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Le interviste impossibili a... Giuseppe Garibaldi Parigi, 1880. Mattinata. Una missiva da Londra! Una Missiva da Londra. Ci volle molto tempo quella mattina per rendermi conto che mi stavano recapitando un plico. La cosa mi seccava, il mio segretario particolare aveva il compito di non svegliarmi troppo presto, studiavo e scrivevo sino a tarda sera, la mattina comodamente me ne stavo rintanato nella mia casa di Rue de Momparnasse. Il plico era li, in bella evidenza , color ambra, ceralaccato rosso, un invio a mezzo corriere , come si confa' con le cose importanti . Uno sguardo appena si trattava di uno dei tanti giornali con i quali collaboravo, ma questa volta era il Times di Londra. Ero un po' agitato, ogni volta che mi scriveva il Times dovevo partire per un lungo viaggio. Ho viaggiato molto e' vero, Crimea, Italia, India, Americhe, laddove c'era una guerra , un fatto importante, il Times mi chiamava. Perche' lavoravo per gli inglesi? Boh? Per il soldo forse?, Non penso. Non e' che pagavano male, ma lo facevo soprattutto per prestigio. Il Times era un giornale che dava lustro a chi lo scriveva ed ai suoi lettori. La crema dell'aristocrazia londinese. Veniamo al sodo, non ci misi molto a capire lo scopo: "Dear Diderot, an interview please..." capii che mi avevano commissionato un'intervista; scorsi avidamente la lettera, non ci misi molto a capire chi era: l'uomo italiano piu' amato, in questo secolo in Inghilterra, l'eroe dei due mondi, Giuseppe Garibaldi.Gli inglesi hanno sempre avuto una predilezione per quest'uomo: la riuscita della sua piu' famosa impresa, la spedizione dei mille, ebbe lieto corso, grazie proprio all'appoggio fornito dietro le quinte dalla potenza inglese.Persino una nobildonna inglese si innamoro' di lui, ma senza esito, credo perche' al Generale sembra che non piacessero le persone un po' snob. Viveva a Caprera, una isoletta sperduta nel mar Tirreno, a poche miglia dalla Sardegna e dalla Corsica. Una isoletta rocciosa, abitata prevalentemente da capre,(da qui il nome), acquistata in tempi non sospetti e per pochi soldi, dove tirava un vento di tramontana che evocava tutte le battaglie di quest'uomo..viveva a Caprera, quasi in castigo , il governo piemontese, pardon , italiano l'aveva quasi dimenticato: Garibaldi era un personaggio scomodo.Quasi in clandestinita' viveva l'uomo che aveva unificato l'Italia. Dopo le sue imprese i piemontesi smisero di francesizzare con il loro dialetto, per dare un connotato piu' italiota alla loro lingua, si trasferirono a Firenze, patria di Dante. Mi recai a Caprera i primi di giugno del 1880. Il viaggio fu scomodo, ma non avventuroso. Ormai i Piemontesi, pardon il regno d'italia, aveva sconfitto il brigantaggio, tutto sembrava filare liscio, lasciamo perdere se poi c'era una miseria da far spavento lungo la penisola e soprattutto al sud,un analfabetismo pari al 90 per cento della popolazione, lasciamo perdere se era nata un'organizzazione chiamata da parecchi mafia, uno stato nello stato, lasciamo perdere, l'Italia era ormai una realta'. Giuseppe Garibaldi mi venne incontro zoppicando (ricordo d'Aspromonte) vistosamente, si reggeva su un bastone, era vecchio, molto vecchio e ammalato, la vecchia artrite non gli dava tregua. La sua ultima moglie ci guardava,(si era risposato da vecchio) e mi fulminava con lo sguardo, mi faceva capire, "vai via impiccione, ritornatene all'estero, non abbiamo bisogno di te" Davanti un bel te fumante, l'intervista incomincio'. Generale, come state.. Vecchio, troppo vecchio.. Ma come, si dice che siete pronto ad annettervi la Corsica,.. ancora.. Non scherziamo caro Diderot, l'unita' d'Italia e' conclusa, spero che duri, Roma fu l'ultima occasione, ma ci hanno pensato i bersaglieri, a me non lo concessero, i tempi forse non erano maturi. Generale , lo rifareste? Parlate della spedizione dei mille del 61, vero? Guardate, lo rifarei , ne e' valsa la pena, ma l'Italia sta cambiando, problemi immani si affacciano all'orizzonte, ma fatta l'Italia, bisogna fare gli italiani. Non aveva senso essere comandati da "..nu rre pazziariello", come il Borbone, guardate che eravamo