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Suor Maria Elisa Gotteland

 Tratto dall'opuscolo sul 50° anniversario dell'Istituto San Vincenzo

 

Nata da antica famiglia piemontese, ricca di censo e di nobiltà, ma più ancora di virtù solida e di doti elevate di mente e di cuore, cresciuta nel collegio delle Dame del Sacro Cuore dove aveva ricevuto una perfetta educazione ed una vasta cultura, la nuova Superiora univa a una mente vastissima, un senno più che femminile, un cuore grande, una squisita semplicità che facevano di lei un essere veramente superiore.

Da lei si aspettava molto e molto diede.

Infatti provvide a pagare immediatamente i debiti e a mettere in ordine la malferma casetta; si diede d'attorno ad ampliare i locali, comprando a tal uopo il terreno annesso a quello già di proprietà della Casa, ed eresse una degna dimora all'Ospite Divino.

Così, proprio nel centro dell'Istituto, sorse la graziosa Cappella, col porticato a tre archi, dove, dall'alto dell'altare tutto in marmo bianco, una Madonna bellissima sembra sorridere dolcemente ai numerosi fedeli che frequentano la chiesetta, specialmente nei giorni festivi, e in cui tanti maddalenini celebrarono e celebrano le loro nozze. 

La "Casetta San Vincenzo" si trasformò in un grande istituto, fervido di vita operosa e gioiosa, nonostante le lotte che all'inizio la cara Superiora dovette sostenere con le logge massoniche ed il pastore protestante, che si adoperarono ciìon tutte le loro forze ad impedirne l'espansione.

La vittoria fu la sua. E chi avrebbe potuto, infatti, vincere una Suor Gotteland, che i maddalenini compresi di ammirazione chiamavano "l'Ammiragliessa dell'Isola?"

 

 

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