti con le specie naturali di cui vivevano in Sardegna e Corsica, e che l'Arcipelago di La Maddalena sia comunque rimasto deserto molti millenni prima che il mare tornasse al livello attuale.

Con la grande rivoluzione neolitica, iniziata nel Medio Oriente da 10.000 a 7.000 anni fa, il mare aveva cessato di essere un ostacolo invalicabile per l'uomo ed era anzi diventato una vera e propria via di comunicazione tra lui e l'ignoto, tra lui e la sua insaziabile sete di conoscenza e di scambio.

Dal vicino Oriente, a partire da 5.000 anni prima della nostra era, i clan neolitici avevano Rodi e le innumerevoli Isole dell'Egeo; poi, raggiunta la Sicilia e l'Italia Meridionale, la risalirono; per mare sbarcarono in Sardegna e Corsica, nelle §Isole Toscane, nelle Baleari, raggiunsero l'Iberia, la zona francese.

 

Tratto dal libro: La Maddalena e le Isole Intermedie di Gin Racheli.

 

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