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l Comando Militare Marittimo in Sardegna e la Piazza di La Maddalena nel Giugno 1940: L'organizzazione e l'attività all'inizio del conflitto Di Salvatore Sanna
La base e la sua evoluzione Già dal primo dopoguerra quella di La Maddalena era classificata quale Base Navale di 2° categoria. Nel 1940, allo scoppio delle ostilità, era sede di uno dei Comandi costieri metropolitani della Marina militare denominato "COMANDO MILITARE MARITTIMO IN SARDEGNA", cui era assegnata la giurisdizione sulle coste della Sardegna, sulle sue isole adiacenti e sulla fascia costiera di 40 miglia intorno all'isola. Posto alle dipendenze di MARIDIPART Napoli, tale Comando era retto da un Ammiraglio di Divisione che assommava in se anche il Comando della Piazza Marittima di La Maddalena. Solo nel corso del 1943 ci furono delle evoluzioni ordinamentali molto significative, legate alle vicende belliche. Alle ore 12.00 del 28 marzo 1943 il Comando Militare Marittimo in Sardegna fu infatti inserito "operativamente" nel Comando della Sardegna del Regio Esercito, che venne ad assumere la denominazione di"COMANDO FORZE ARMATE DELLA SARDEGNA". Il 26 aprile 1943 fu crato il "COMANDO PIAZZA MARINA MILITARE DELLA MADDALENA", sino ad allora retto in modo unificato dal Comando Militare Marittimo in Sardegna, affidato ad un Contrammiraglio. Il mese successivo (il 25 maggio), con una lettera di MARISTAT in attesa dell'emanazione del provvedimento formale che poi non fu mai emanato, il Comando Militare Marittimo in Sardegna fu dichiarato "autonomo" dal Dipartimento del Basso Tirreno di Napoli, mantenendo però la dipendenza operativa dal Comando FF:AA. della Sardegna per l'impiego dei mezzi difensivi. Tutto fu rimesso in discussione il 28 agosto 1943 quando la "Nuova organizzazione dei Comandi periferici costieri della Regia Marina" aboliva, fra le altre, la Piazza Marittima della Maddalena. Al suo posto istituiva una "BASE NAVALE", contro l'apposito Comando Militare Marittimo Locale.
Enti, Comandi e Forze Navali dipendenti All'inizio delle ostilità dipendevano dal Comando Militare Marittimo in Sardegna ("MARINA LA MADDALENA" e poi "MARISARDEGNA") i seguenti Enti: Comando Settore Marittimo di Cagliari, - Comandi Servizi della Marina (MARISER) di Porto Torres, di Olbia e di S. Antioco. Nonché le seguenti forze navali dipartimentali: 7° gruppo sommergibili (Cagliari) con la 71° Squadra = ALAGI, ADUA, AXUM, ARADAM; e la 72° Squadra = DIASPRO, CORALLO, TURCHESE, MEDUSA. 2° Squadra torpediniere = PAPA, MONTANARI, CASCINO, CHINOTTO; - 9° Squadra Torpediniere = CASSIOPEA, CANOPO, CAIROLI, MOSTO. Navi ausiliarie posamine =DURAZZO, PELAGOSA, CARALIS, A. DEFFENU, MAZARA. 4° Squadra MAS = 4 natanti (i MAS 501, 502, 503, 504). Quest'ultima Squadra diventerà, nel 1943, la V° FLOTMAS che, con sede logistica a La Maddalena, opererà dalle basi operative di S. Antioco, Oristano, Arbatax, Cala Reale, Aiaccio e Bastia. La Maddalena era altresì sede di Comando di un Gruppo Navi di Uso Locale (G.N.U.L) che annoverava in servizio, tra l'altro, 7 rimorchiatori, e 6 cisterne per l'acqua. Dipendeva infine, dal Comando Militare Marittimo in Sardegna l'85° Gruppo da Ricognizione Marittima con sede ad Elmas e la V° Sezione costiera con sede ad Olbia. Già il 2 agosto 1939 venne costituito a La Maddalena il Comando Aviazione della Sardegna che si componeva di tre reparti: la 146° squadriglia di stanza ad Elmas, la 182° squadriglia di stanza a S. Giusta e la sezione costiera con sede ad Olbia. Dopo solo qualche mese intervenne una ristrutturazione dei reparti con la ridislocazione a Nisida della 182° squadriglia (18 ottobre 1939) e con il trasferimento del Comando ad Elmas, dove venne costituito il 19 ottobre dello stesso anno con la stessa denominazione di 85° Gruppo di Ricognizione Marittima. Come per tutti i similari Comandi costieri, dipendevano da Marina/Maddalena Enti e Servizi analoghi a quelli dei Comandi di Dipartimento, ma di rango inferiore, cui era affidata la gestione del Genio navale, delle Armi navali, della Sanità, del Commissariato, del Genio militare per la Marina, dei Fari e Segnalamenti marittimi e quindi, della commissione di censura
