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17 febbraio 2010

 

Ho letto e purtroppo involontariamente ascoltato le gravissime affermazioni di alcuni cittadini maddalenini, tra cui il giornalista Sagheddu, in merito alla "presunta" campagna diffamatoria nei confronti del gruppetto del malaffare Bertolaso & Company. Non voglio neanche discutere sul fatto ovvio che si tratti di un gravissimo esempio di associazione a delinquere, quella in cui un capo unico e assoluto, tal Bertolaso, è responsabile da anni di tutti i grandi eventi che certo nulla hanno a che fare con calamità e disastri o con il concetto di "evento imprevisto". Di certo non credo che neanche un genio del foro quale vorrebbe sembrare il dottor Ghedini nelle sue mirabili affermazioni rivolte all'unico obiettivo di scagionare sempre comunque il suo assistito prediletto riuscirebbe a trovare l'imprevedibilità o la "disastrosità" nell'evento rappresentato dai Mondiali di Nuoto a Roma....o piuttosto, e qui sfioriamo il ridicolo, nei festeggiamenti per il 150° dell'Unità d'Italia.... E' già di per sè scandaloso che l'organizzazione di tali eventi possa essere affidata alla Protezione Civile,che dovrebbe occuparsi di ben altre questioni, di PREVENZIONE in primo luogo e non di interventi "post-mortem" ma ancora più grave a mio avviso è il sistema che ha consentito di arrivare al punto in cui pochi grandi affaristi sono riusciti ad accaparrarsi l'intero mercato della costruzione di opere, grandi e piccole, molte delle quali, se vogliamo parlarne, di grandissimo dubbio circa la loro utilità e la loro necessità.
E a tal proposito come non ricordare in primis l'immenso appalto e con esso l'immenso spreco di risorse e scempio paesaggistico e architettonico che è stato fatto in occasione del G8, poi mancato, alla Maddalena? Isola che io amo come amo la Sardegna tutta, terra fiera e per cui provo un profondo attaccamento, come se fosse terra mia.
Distribuire appalti ad amici e parenti in cambio di altri "favori" è per me reato morale prima che penale di gravissima entità; rendersene complici è egualmente grave; difendere chi questo scempio ha compiuto è immorale. Ma scendere in difesa di questo sistema, oltre che delle persone direttamente responsabili (Bertolaso e gli imprenditori implicati e inchiodati dalle loro vergognose telefonate oggetto di intercettazione) essendo abitanti e figli di questa terra, la Sardegna, La Maddalena, è per me crimine ancora più grave. Stiamo parlando di miliardi di euro RUBATI. RUBATI alla vostra, nostra terra, RUBATI da qualcosa che di sicuro meglio avrebbe potuto essere fatto. Soldi finiti nelle tasche di qualcuno che certo non li impiegherà per costruire ospedali efficienti, scuole per i nostri figli o edilizia popolare dove le persone possano sentirsi veramente a casa e non in un posto lugubre e decadente simile a tane per topi.
Non si può difendere chi ha contribuito a tutto questo: a costruire qualcosa sapendo che non sarebbe stata finita in tempo, che a distanza di pochi mesi già è in decadenza per quanto male è stata fatta e che, sopra ogni cosa, è struttura prima di una qualunque reale, concreta, utilità sociale. La Maddalena, e con lei tanti altri territori, porterà per lungo tempo il segno e le profonde ferite di questi appalti, benchè è noto che si trattasse di un recupero più che di una costruzione ex novo (almeno quello...) e dello spreco immenso di risorse di cui suo malgrado è stata vittima. Vittima voglio sperare ma non complice. Mai vorrei pensare che qualcuno abbia appoggiato questo sistema e mai voglio credere che via sia una parte della stampa disposta ad appoggiarlo e a proteggerlo!!!
Sono grata ai giornalisti veri, quelli che danno le notizie nei dettagli e facendo nomi e cognomi, affinchè l'opinione pubblica si possa formare, responsabilizzare e possa così difendersi da un sistema che viola profondamente le basi del vivere civile!
Con profondo sdegno mi oppongo dunque, per fortuna non da sola ma con sempre più persone che vedono e sentono ciò che sento io, a chi, soprattutto giornalista e con precisi doveri di cronaca, difende e copre queste infamità.
 
Roberta Cerruti

 

 

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