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Ho letto l'articolo pubblicato su Saviano e vorrei
esprimere la mia opinione : è un fatto che l'autore
abbia scritto un libro-denuncia, altrettanto era
prevedibile che questo scritto avrebbe fomentato
all'ennesima potenza, l'odio e la rabbia degli ignoranti
e dei collaboratori della camorra, fino alle minacce di
morte nei confronti di Saviano. Premesso che in
Italia questi atti di violenza e intimidazione non sono
ammissibili e vanno perseguiti con tutti gli strumenti
della legge , vorrei capire cosa c'entra la democrazia?
Ho letto il suo libro-denuncia molto ben scritto, solo
che ora tutto potrebbe finire in un controsenso: è
arrivato a fondo delle radici del problema, cioè di come
la camorra sia sempre penetrata nelle strutture degli
enti pubblici, di controllo e gestione ad ogni livello
politico, del rapporto quasi simbiotico fra camorra e
popolazione e adesso pare diventare il vessillo del
solito ritornello polemico e critico nei confronti dell
istituzioni pubbliche, secondo cui la colpa è della
Stato (che protegge lo scrittore) e mai dell persone o
della collettività.
Saviano è minacciato di morte da dei pericolosi invasati
assassini, privi d’intelligenza, a loro volta
espressione di vasti territori fuori dal controllo dello
Stato, capaci di produrre ricchezza criminale che poi
inquina il mercato. Non c’è nulla da salvare, nel
fenomeno camorrista, come in nessuna altra mafia. Queste
organizzazioni malavitose vanno combattute con tutte le
armi a disposizione della legge, auspicando di poter un
giorno non lontano, vincere la guerra contro la mafia e
la camorra. Serve inoltre la forza della convinzione,
che indichi a quanti vivono ai margini della camorra e
nelle zone in quel modo controllate, la reale
alternativa. Occorre ancora, liberarsi di quella classe
politica che ha fatto finta di non vedere, che ha
riempito i terreni di veleni e le strade di spazzatura,
ma senza dimenticare che quei politici sono ancora i più
votati.
I politici, gli scrittori di fama o gli opinioniosti
importanti invece di scrivere fesserie sulla democrazia
in pericolo, vadano in quelle zone a battersi con la
gente per bene. Ce n’è e merita di sapere che ribellarsi
è possibile, oltre che giusto. Saviano è stato un grande
nel descrivere la quotidianità ma ora dovrebbe evitare
di prestarsi alla tesi camorrista secondo cui ogni
cambiamento è impossibile. La sua vita gli appartiene ma
altrettanto la stessa cosa vale per gli altri campani,
che rassegnandosi muoiono e lasciano morire.
Maurizio Salvati
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