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L'ultimo cammino a piedi

 

La possibilità concreta di individuare la via, il collegamento, il passaggio a piedi tra la Sardegna e la Corsica, prima che il mare arrivasse al livello attuale e sommergesse tutto, si è pian piano affacciata tra le pieghe dell'ampio quadro di obbiettivi che hanno impegnato negli ultimi anni un folto gruppo di ricercatori delle università di Cagliari, Sassari e Corte nell'area delle Bocche di Bonifacio.

In effetti, per una singolare coincidenza di intenti, più o meno casuale, nell'area vasta delle bocche di Bonifacio in generale, ma in particolare l'area marina dell'Arcipelago di La Maddalena, si sono concentrati di recente importanti progetti di ricerca.

Sono state quindi condotte nuove indagini lungo tutta la fascia costiera gallurese e dell'Arcipelago maddalenino, da Capo Testa a Capo Ferro, e lungo quella corsa, da Capo Feno al Golfo di Santa Amanza, mentre più campagne oceanografiche sono state condotte allo studio dei fondali delle Bocche di Bonifacio anche in stretta collaborazione tra le università di Sassari e di Corte.

Dall'obbiettivo primo di definire l'assetto strutturale e geomorfologico e la dinamica sedimentologica delle Bocche si è quindi passati a studiare il problema, fortemente sollecitato dagli archeologi corsi e sardi, di individuare in una scala cronostratigrafica i momenti di continentalità, cioè di emersione, che permettessero il collegamento a piedi tra le due isole.

Grazie anche alle conoscenze pregresse, edite ed inedite,, conservate nella Banca Dati del Laboratorio di Oceanografia del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Università di Cagliari, sono state realizzate più carte tematiche, ed in particolare geomorfologiche, relative sia all'insieme delle Bocche di Bonifacio sia dell'Arcipelago di La Maddalena, che per la prima volta hanno messo in evidenza la complessità delle forme dei territori. attualmente sommersi tra la Sardegna e la Corsica.

Così dal punto di vista geologico è stata confermata l'omogeneità della natura granitica del basamento sardo-corso, interessato da importanti linee di frattura, evidenziate dal Canyon di Castelsardo e dalla stessa depressione delle bocche, di impostazione pre-miocenica, come pure le indagini geofisiche ed il prelievo di campioni di calcareniti mioceniche a varie profondità, sia al traverso di Capo testa e di Capo Feno che a breve distanza dalla costa Ovest dell'Isola di Budelli, hanno dimostrato la piena continuità ed estensione da una sponda all'altra delle Bocche, delle rocce che si trovano a Capo Testa, nella baia di La Colba, in Sardegna e che fermano le falesie di Bonifacio in Corsica.

Allo stesso tempo, dal punto di vista geomorfologico sono apparse nei fondali delle Bocche, in tutta la loro grandiosità, le forme sommerse dovute ai processi erosivi subaerei sul substrato granitico paleozoico e sulle rocce calcaree mioceniche che hanno modellato il rilievo quando l'intero territorio oggi sommerso si trovava in condizioni di continentalità.

Su questa nuova ed articolata base di dati oggi possiamo proporre, per le Bocche di Bonifacio, la seguente successione di collegamenti tra la Sardegna e La Corsica:

Come i nostri progenitori neolitici abbiano utilizzato questo cammino, e come i bellissimi territori costieri, nei quali le isole attuali erano le colline e i rilievi più elevati, fossero terreno di caccia, di pesca, di commerci, è argomento ancora aperto ad ampie riflessioni con i colleghi archeologi della preistoria.

 

 

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