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Breve cronologia del 1900

Di Ramon Del Monaco

 

 

1900

 

"I maddalenini sono di indole pacifica e rifuggono dalle discordie.

Non hanno altra ambizione che di servire fedelmente il re e la patria e di procacciarsi per la vecchiaia una discreta pensione. Solo le donne sono alquanto civettuole ed estremamente curiose. si cospargono il viso di polvere e cipria più del conveniente e sono amanti e seguaci della moda...."

Così scriveva nel 1899 in "Tradizioni popolari di Gallura" Francesco De Rosa. Descrizione un po' di maniera e convenzionale ma con un fondo di verità. Tutto ciò al sorgere del 900' che arriverà, quando nell'isola ci sono 8.033 abitanti (nel 1881 erano 1895). E mentre a Monza (29 luglio1900) viene ucciso Umberto I (che era stato a La Maddalena un anno prima), l'isola conosce uno sviluppo mai visto e che forse mai più vedrà. E' il periodo dei grandi lavori. La Piazzaforte è in espansione continua: Regio Cantiere, Regia Caserma Marina, Ospedale Militare, Casa di Pena sono alcune delle più importanti opere in campo militare.

 

1904

 

La città conseguentemente ha bisogno di un nuovo palazzo comunale (che sarà costruito tra il 1904 ed il 1910). Le classi elementari straripano. Una 2° elementare dell'anno scolastico 1899/901 situata in via Ilva e condotta dal maestro Mureddu ha ben 65 alunni. Povero maestro o poveri alunni!

Nel 1903 tocca al vicario di La Maddalena Antonio Vico (che gli isolani chiamavano Pret'Antò), ricevere le prime suore e poi la Superiora, Suor Teresa Fior, che daranno vita all'istituto S. Vincenzo su un Terreno acquistato da dal sig. Luigo Dezerega. Nello stesso anno nasce l'Ilva, prima società coclo-podistica e poi calcistica che tanto lustro darà alla Sardegna sportiva; il primo terreno di gioco sarà la spianata dell'Ammiragliato (a Rinédda) poi negli anni '30 il Comunale.

Nel 1904 un altro avvenimento scuote, sorprendendola, tutta l'isola.

Nell'aprile di quell'anno arriva, su una fiammante Isotta Fraschini, il presidente del Touring Club Italiano Federico Johnson. E' forse la prima volta che una macchina sbarca nell'isola, si può immaginare la sorpresa e l'ammirazione di tutta la popolazione. Scopo (non dichiarato) ma esplicito del viaggio: sostituire il servizio postale e le vecchie corriere con le nuove automobili. Nel 1907 infatti verrà inaugurata la linea Palau - Tempio - Sassari di 130 Km.

Nel 1907 in occasione del centenario della nascita di Giuseppe Garibaldi viene eretta a Cala Gavetta una colonna commemorativa che ancora oggi è uno dei simboli della comunità maddalenina. Il granito è manco a dirlo, di Cala Francese, il proprietario è Attilio Grondona, imprenditore illuminato, che farà di quelle cave un punto di riferimento e di rifornimento per le nascenti fortificazioni. 

 

1912

La luce (che la Marina ha già) non c'è ancora nell'isola borghese, arriverà nel 1912 e sarà una conquista che non si dimenticherà. Come qualche anno dopo nessuno dimenticherà la prima Guerra Mondiale: la Grande Guerra. La lapide che ricorda i numerosi caduti isolani è troppo lunga per non compiangere quei ragazzi mai più tornati all'isola. Così come nessuno dimenticherà un'altra tragedia che iniziò non appena finita la guerra. Nel 1918 infatti centinaia di adulti e di bambini vennero falcidiati dalla terribile "spagnola" gettando nel lutto quasi tutte le famiglie isolane e non solo.

Nel 1919, in un'isola già ricca di società di Mutuo Soccorso (XX settembre, Montenegro, Cooperativa Caprera) nasce la "Società fra i Pescatori della Maddalena" dalla Insegna Azzurra simboleggiante il mare.

Primo presidente Luigi Birardi, i soci erano in maggioranza provenienti dalla Campania.

1933. Nel 1922 breve visita di Vittorio Emanuele III a La Maddalena e Caprera, Vivente donna Francesca,, che morirà nel 1923, anno in cui anche Benito Mussolini metterà piede per la prima volta a La Maddalena. Ci ritornerà nel '35, '42 e '43 l'ultima volta sorvegliato speciale.

