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22 ottobre 2008

 

 
Ho letto l'articolo pubblicato su Saviano e vorrei esprimere la mia opinione : è un fatto che l'autore abbia scritto un libro-denuncia, altrettanto era prevedibile che questo scritto avrebbe fomentato all'ennesima potenza, l'odio e la rabbia degli ignoranti e dei collaboratori della camorra, fino alle minacce di morte nei confronti di Saviano. Premesso che in Italia questi atti di violenza e intimidazione non sono ammissibili e vanno perseguiti con tutti gli strumenti della legge , vorrei capire cosa c'entra la democrazia? Ho letto il suo libro-denuncia molto ben scritto, solo che ora tutto potrebbe finire in un controsenso: è arrivato a fondo delle radici del problema, cioè di come la camorra sia sempre penetrata nelle strutture degli enti pubblici, di controllo e gestione ad ogni livello politico, del rapporto quasi simbiotico fra camorra e popolazione e adesso pare diventare il vessillo del solito ritornello polemico e critico nei confronti dell istituzioni pubbliche, secondo cui la colpa è della Stato (che protegge lo scrittore) e mai dell persone o della collettività.
Saviano è minacciato di morte da dei pericolosi invasati assassini, privi d’intelligenza, a loro volta espressione di vasti territori fuori dal controllo dello Stato, capaci di produrre ricchezza criminale che poi inquina il mercato. Non c’è nulla da salvare, nel fenomeno camorrista, come in nessuna altra mafia. Queste organizzazioni malavitose vanno combattute con tutte le armi a disposizione della legge, auspicando di poter un giorno non lontano, vincere la guerra contro la mafia e la camorra. Serve inoltre la forza della convinzione, che indichi a quanti vivono ai margini della camorra e nelle zone in quel modo controllate, la reale alternativa. Occorre ancora, liberarsi di quella classe politica che ha fatto finta di non vedere, che ha riempito i terreni di veleni e le strade di spazzatura, ma senza dimenticare che quei politici sono ancora i più votati. 
I politici, gli scrittori di fama o gli opinioniosti importanti invece di scrivere fesserie sulla democrazia in pericolo, vadano in quelle zone a battersi con la gente per bene. Ce n’è e merita di sapere che ribellarsi è possibile, oltre che giusto. Saviano è stato un grande nel descrivere la quotidianità ma ora dovrebbe evitare di prestarsi alla tesi camorrista secondo cui ogni cambiamento è impossibile. La sua vita gli appartiene ma altrettanto la stessa cosa vale per gli altri campani, che rassegnandosi muoiono e lasciano morire.
 
Maurizio Salvati
 

 

 

 

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