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19 settembre 2008
Egregio Direttore,
Sarebbe a me cosa gradita se Lei gentilmente pubblicasse questo
mio sfogo.
Sono una ex dipendente della Base Usa che per 20 anni ha
prestato servizio presso la Base di Santo Stefano. Fino ad ora
sono stata vicina ai miei ex colleghi e ai Sindacati
partecipando vivamente a tutte le manifestazioni e assistendo a
tutte le passerelle dei politici di turno che si sono succediti
in questi otto lunghi mesi trascorsi dal nostro licenziamento.
Purtroppo con nostra grande amarezza mi rendo conto che fino ad
oggi non c'è niente di certo sul nostro futuro.
Ringrazio l'Ente Parco nella persona di Giuseppe Bonanno per
essere stato il primo a manifestare la possibilità di assumere
almeno 30 di noi. Ciò mi rende felice ma allo stesso tempo mi
preoccupa poiché i lavoratori sono 140 e se questa proposta
dovesse rimanere isolata molte altre famiglie continuerebbero a
vivere nell'incertezza e nel disagio. Inoltre si può benissimo
immaginare la disputa interna che si creerebbe per accaparrarsi
gli ambiti posti ingenerando una brutta "guerra fra poveri".
Quindi pregherei tutti gli altri Enti del territorio a seguire
l'iniziativa del Parco affinché la disponibilità dei posti sia
rapportata alla domanda. Purtroppo come tutti sanno da Gennaio
del prossimo anno non avremo più l'assegno di mobilità. Quindi
molti di noi vivono momenti di grande disagio economico e mi
auguro dal profondo del cuore che non si arrivi ad una
crisi sociale con tutte le conseguenze che questo
comporterebbe. Riesco a percepire negli occhi dei miei colleghi
l'insorgere della disperazione causata dall'incertezza sullo
stato dei fatti. Tutti lamentano l'assenza del Governo
Centrale della Regione della Provincia e del Comune che con noi
hanno preso formale impegno garantendoci una continuità
lavorativa
Lo scenario che a La Maddalena si prospetta all'orizzonte ha il
fascino del cambiamento radicale che innesta nuovi piani di
sviluppo innestati nel turismo e nella sostenibilità ambientale.
Sarebbe un peccato escludere da questo processo coloro che senza
un lavoro si troverebbero nella costrizione di dover abbandonare
la propria terra.
Quindi il mio auspicio e che i registi di questo grande
mutamento socio-economico tengano nella giusta considerazione la
possibilità di garantire il lavoro a chi in questa bella isola
ci vive e vuole continuare a viverci, e che si guardi al futuro
con animo sereno e fiducioso per il bene di tutti.
Cordiali Saluti
Maria Cabras
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