partiti in mille ma alla fine e' stato un tripudio,eravamo arrivati a quasi 60 mila, spero solo che non si siano sentiti ingannati.Un fiume rosso.. Le camicie rosse, come nacquero, perche' rosse? Non mi interrompete,.. nacquero in Uruguay , da camicioni da macellaio, erano le uniche disponibili, servivano delle divise....dicevamo se si sono sentiti ingannati, non l'ho certo voluto io, io ho rifiutato tutte le cariche che mi hanno offerto, ho lasciato il seggio al parlamento.. Ma la maggior parte dei suoi generali sono stati integrati nell'esercito piemontese, Bixio, e cosi' via.. Bixio si imborghesi' e' vero,(e' morto, poverino, di colera ,in navigazione) non era piu' il rivoluzionario di un tempo.. Ma e' vero che a Bronte, quando entro' in paese, alla testa delle camicie rosse e gli venne incontro il prete in processione con i sacri paramenti e gli disse "..baciamo le mani a vossia.." , Bixio rispose "no..i coglioni"? Si e' vero , ma di aneddoti se ne raccontano tanti, quel prete se l'e' meritata... Ma a Bronte ci fu un massacro, l'avete ordinato voi generale? E' stato un errore, ma stava andando tutto a carte quarantotto, i contadini ci avevano preso gusto alla rivoluzione, stavano creando un ordine costituito strano...E' stato un errore.. ma non potevamo rischiare. Ritorniamo ai mille, pero'. Direi che questo e' stato il momento culminante di quella rivoluzione che e' stato il Risorgimento.Vorrei ricordare che alla mia vittoriosa spedizione seguirono i plebisciti e che le popolazioni a maggioranza quasi unanime decisero l'annessione al resto d'Italia e al regno Sabaudo.Dopo il 61 si e' andati avanti soprattutto sul piano della formazione dello stato nazionale che, anche per le sue maggiori dimensioni, garantira' in seguito un certo sviluppo, ma al tempo stesso mantiene l'ordine sociale esistente. La borghesia terriera del Mezzogiorno, piu' arretrata economicamente di quella settentrionale, partecipa ad un'alleanza un po' disuguale, per cui viene a trovarsi in una condizione di inferiorita' che tutt'ora persiste e che penso durera' a lungo. L'impressione data in tutto il mondo e' stata che improvvisamente vi siete fermato a Teano, dove... Vedete a Teano mi e' venuto incontro il Re, con tutto l'esercito piemontese che prima perņ era passato nelle Marche,Umbria e Abruzzi e aveva annesse queste regioni; io volevo arrivare a Roma e cacciare Pio IX, ma me l'hanno impedito con la forza, forse il Re ricordava ancora la Repubblica Romana, quando fummo sconfitti con il mio amico e compatriota Mazzini, la stretta di mano tra me e il Re e' stata un pro forma, se mi muovevo ancora..Loro sono stati alla finestra se andava tutto bene intervenivano e proclamavano il Regno d'Italia, se andava male avrebbero detto " ..quel bandito di Garibaldi.." Un po' la sintesi di ogni rivoluzione.. Vedete, caro Diderot, un rivoluzionario vittorioso e' un eroe, uno sconfitto e' un bandito , un malfattore, vince sempre il parere del vincitore. Parlatemi del vostro grande amore.. ...ah, Anita, quanto breve e' stata la sua esistenza! La madre dei miei figli, Menotti, Teresita e Ricciotti.. L'ho sposata nel 39 , era brasiliana, ha lasciato un altro uomo per me! Se avesse saputo quello a cui sarebbe andata incontro..Una donna straordinaria, ha sposato in pieno la causa italiana. Durera' l'unita' d'Italia? Penso di si'.. Le popolazioni del nord sono profondamente diverse dal resto d'Italia, ma non si possono scordare i motivi, gli ideali e le spinte che ci hanno unificato.Se sparute minoranze dovessero far leva su sentimenti poco nobili ed interessi troppo comuni, alla fine il grande spirito comune per cui abbiamo combattuto e sacrificato un'esistenza, prevarra'..certamente. L'unico mio rammarico e' stato quello che il plebiscito non e' stato seguito da un'assemblea costituente, in cui magari si poteva scegliere tra Monarchia e Repubblica, come voleva il mio amico e compatriota Mazzini...La nostra costituzione e' ancora quella di Carlo Alberto.. Ora basta, sono stanco, vi devo salutare, vi auguro buon viaggio di ritorno, speditemi una copia del giornale.. ------------------
Luciano Martocchia
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