Officina Mista Lavori (Cantiere di Moneta) Il complesso del "cantiere" di Moneta era sede del Servizio del Genio Navale e del Servizio delle Armi Navali. Si trattava di una Officina Mista Lavori che nel corso del 1943 fu trasformata in Officina Costruzioni Navali e Meccaniche ed in Officina Armi Navali. Poco prima dell'inizio delle ostilità il Servizio del Genio navale aveva definito il potenziamento dei servizi elettrici, con la costruzione di una stazione di trasformazione dell'energia fornita dalla Società Elettrica Sarda dal proprio impianto del Coghinas, e l'ampliamento della Stazione sommergibili. Il Servizio delle Armi Navali era diretto da un apposito Ufficio Tecnico Armi Navali che, oltre le lavorazioni, gestiva anche il deposito di siluri e torpedini. Il cantiere nell'organizzazione delle strutture ed enti militari, stava all'interno della cosiddetta BASE NAVALE (da non confondere con la Base Navale istituita nel 1943). Nella lunga vigilia di "non belligeranza" il cantiere svolse una intensissima attività con tutte le sue officine. Si eseguirono i lavori di adattamento e di armamento sulle unità mercantili requisite per i servizi di dragaggio e pilotaggio, i lavori di riparazione a torpediniere, MAS ed al restante naviglio dipartimentale, oltre che alle unità requisite. Si contarono anche 20 unità contemporaneamente ai lavori e numerosissime immissioni in bacino, mentre il personale per far fronte alle lavorazioni dovette eseguire anche lavoro notturno. Tutto ciò mentre lo stesso cantiere era oggetto di interventi per cui veniva dotato di una trincea di difesa capace di 500 posti e si restaurava il tetto della fonderia. La forza del personale militare e civile assegnato alla base, cantiere compreso, era di 12 ufficiali, 41 sottufficiali, 322 sottocapi e comuni, 12 impiegati e 448 salariati.
Servizi di Commissariato La Maddalena era sede, nel giugno del 1940, di una delle tre sezioni metropolitane del Servizio di Commissariato. Questo Servizio gestiva una dotazione di vestiario di 6300 corredi e una dotazione di viveri pari a 350.000 razioni, che saliranno a 600.000 nel marzo del 1942. Per lo stoccaggio dei materiali fu necessario ristrutturare dei locali di vecchie batterie non più operative come Colmi, Punta Villa ed Arbutricci, nonché procedere alla requisizione di locali da privati. Per la più adeguata lavorazione e conservazione degli alimenti, secondo i più recenti progressi tecnologici, furono rimodernate le strutture apposite (panificio, frigoriferi, impianti di acetificazione etc.). Secondo i piani di mobilitazione fu allestita anche una sede del Servizio a Tempio Pausania in cui trasferirsi in caso di necessità ed intanto vi fu attuato un magazzino sussidiario con una dotazione di 60.000 razioni ed un frigorifero pronto all'esercizio, e con una scorta di 1000 corredi. Il Commissariato della Piazza poteva contare su 3 forni ed un frigorifero da 120 quintali di carne. Proprio nella primavera il Ministero approvò la proposta di costruire in caverna un forno da pane e la progettazione di altri 2. Negli ultimi tempi si intensificò l'operatività del Servizio. Si predispose la spedizione delle scorte di vestiario e di casermaggio a Calangianus dove era prevista l'istituzione della sede di Concentramento. Nei primi giorni di guerra c'erano a La Maddalena circa 900 civili rimasti quali "mobilitati civili" A regime il Commissariato aveva una forza di 10 ufficiali, 26 sottufficiali e 96 sottocapi e comuni.
Servizi del Genio Marina Anche il Genio Marina dovette svolgere dal settembre 1939 al giugno 1940 un programma notevole di lavori di costruzione, di manutenzione e miglioramento, di adattamento dei fabbricati privati requisiti. Fino a tutto il maggio del 1940 il Genio eseguì lavori per quasi 2.500.000 lire. MARIGEMINIL sovrintendeva anche alle requisizioni di immobili privati, e ciò dovette fare nel giugno del 1940 senza la copertura del relativo decreto di mobilitazione, per cui dovette procedere con accordi amichevoli.
Servizio Sanitario Il Servizio Sanitario era imperniato sull'ospedale di 2° categoria di La Maddalena, cui facevano capo secondo le previsioni del progetto do mobilitazione sanitaria, gli ospedali di guerra di Luras, Arzachena e Golfo Aranci, la sala ricovero di Montiggia e l'infermeria di Stagnali.
