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Epistolario

 

Lettere di Garibaldi ad alcuni amici di La Maddalena.

 

La Maddalena, 23 ottobre 1849'

 

 Stimatissimo Sig. Sindaco.

Voglia essere interprete dei miei sensi di gratitudine a questa gentilissima popolazione. Io abbandono questa terra italiana con vero rammarico, e non dimenticherò mai l'accoglienza di simpatia e di amore, ricevuta dai generosi di Lei concittadini.

Lontano d'Italia!... Quando l'immagine sua temprerà gli affanni di una vita raminga tra le consolanti reminiscenze di quella, io ricorderò con tenero affetto certamente il modo, con cui fui accolto nella Maddalena.

 

Giuseppe Garibaldi             

 

 

 

Al Signor Francesco Susini

 

Gibilterra, 10 novembre 1849

Voi e l'amabilissima Vostra famiglia mi avete fatto possibile la separazione dalla Maddalena, ove fui beneficato dell'asilo più confacente all'afflitta mia situazione, ed in cui ho trovato la quiete dell'anima sconvolta dalle peripezie di una vita di tempeste. Giunto in questo porto ieri, io sbarcherò oggi, e dicesi mi sia concesso quindici giorni di soggiorno. Partirò quindi per gli Stati Uniti o per l'Inghilterra. 

Non so se tali disposizioni si adempiranno alla lettera. In ogni caso io mi prenderò l'ardire di avvertirvene.

I miei saluti a tutti.

Bacio la mano alle gentilissime signore di casa, e sulla bocca la mia Anna Maria. 

Noi ci sovveniamo tutti, e di Pietro ad ogni momento.

Non mi dimenticate presso Niccolari, Niccolao e sorella.

 

..Amate il Vostro                       

Giuseppe Garibaldi        

'Castor Dorme al mio lato '.        

             

  

 

A francesco Susini da Portovecchio (Corsica)

 

Portovecchio 7 dicembre 1856

 

"Sono diretto per la Sardegna, qui trattenuto a bordo del San Giorgio pel cattivo tempo. Da Porto Torres penso di percorrere la Gallura, ove penso che sarà facile che scelga un punto di stabilimento, per passarvi alcuni mesi d'inverno, o forse abitarvi definitivamente, se trovo un luogo adatto.

Un consiglio vostro o di Pietro circa al punto da prescegliersi per lo stabilimento, mi sarebbe caro, quanto lo esser vicino a voi, sarebbe una delle consolazioni mie predilette.

Da Porto Torres andrò a Salso, Monte Ciabaldino, San Francesco d'Aliento, Coghinas, Vignola, ove avrò care ler notizie vostre e della famiglia.

Intanto sono con affetto vostro

 

Giuseppe Garibaldi              

 

 

 

 

 

A  Giuseppe Cuneo

 

Nizza 13 gennaio 1856

 

.... Io non posso dirti nulla di quanto avverrà. L'Italia marcia all'unificazione nazionale; questo è un fatto incontrastabile. L'opinione dei più è capitanata dal Piemonte; io, e credo, altri, preferiamo non far nulla piuttosto che far male. I più terribili avversari nostri, i preti, sono potentissimi, e lo sono perché fanno capo a Parigi, ove, comunque sia, fatalmente regge il dominatore della situazione europea. Io, poi, ti son sempre fratello, e benché comincino ad essere le vele sdruscite, non mancherò alla chiamata se non quando sepolto o legato.

Io lo ripeto. L'Italia sarà Italia una! e se retta da chi sia degno di calzarla, ancor quella dei tempi andati. Io spero di vederla grande e l'Idolo, che bambino io posi sul mio cuore, non uscirà giammai.

Ho fatto acquisto di un pò di terra nell'isola di Caprera, e di un cutter; quando vieni in Europa dimanda del mio ritiro, e se vieni divideremo il pane.

 

 

Giuseppe Garibaldi              

 

 

 

 

 

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