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29 novembre 2008
Costretti ad emigrare 2
Ho letto con interesse il post del sig. Salvatore Azzena che
riguarda i sardi emigrati ed in particolare i maddalenini, che
con acume ha toccato un tasto dolente della comunità isolana,
priva di sbocchi lavorativi, che costringe ad emigrare.
Chi scrive 20 anni fa, dopo essersi diplomato, ha lasciato
La Maddalena ed i suoi cari per intraprendere la propria
attività lavorativa in un settore della pubblica
amministrazione, secondo un clichet seguito da tanti altri
maddalenini.
Purtroppo mio malgrado ho avuto modo di rilevare cher
lasciata l'isola nulla viene fatto per agevolarci, al punto
che siamo considerati alla stregua di turisti da spennare,
quasi fosse colpa nostra essere andati via per trovare un
futuro migliore.
In un mio precedente post dal titolo ..RESIDENTE O NON
RESIDENTE.. mi lamentavo del trattamento ricevuto da chi
gestisce il trasporto marittimo da e per La Maddalena,
infatti pur avendo abitazione di proprietà a La Maddalena ed
essendovi cresciuto non potevo ottenere le agevolazioni
tariffarie da residente (le compagnie di navigazione che
gestiscono i collegamenti da e per il continente mi hanno
sempre fornito agevolazioni come emigrato sardo) ho anche la
"sfortuna", se tale deve ritenersi, di essere nato a Sassari
e chi vede il mio documento e non mi conosce ovviamente
pensa che voglio essere il solito furbo che vuole viaggiare
a scrocco.
Capite bene quindi come si sente chi tornando a casa, dove
per casa si intende il luogo ove si è cresciuti e si hanno
gli affetti più cari, viene trattato da straniero, ribadisco
straniero, ed il richiedere un trattamento pari a chi è
rimasto all'isola, viene guardato di traverso ed è
costretto a dare mille spiegazioni sul perchè e sul per
come.
Per cui non meravigliamoci se poi c'è un disamore verso la
nostra isola da parte di chi emigra e che una volta
sistematosi altrove non ci vuole più ritornare, penso che
con il passare degli anni andrà sempre peggio, per cui non
ci meravigliamoci se una volta emigrati non vogliamo più
tornare all'isola, anche perchè non sapremo cosa fare e
soprattutto essere rispettati capendo che se siamo emigrati
lo abbiamo fatto per necessità e non per divertimento e che
ci è costato fatica e rinunce sotto tutti i punti di vista.
Aggiungo che al mio post del luglio 2008 non ho mai avuto
nessuna risposta.
Distinti saluti.
Pietro Pirina
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