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Incontro con Garibaldi La Maddalena Caprera Il sabato santo

 

Incontro con Garibaldi

Il sabato Santo

 

Questo testo è stato tratto dal libro "Incontro con Garibaldi" di Franco Mistrali, scritto nel 1861.

 

Revisione a cura di Augusto Zedda

 

 

Il sole che ci aveva tenuto costantemente il broncio nelle giornate precedenti, parve mettersi a segno per dar ragione ad un antico proverbio.

"Non c'è sabato senza sole, non c'è donna senza amore".

Vattela a pescare dove i buoni montanini di Toscana, che hanno inventato il proverbio, trovino l'ombra di rima fra sole e amore.

Converrebbe dire che volesse farsi valere per prima la consonanza morale che esiste indubitamente fra i due concetti: il sole dell'anima e il sole della natura.

Quello che feconda la terra e il mare, che rallegra i fiori e le piante, e quello che accende i cuori e qualche volta li consuma.

Comunque sia, ci levammo con un sole dei più ammirabili.

Pareva fatto a posta per rasciugare i nostri cappotti ancor molli d'acqua dal ritorno di Caprera.

Conveniva compiere la visita della Maddalena.

Lieti di scaldarci ad un tiepido sole di mezzogiorno, chi, presa una navicella, va alla pesca dei ricci, chi si distende lungo la spiaggia del mare a cercar conchiglie e a ad ammirar vedute.

Io, che mi ricordo essere amatore, prendo il mio portafogli e la matita e  mi accingo a rubacchiare qua e là qualche punto di vista.

Non è che La Maddalena non abbia in mezzo alle sue siepi di cactus africano qualche bella pezza di terra coltivata. Abbiamo attraversato un campo messo a ortaglia, dove la vegetazione lussureggiante faceva piacere a vedersi.

Ma appena saliti un pò, la campagna torna nuda e brulla, e il timo, la salvia e i roveti sono, in mezzo ad un erba corta e arsiccia, tutto il vestimento di quelle ignude rocce.

Incontriamo un asinello e qualche armento.....

A proposito.... eravamo usciti di Caprera senza far motto di un personaggio importante morto da poco nell'isola.

Era in somaro dei più docili e dei più mansueti, con un paio di orecchie meravigliose.

Qualche poco ortodosso amico del Generale lo aveva battezzato Pio IX.

Il povero Pio XI è morto, ed io mi ero dimenticato di far questa breve menzione.

Dovrei rimediare alla dimenticanza con un cenno biografico e necrologico?

Ebbene, sia pure.

Nacque asino.

Visse asino.

Morì asino.

Eccovi in poche parole compendiata la vita non breve del nostro Pio IX...... si intende il Pio IX di Caprera, di asinina memoria.

Ci sta sopra, dopo aver camminato qualche miglio, una pittoresca rocca abbandonata.

Dardanoni opina che sia una fortificazione turca.

L'avvocato Comaschi la crede un antico nido di corsari.

Casanova la battezza per una torre algerina.

Io non mi pronuncio, ma propongo di prendere possesso, e mi ci stabilisco per primo colla matita e il portafogli.

E' un piccolo forte di costruzione apparentemente saracena: se ne vedono altri due o tre seguire la cresta dell'isola.

Sulle muraglie, in mezzo ai merli dove il vento ha accumulato un po' di terra vegetale, troviamo una moltitudine di viole erboree in fiore.

Come mai quelle gentili e odorose piante vennero in mezzo alle muraglie del vuoto castello di Maddalena?

Forse una qualche prigioniera educò amorosamente la prima sementa in mezzo al solitario abbandono?..... Forse furono le mani leggiadre  di una bella castellana?.....

Se fosse il caso, l'argomento di una leggenda non potrebbe mancare vestito di tutti i colori meridionali che la scena ha per se medesima.

Di cima ai bastioni vedevamo Caprera e la bianca casetta del generale.

Si stette largamente su quell'altura a godere la splendida vista dell'Arcipelago sardo che ci si stendeva dinanzi, poi riscendemmo verso La Maddalena, dove ci aspettava il pranzo, al quale in mancanza del generale, avremmo avuto Menotti.

Ridiscesi in paese, giungemmo in tempo per udire il fracasso delle campane e il chiasso tradizionale che accompagna il mezzodì del sabato Santo.

Poi ci demmo a scorrere l'unica via della Maddalena.

Fra tante cose inaspettate, ci abbattemmo in un bazar.

Un bazar come a Torino e a Milano, ne più ne meno, salvo le proporzioni.

Il maggior Bernieri compera due oche di legno dipinto per i suoi bambini.

Da Zara per lo stesso effetto fa acquisto di una marionetta.

Ci sono aghi, forbici, bicchieri, bottiglie, fantoccini, infine tutto l'indispensabile corredo di un bazar.

Il padrone di quel pandemonium è una donna.

Entriamo per passare un quarto d'ora e attacchiamo conversazione con lei.

- Come vanno gli affari, buona donna?

- Eh! malamente, signori....

- Di dove siete?......

Di Nizza.....

E così dicendo, la voce di quella poveretta, tremava.

- Di Nizza?.... Diamine! siete francese, ripicca uno dei nostri ridendo.

- Per forza!.... risponde con un accento che non dimenticherò mai quell'eccellente merciaia, per forza!.... ed ecco perché ci siamo ridotti qui.... vicino a lui..... - 

Quella povera famigliola avea tutto abbandonato, casa , parenti, amici, avviata industria, per sottrarsi alla dominazione straniera.

Si erano ridotti su quell'umile scoglio, dentro a se quel povero paesello della Maddalena, per essere vicini a colui che rappresenta col grandeggiante nome il loro pensiero di costante dolore.

Nizza italiana.

- Addio, buona donna! Possa la tua preghiera non rimanere un sterile voto dinanzi al trono di Dio. -

A proposito di risposte toccanti, ne ricorderò un'altra. 

Nella sera stessa che Da Zara aveva proposto la colletta per i poveri, una delle figlie della nostra padrona, l'Annunciata, mi avvicinò tenendo per mano un'altra ragazza della sua età, o poco meno.

L'Annunciata avrà quindici anni. Diversa dall'Agata, sua sorella, di cui abbiamo alla meglio abbozzato il ritratto, questa ha una bellezza più meridionale. 

Una taglia spiccata: le carni bruno-olivastre, due occhi neri neri e la fisionomia mobilissima.

- Signore, mi disse presentandomi la sua compagna, che timorosamente mi stava dinanzi cogli occhi bassi, signore, anche questa è povera. è orfana; non ha padre ne madre, poveretta!....

- Ebbene? dissi io, che domandi tu per lei?

- Datele qualche cosa... ne ha tanto bisogno!....

Eravamo tre o quattro.

Ciascuno mise le mani in tasca, e si raggranellò uno scudo per l'orfanella.

Il viso dell'Annunciata si illuminò rapidamente di una gioia innocente.

- Grazie, disse.... grazie signori!.... la poverina pregherà per voi....

Bisognava udire quella fanciulla pronunciare coll'anima quelle parole!

Prima di metterci alle nostre tavole ci aspettava una grata sorpresa.

Il generale Garibaldi, non contento delle cortesi accoglienze che ci avea fatte il giorno innanzi, volle aggiungere a tanti, nuovi atti cortesi.

Volle che ciascuno di noi avesse, donato da lui, il suo ritratto. Pensiero gentile che ci commosse e accogliemmo assai meglio che qualunque favor di potenti e prepotenti.

Immagine del grand'uomo, tu ci accompagnerai alle nostre case ricordanza di un giorno memorabile della nostra vita.

 

 

 

 

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