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Cronologia della base U.S.A. di Santo Stefano Anno 1972
18 luglio L'incrociatore SPRINGFIELD, battente l'insegna dell'Ammiraglio di Squadra G.E. Muller Comandante la VI Flotta americana, getta l'ancora neel'estuario maddalenino. L'alto ufficiale viene ricevuto in visita di cortesia dal sindaco di La Maddalena, Giuseppe Deligia, che guida dal gennaio 1971 una giunta monocolore democristiana. 2 agosto Arriva la nave appoggio FULTON che attracca al 'molo NATO' di S. Stefano. Si sapra in seguito che aveva il compito di predisporre l'ormeggio alla funzione di assistenza ai sommergibili di attacco del X squadrone della 69° Taske Force della VI Flotta americana. Con molta discrezione la FULTON inizia ada assistere i primi "Hunter Killer" della US. NAVY che operano nel mediterraneo 11 agosto Viene modificata la lista delle Infrastrutture Bilaterali definita nell'"Accordo fra la Repubblica Italiana e gli Stati Uniti d'America relativo ad infrastrutture bilaterali in applicazione dell'art. 3 del Trattato del Nord Atlantico" del 20 ottobre 1954. Il "Promemoria d'intesa" firmato in esecuzione dell'Accordo prevedeva, nell'elenco delle installazioni concordate in linea di massima, che La Maddalena fosse disponibile per facilitazioni portuali e per il deposito carburanti. La nuova formulazione prevede per La Maddalena la seguente funzione: "Nave appoggio per sommergibili di attacco (nessuno basato a terra). Equipaggio della nave 922 persone". 31 agosto La Portaerei KENNEDY della US-NAVY getta le ancore nella rada di La Maddalena, e l'amministrazione comunale offre uno spettacolo folkloristico a bordo dell'unità americana. Le autorità civili, militari e religiose intervengono ad una colazione sulla portaerei. L'ammiraglio Angelozzi, Comandante di MARISARDEGNA, in trasparente anticipazione di quanto si saprà solo tra 16 giorni, auspica che: "In questa bellissima isola, ove il popolo è caratterizzato dall'ospitalità, dalla dignità e dalla lealtà, si possano stabilire frequenti contatti, sotto ogni profilo, tra i militari americani e la popolazione maddalenina. 18 settembre Il Capitano di Vascello Antonio Cocco, Comandante della Marina Militare Italiana a La Maddalena, conferma la concessione nell'arcipelago di una Base alla Marina USA. L'alto ufficiale si preoccupa anche di affermare che la costituzione di un punto di approdo per sommergibili nucleari nella zona non comporta pericoli di inquinamento e di contaminazioni radioattive. 21 settembre Primo grande servizio di una testata nazionale. Il CORRIERE DELLA SERA, con due puntate del suo inviato Enzo Passanisi, illustra i problemi militari, sanitari, sociali ed economici della base per sottomarini nucleari. "Fra pochi mesi - scrive Passanisi nel suo primo sevizio - l'Italia avrà il discutibile privilegio di ospitare la prima base per i sommergibili nucleari americani nel Mediterraneo". Il giornalista evidenzia già da ora la ambiguità dell'accordo, presentando le dichiarazioni del Ministero della Difesa italiano che afferma che si tratta di "Un atto di fedeltà all'Alleanza Atlantica", e quelle dell'Ammiraglio USA R. Colbert, secondo cui i sottomarini nucleari non dipendono dalla NATO, ma esclusivamente dalla U.S. NAVY. La Maddalena sarebbe stata scelta per convenienza politica: pochi abitanti, poche proteste. Si ammette che, oltre che la propulsione, anche l'armamento è nucleare, e che con la base dei sommergibili atomici il target, o bersaglio, diventerà ancora più importante. Secondo il Commodoro Mc Donald, comandante del X "submarine Squadron", i sommergibili hanno cominciato a farsi vedere da solo quindici giorni. La nave balia è la FULTON che sarà sostituita dalla GILMORE. Nel secondo servizio, apparso il giorno successivo, Guido Azzolini presenta gli Hunter Killer col titolo: "Un perfetto strumento du guerra che nessuno vorrebbe avere in casa". 26 settembre In un editoriale su L?UNITA', Ugo Pecchioli denuncia per la prima volta che l'accordo violerebbe la sovranità nazionale. "L'accordo non è neppure una conseguenza di quegli obblighi capestro che derivano all'Italia dalla sua appartenenza alla NATO. 4 ottobre Il proprietario dell'isola di S. Stefano, Battista Serra, invia un telegramma di protesta al Presidente della Repubblica Leone. "Il mio terreno sia sgomberato dalla base americana, o fatevi dare una porzione simile dagli Stati Uniti. 19 ottobre Il consiglio comunale di La Maddalena affronta per la prima volta l'argomento della installazione americana nel proprio territorio. Al termine di un lungo dibattito viene votato all'unanimità un Ordine del Giorno in cui, tra l'altro si esprime: "viva preoccupazione per i possibili riflessi negativi che la presenza della nave potrebbe determinare sulle iniziative di sviluppo in atto o programmate, e soprattutto per le inquietanti notizie riportate dalla stampa, che hanno suscitato presso la popolazione maddalenina e nella opinione pubblica uno stato di profonda incertezza". 10 novembre Prime nozze tra cittadini americani a La Maddalena. 14 novembre Si conosce da notizie stampa che il Governo Nazionale ha fatto compiere uno studio sui rischi di contaminazione a seguito della presenza dei sommergibili atomici americani. Lo studio, commissionato ai due maggiori organismi tecnici specializzati nella materia, il Comitato Nazionale Energia Nucleare (CNEN) del Ministero dell'Industria ed il Centro Applicazioni Militari Energia Nucleare (CAMEN) del Ministero della Difesa, affermerebbe che non vi è alcun pericolo di inquinamento del mare da radiazioni nucleari. 21 novembre Il consiglio comunale di La Maddalena dibatte per la seconda volta sulla presenza americana. La maggioranza, superata ogni riserva, da il benvenuto alla Marina Americana. 24 novembre La FULTON lascia il molo di S. Stefano. In primavera arriverà la "AS 16 GILMORE". Nel frattempo l'assistenza ai sommergibili sarà garantita dalla CHARLESTON. 18 dicembre Stato di allarme in tutta la Base Militare di La Maddalena. La notizia viene diffusa in Sardegna solo con i giornali del 21 successivo. L?UNIONE SARDA titola "Un ubriaco scambiato per una spia sovietica". La NUOVA SARDEGNA invece titola "tre sub sovietici a La Maddalena". L'ipotesi di azioni spionistiche sovietiche viene presentata da vari organi di stampa nazionali per molti giorni ancora. 30 novembre La PRAVDA definisce Menzognere e provocatorie" le voci circa l'attività spionistica sovietica nelle acque di La Maddalena. L'organo di stampa sovietico accredita la versione del falso allarme causato da un ubriaco.
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