La città progredisce ed avanza con le sue fortificazioni (anche nelle isole minori), nel campo scolastico alle elementari si sono aggiunte le complementari (attuali medie), poi negli anni '30 il Regio Ginnasio. Nel 1929, quando già si è firmato il Concordato tra Chiesa e Stato, il Commissario Prefettizio di La Maddalena signor Agnesa conferisce la cittadinanza onoraria a Suor Maria Elisa Gotteland che morirà nel 1940 (era arrivata nel 1907). All'isola la chiamavano "l'Ammiragliessa". Il nome parla da solo, non ha bisogno di alcun commento.

Ed eccoci infine agli anni '30. Arriva anche a La Maddalena il cinema sonoro ed è il successo per il cinema Verdi. Chiuderà il cinema muto, un casermone di legno costruito nel luogo dove negli anni '50 sorgeranno le poste.

 

1933

Ma tutti gli anni '30 sono per l'isola a dir poco rivoluzionari.

Nel 1933 arriva a La Maddalena don Salvatore Capula un giovane prete che presto diventerà parroco ed in seguito monsignore. Batte tutti i record di permanenza all'isola. Riorganizza l'Azione Cattolica i cui soci costituiscono lo "Splendor" (sede dell'A.C. poi cinema), influenza la vita politica cittadina e non solo. Con un seguito di fedelissimi discepoli, attraversa un secolo che lo ha visto personaggio discusso e controverso.

 

1935

Nel 1935 seconda visita di Mussolini, ma anche (coincidenza?) l'arrivo dell'acqua corrente nelle case. Finalmente l'isola ha il suo acquedotto, gli acquaiolo vanno in pensione ed i vari pozzi e fontanelle saranno solo un ornamento ed un ricordo per le famiglie isolane. E di quegli anni anche lo spostamento del campo di gioco al Comunale, allora all'avanguardia, oggi di retroguardia. In Piazza Umberto I (o Piazza Coando) nascerà una piazza con fontana (u Zampillu) e fasci littori ai lati che verranno abbattuti alla fine della guerra.

Negli anni '30 la linea ferroviaria Palau - Tempio e la strada Palau -  Arzachena - Olbia avevano dato un volto nuovo alla Gallura ed all'Arcipelago. Non più via mare per Golfo Aranci e Terranova, ma col postalino in 15 minuti verso Palau e poi la Corriera per Olbia e Continente.

 

 1940

La crescita doveva interrompersi con l'arrivo della 2° guerra mondiale che avrebbe fatto conoscere agli isolani fame e lutti, che si confrontarono direttamente con la guerra, quella guerra alla quale quasi tutti avevano inneggiato il 10 giugno 1940 in Piazza Venezia a Roma e in Piazza Garibaldi a La Maddalena. Ci furono i primi sfollamenti verso i centri più vicini della Gallura, i bombardamenti del Trieste e del Gorizia, i primi lutti nelle famiglie, il razionamento dei viveri e del pane che si ritirava con la famosa Tessera. Mussolini prigioniero a Villa Webber, l'esodo verso la Corsica dei tedeschi, la morte del Comandante Avegno furono gli episodi di maggior peso che chiusero in seguito la guerra.

Ed il paese tutto si buttò a capofitto nel dopoguerra, come per dimenticare il passato. Chi non aveva un lavoro dovette emigrare, l'Arsenale riprese a tirare. Le Scuole CEMM dal 1949 spostate a La Maddalena, finalmente elezioni per tutti (donne comprese), la Repubblica, le elezioni del '48 con la sconfitta del fronte popolare, l'elezione del sindaco Giuseppe Merella, democristiano, furono i primi segnali di normalizzazione.

La gente aveva voglia di divertirsi, si ballava dappertutto, si giocava in tutte le piazzette, si ascoltava la radio, riprendevano le feste patronali, gli acquisti calmierati alla Provvida, i film allo Splendor ed al cinema Verdi, le partite al Comunale e gli scontri ideologici e politici senza fine. Stavano per arrivare gli anni '50. Gli anni della ricostruzione.

 

1950

Con gli anni '50 ci lasciamo dietro le Am-lire, i pidocchi, il Ddt, la malaria, la tessera per il pane e si comincia a ricostruire, a sperare in una vita migliore, dopo gli anni '40 pieni di fame, di lutti, di miserie.

E mentre la Madonna currulona (pellegrina) percorre le strade dell'isola (e dell'Italia), nel 1952 iniziano (non soltanto a La Maddalena) i licenziamenti di operai di operai dell'Arsenale ritenuti "cellule sovversive"; qualcuno sarà riassunto, altri dovranno emigrare.

