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Don Silvestro Zicavo
Di Claudio Ronchi
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Don Silvestro Zicavo Di Claudio Ronchi Ottantasei anni dopo la nascita ufficiale della città (1767) i maddalenini, in minima parte ortolani, pastori e pescatori, e in grande maggioranza naviganti, contrabbandieri e militari, tendenzialmente più votati quindi a spedire le anime all'inferno piuttosto che guidarle in paradiso, poterono salutare il primo sacerdote della loro storia. Fu così che a don Silvestro Zicavo appiopparono il soprannome di "preti isulanu" essendo il ceppo oltretutto di quelli "doc" in quanto imparentato, da parte di madre, anche con gli Zonza. Di lui, attraverso l'incerta tradizione orale degli 'antichi' ci è giunto uno sfuocato ricordo e quasi si era perduta memoria della sua esistenza. Giuseppe Zicavo era nato nel 1821 "In insula S. Maria Magdalena" da Antonio Zicavo e Caterina Zonza e qui fu battezzato il 26 dicembre da Giovanni Battista Biancareddu, vicario perpetuo. Padrini del neonato furono 'Dominicus Zonza, filius Cesaris et Barbara Pitaluga filia Petri'. Del giovane Zicavo non risultano altre tracce sino al 1853. Dai registri della Curia Vescovile risulta infatti che il 18 aprile di quell'anno venne ordinato diacono e che il 20 maggio 1853, nella cappella privata del Vescovo mons. Diego Capece "Silvester Zicavo, titulo patrimonii sui", maddalenino, venne ordinato sacerdote. Aveva 32 anni e si trattò evidentemente di una vocazione 'matura '. Doveva inoltre essere di adagiata famiglia se, come risulta dall'atto, godeva di una propria indipendenza economica e quindi non gravava, per vivere, sulla diocesi. Da gli stessi registri non risultano gli incarichi a lui attribuiti. Probabilmente, dopo un breve periodo trascorso a Tempio ritornò a La Maddalena ove era parroco don Michele Mamia Addis e pro parroco Domenico Tumaneddi, forse proprio in sostituzione di quest'ultimo. Tuttavia nei registri parrocchiali di battesimo e di morte, nonostante una attenta ricerca, mai abbiamo riscontrato alcun atto da lui sottoscritto, atti tutti rigorosamente firmati dal vicario perpetuo Mamia Addis. Un altro fatto, oltre a confermarci la sua presenza a La Maddalena, attribuisce alla figura di don Zicavo un taglio più interessante quantomeno dal punto di vista storico. Il 6 aprile 1862, in piena epoca risorgimentale, il vicario capitolare di Tempio teologo mons. Tomaso Muzzetto (di fatto vescovo diocesano dopo la morte avvenuta 7 anni prima del vescovo Diego Capece), e di idee assai liberali, inviò una supplica a Papa Pio IX affinché rinunziasse, per il bene supremo della Chiesa al potere temporale, consentendo di conseguenza la completa unificazione italiana con Roma capitale. Tale supplica, lacerando profondamente il clero diocesano, fu sottoscritta da circa 50 sacerdoti mentre quasi altrettanti rifiutarono decisamente la firma. Ebbene, tra i firmatari risultavano il vicario perpetuo di La Maddalena Michele Mamia Addis col sacerdote Silvestro Zicavo. A questo atto, (scrive nelle sue dispense per studenti di Scienze Religiose don Giuseppe Maria Salis di Tempio) seguirono 'conseguenze penali canoniche, la scomunica, e civili '. Il clero maddalenino, liberale e fortemente compenetrato per vocazione geo-politica, nella storia del risorgimento italiano, aveva fatto la sua scelta di campo. E a ciò non poté non influire la presenza a Caprera di Garibaldi che oltre a essere amico del parroco Mamia era anche amico della famiglia Zicavo. Papa Pio IX ben presto 'sorvolò ' sull'episodio e in poco tempo tutti furono assolti dalla scomunica. Il 20 settembre 1870, quando i bersaglieri entrarono a Porta Pia occupando Roma, mons. Muzzetto 'fece suonare a distesa le campane ed innalzare sul campanile della cattedrale di Tempio il tricolore italiano '. Le scarne cronache dell'epoca non testimoniano se la stessa cosa avvenne a La Maddalena. Non ci sarebbe tuttavia da stupirsene. Don Silvestro Zicavo morì quasi sessantenne il 3 novembre 1880. 'Animam Deo reddidit Sacerdos Silvester Zicavo ' si legge nei registri di morte. Firmato 'Eques Michael Mamia Addis ' , canonico parroco. Pianto dalla comunità maddalenina che in quegli anni non superava le 1.800 anime fu seppellito nel vecchio cimitero. Qualche mese dopo giunse a La Maddalena in qualità di coadiutore parrocchiale il 27 enne calangianese Don Antoni Vico. A 'Preti isulanu ' subentrava 'Preti Antò ' che poi, morto 'Mamia ' nel 1855, fu parroco fino al 1933.
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