Il sistema difensivo della Piazza Allo scoppio della guerra si era appena conclusa la fase di riorganizzazione della difesa costiera in tutta la penisola continentale e nelle isole. Anche a La Maddalena, la Marina - subentrata all'Esercito nella gestione delle opere a difesa della Piazza e successivamente anche di quelle dislocate fuori ma rientranti nel suo sistema difensivo - affidò l'armamento di una parte delle batterie alla MILMART (Milizia Artiglieria Marittima). Era, questa, una specialità della Milizia Volontaria Sicurezza Nazionale (MVSN) istituita a livello nazionale, nel novembre del 1938. In particolare a La Maddalena era stata costituita la 3° Legione MILMART che definì formalmente anche il passaggio della Legione alle dipendenze del Comando della Marina per ciò che riguardava l'impiego.
La Maddalena 9 - 10 giugno 1940
Artiglieria navale ed antiaerea Le batterie e tutti i posti di difesa dall'alba del giorno 10 sono con la gente al posto di combattimento, pronti a respingere qualunque attacco.
Servizio ostruzioni, sbarramento, dragaggio e pilotaggio La sera del 10 si chiudono le porte delle ostruzioni dell'estuario, mettendo le barche-porta in condizioni di disimpegnare il servizio segnali.
Servizi base navale Si intensifica la vigilanza della base, si impartiscono disposizioni per l'oscuramento, estendendo quello totale ai circuiti stradali ed esterni. Si diradano le bettoline nafta ed i mezzi antincendio; si organizzano le mense per i civili dipendenti, impiegati e salariati, le cui famiglie hanno abbandonato La Maddalena. Prosegue lo sgombero della popolazione della Maddalena a Palau a mezzo di motocisterne, ed in parte da Palau a paesi vicini. Si distribuisce la maschera antigas al personale civile. Si completano i rifornimenti idrici della sede, si danno le disposizioni per limitare il consumo dell'acqua e si svolge pratica per assicurare a La Maddalena una scorta degli ingredienti chimici occorrenti per la potabilizzazione dell'acqua dell'acquedotto, necessaria per il fabbisogno di almeno 4 mesi.
Servizi Sanitari Proseguono i lavori per l'installazione degli ospedali di Arzachena e Luras. Entra in funzione l'infermeria di stagnali.
Servizi MARIGENIMIL Si ultimano i lavori delle sistemazioni delle opere "Colmi" e "Garibaldi", della stazione RT di Isola Chiesa e della S V (stazione vedetta) isola Vacche, e gli adattamenti del locali requisiti per gli alloggiamenti del personale.
Unità navali Le unità dipendenti provvedono allo spolettamento delle munizioni, innescamento ed approntamento di guerra dei siluri, delle torpedini da rimorchio e delle b.t. da getto. Viene ordinato allo scopo del riconoscimento da parte degli aerei nazionali, che le navi dipingano subito a calce la coperta a prora e le navi mercantili dipingano analogamente l'estremità prodiera e in caso di necessità mostrino la bandiera distesa in coperta.
III settore Costiero Si completa l'armamento e la vestizione presso i battaglioni. Si provvede alla requisizione di di carrette e quadrupedi necessari per i servizi logistici.
Servizi semaforici Si ordina a tutti i servizi di assumere l'assetto di guerra. La sera del 10 il Comando Marittimo Militare con tutti gli ufficiali si trasferisce in Sede Protetta. Questa sede fu costruita con il criterio di permettere il normale esercizio dei vari uffici. Di fatto si è dimostrato impossibile farveli funzionare tutti, dato l'accresciuto numero di essi in seguito alla mobilitazione, con conseguente aumento del personale ed in considerazione dell'impossibilità di eseguire la rigenerazione dell'aria per la mancanza degli appositi filtri da applicare agli impianti della ditta SICA, filtri che furono rifiutati in un primo collaudo e devono essere sostituiti con altri più rispondenti allo scopo. Si è perciò ritenuto indispensabile far costruire nelle immediate adiacenze dell'accesso alla sede protetta, 5 piccoli locali dall'aspetto rustico per alloggiarvi alcuni uffici, ed il personale relativo che in caso di attacco sarebbe passato nella sede protetta. Per la stessa necessità si è requisita una casetta distante pochi metri dalla sede per i servizi di segreteria. La sede protetta ha assunto così, per buona parte del personale, ad eccezione di quello addetto al servizio comando e comunicazioni, le funzioni di un vero e proprio rifugio. La costruzione delle casette rustiche si è conclusa in circa 15 giorni, con una spesa molto tenue. Alle ore 18 del giorno 10 - dopo il discorso del duce - la popolazione, tra la quale si trovavano anche molti militari - in particolare camice nere - si porta in Piazza Ammiragliato acclamando "Al Re e al Duce. L'ammiraglio tiene un breve discorso che si chiude con l'incitamento a compiere sempre e dovunque il proprio dovere di soldati e cittadini. 11 giugno Dalle ore 00.00 stato di guerra contro la Francia e l'Inghilterra. Si dispone l'entrata in funzione dei fanali di guerra e lo spegnimento di quelli di pace. Si effettua l'oscuramento della Piazza militare. L'Ammiraglio Comandante militare marittimo della Sardegna e delle piazze di La Maddalena assume tutti i poteri civili e militari.
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