Nel 1950/51 l'Ilva sale in 4° serie e ci rimane per due anni. La Proletaria diventa Cral Marina e darà vita ai derby più infuocati che si possano ricordare. Per le strade circolano sempre più numerose le moto, soprattutto Vespe e Lambrette ed il famoso "Galletto". I giovani però preferiscono i vari Club Lambretta e Vespa. 

Si da il via alla ricostruzione. Le Scuole Cemm, arrivate nel 1949, cominciano a produrre effetti benefici nella asfittica economia isolana, sempre più marina-dipendente. Si rifà la facciata alla chiesa parrocchiale (peggiorandola) ed avanzandola a spese dell'omonima piazza; l'Opera Pia prende il posto del cimitero vecchio ed i pini Fanfani con i vari cantieri di lavoro consentono a molte famiglie di tirare avanti e di evitare la pur sempre dolorosa emigrazione.

C'è poco all'isola e affoghiamo i nostri sogni allo Splendor ed al Verdi con un'orgia di fil mitologici, americanate e Stanlio ed Ollio. Le feste patronali ripartono alla grande, rinnovando i fasti degli anni '30. Quella della Trinita è una festa che molti ricordano (anche in Gallura) come qualcosa di grandioso e piacevole, resisteva anche "A Fugarina" nei quartieri. Poi a metà degli anni '50 arriva la Televisione, la grand sorella che ci fa ancora compagnia.

Non tutti allora se la possono permettere, ed allora con la sedia sottobraccio, tutti in fila presso l'unica famiglia del rione che possiede un televisore per vedere il giovedì "Lascia o Raddoppia" di Mike Bongiorno o il "Musichiere di Mario Riva. Un fenomeno che aggrega persone, famiglie, interi rioni e che riempie i bar, altrimenti desolatamente vuoti.

Nei primi anni '50 arriva il "Village Magiques" (poi Club Mediterranée), il grande vecchio del turismo isolano e sardo. E' l'inizio di una nuova era di cui non si vede la fine. Il francese diventa la nostra 3° lingua (dopo l'Isulanu e l'italiano), serve per eventualmente lavorare al Club o per abbordare le turiste che scendono per far shopping nelle prime boutiques isolane. Qualcuno pensa che anche il turismo può dare da mangiare, e non sbaglia.

Si pensa a costruire i primi alberghi per turisti: l'Esit, l'Excelsior, per costruire il quale ci priviamo di una splendida piazza.

La "freccia Marina" (società di trasporti isolana), vive i suoi momenti di gloria trasportando merci e passeggeri sull'altra sponda, visto che il mitico postalino (Limbara) effettua una corsa la mattina e una la sera in pratica imbarcando solo passeggeri e posta. Scomparirà poi quando nel novembre  del 1959 arriverà il primo traghetto: il Maria Maddalena ("Calimero" della Nav.Ar.Ma. Non c'è più lotta, troppo comodo e veloce il Ferry Boat arrivato dal Nord Europa per potergli star dietro.

Si aprono le porte alla cultura vengono inaugurati il Liceo Classico e le Magistrali (prima comunali e poi statali) ed i maestri isolani per molti anni faranno la spola tra i vari paesi e stazzi della Gallura e l'Isola, prima di ottenere un più tranquillo trasferimento.

Nel 1958 la spedizione Bruno Roghi - Lamboglia - Rizzoli inizia l'esplorazione della nave romana do Spargi e, nonostante contrattempi, interruzioni, furti, riesce a recuperare le anfore che oggi fanno bella mostra nel Museo Navale Nino Lamboglia.

 

1960

Gli anni '60 si aprono con festeggiamenti per l'Unità d'Italia a Caprera e con l'inaugurazione del monumento al Maggior Leggero, il turismo garibaldino si fonde con il turismo vacanziero e tutti e due portano benefici economici e non. La strada panoramica è ormai cosa fatta, poi a metà degli anni '60 verrà completata.

Il turismo comincia a distribuire i primi soldoni a chi ha il coraggio di inventarsi imprenditore. I trasporti marittimi non conoscono limiti e la Tirrenia lancia due tragetti, uno per la Corsica, il "Bonifacio" ed un'altro per Palau il La Maddalena, l'armatoria privata risponde con il Jolly Ferry e col Centoscudi.

Nelle banchine isolane orde di turisti che vengono ospitati nei pochi albergi, nei molti villaggi e nelle infinite seconde case. Aprono nel 1967 il Cvc a Caprera ed il Villaggio del Tci a Punta Cannone, il Cet (poi Valtur) a Santo Stefano ed il Flathhouse allo scalo vecchio a ponente di Cala Gavetta. L'estate degli anni '60 ha più discoteche degli anni '90 (c'è anche un night club "La Cala", per quei tempi avveniristico), si eleggono le prime Miss Maddalena e l'Isola piazza anche qualche Miss Sardegna.

Nel 1969 un furioso quanto inaspettato incendio notturno distrugge il cinema Verdi. L'ultimo film, per la cronaca, e Satyricon di Fellini. La sala non verrà più ricostruita, probabilmente il proprietario ha fiutato che qualcosa, con la TV sempre più prepotente, non quadra. L'anno dopo chiuderà anche l'Arena Odeon (all'aperto) a Cala Gavetta e rimaniamo senza cinema fino all'apertura del "Medoro" che tirerà avanti da metà degli anni '70 fino a metà degli anni '90 tra alti e bassi.

Nel frattempo (1967) l'isola ha celebrato il suo Bicentenario della nascita della comunità civile e religiosa con gemellaggi e festeggiamenti; all'isola passano vari personaggi di grido: il presidente Saragat ricorda qui l'anniversario di Bezzecca (1966), arrivano i vari sottosegretari (Taviani, Cossiga), la spiaggia Rosa viene immortalata da M. Antonioni nel film "Deserto rosso", e la sabbia asportata senza sosta dagli ignoranti visitatori. Gli anni '60 si chiudono con Deligia sindaco che negli anni era stato preceduto da Vasino, Tramoni, Zuncheddu, Susini, Cuneo, Ornano, Carbini, Merella, Balata (il primo sindaco eletto del dopoguerra).

 

1970

Gli anni '70 si aprono con un altra grande conquista per la comunità: si apre l'ospedale "Paolo Merlo", l'isola entra nel novero delle cittadine civili con vantaggi per tutti, ma in particolare per vecchi ed anziani. Nel 1972 ri...arrivano a distanza di quasi trent'anni, gli americani. Una base Nato/Usa viene aperta a Santo Stefano tra dimostrazioni, proteste e paure per il nucleare dei sottomarini. Arriva anche l'acqua con un collegamento tra Cannigione e Caprera, problema che sembrava risolto in quegli anni, ma che oggi si ripropone di fronte alle sempre più grandi necessità del tracimante turismo e della popolazione residente.

Negli anni '70 nascono anche le prime radio libere nella nostra isola: "Radio Arcipelago" (controllata dalla parrocchia) e "Radio Maddalena" (poi anche Tele) del maestro G. Abis e, negli anni 80, anche Radio Sardegna ed è un successo sorprendente e insperato.

Anni d'oro forse irripetibili. In politica assistiamo alla fine dei monocolori Dc, nasce infatti nel 1975 9il primo bicolore con l'apertura ai socialisti.

 

1980

Negli anni '80 continua la serie di sindaci che durano in media 1 anno, nel campo più godereccio ripartono i grandi carnevali con sfilate indimenticabili per la ricchezza e bellezza dei costumi ed il numero di partecopanti. Romeo Armellini, Sandro Pertini e Giovanni Spadolini celebrano i fasti Garibaldini nel 1982 centenario della morte dei Garibaldi in una piazza Comando stracolma di gente.

Mentre un incendio disastroso distrugge una parte dell'isola, i problemi legati al turismo cominciano a farsi sentire: file per il pane, per i medicinali nelle farmacie, per la benzina, per gli imbarchi. Occorrerà adeguarsi ed in fretta.

Gli anni '80 si chiudono con un grosso cambiamento (ancora in corso) nel commercio. Si aprono i primi supermercati cui seguiranno gli ipermercati e per molti piccoli esercizi la parola d'ordine è specializzarsi o chiudere.

 

1990

Con gli anni '90, l'Arcipelago viene preso d'assalto, si pone il problema di come preservarlo e proteggerlo. Nel 1992 le auto si fermano a Palau a luglio ed agosto. E' un tentativo ma non sarà più ripetuto.

Mentre l'arcipelago diventa Parco Nazionale tra forti divergenze e proteste non ancora sopite, la Marina dopo oltre cento anni di presenza massiccia comincia a ritirare i ferri e "ristruttura", un eufemismo per non parlare di ridimensionamento prima sussurrato poi dichiarato.

L'Arcipelago si butta nel nuovo millennio con problemi strutturali irrisolti: l'acqua, il traffico, i rifiuti, i porti attendono una soluzione stabile e duratura almeno nel 21° secolo. 

 

Tratto dal mensile "Lo Scoglio" del gennaio Febbraio 2000

 

 

 

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