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20 agosto 2005

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Scrittore francese codifica l nuovo linguaggio

Strana vita all'ombra delle schede prepagate. Cadono i tabù, nascono e finiscono gli amori

Cellulari: il 75% degli italiani lo usa per utilità

I simboli usati dai più fanatici

 

Scrittore francese codifica ll nuovo linguaggio

  Ricordate "la quercia e la canna?" di La Fontaine? Bel francese, limpido, cartesiano. Intere generazioni hanno allegramente sudato (e meditato) sul duetto tra l'arrogante alberone ben punito dalla tempesta e la giudiziosa cannetta. "La quercia un giorno disse alla canna: hai ben ragione di accusare la natura. U usignolo per te è gia un pesante fardello, Il minimo refolo che increspa la superficie ti obbliga a chinare la testa....". Provare a leggerla così : "Le ch'n 1 jr 10 O rozo vs'za VA bi'! su'G d'a' Ozè la Natur.... eccetera eccetera." Non è una panne del computer e neppure un saggio di scrittura automatica di qualche dadaista sopravissuto. E' semmai una traduzione perfetta: nella nuova metalingua portatile, l'esperanto del Rinascimento sms. Tra cinque, dieci, vent'anni il nuovo Victor Hugo vi arriverà così sul vostro telefonino.

  Phil Marso ha la stoffa dei benefattori dell'umanità. Scriveva con successo romanzi polizieschi. Poi si è fatto le ossa col boicottaggio della "Telerealité": da un sito invitava a deporre sacchi della spazzatura davanti alla sede televisiva specializzata nell'obbrobrio in prima serata. Infine a capito che dentro il gorgogliante latinorum dei messaggini scambiati sui portatili, nelle ciarle sincopate degli adolescenti e non, si celava la nuova letteratura dalla umanità. Anzi, una nuova lingua. A patto: che il balbettamento personalistico, la fantasia genialmente riduttoria abbia una regola, una grammatica, un dizionario e una biblioteca di classici. Signori, qui bisogna disfare la torre di Babele. "Per carità - si affanna a spiegare - la libertà creativa è fantastica, nessuno vuole imporre catenacci,. Ma è necessario unificare il nuovo genere letterario che poi si può trasferire dal telefonino alla carta, e dargli riferimenti precisi con la lingua francese in modo che tutto il mondo lo possa decifrare".

  Marso propone di fare così: si aggiungono alle lettere e alle cifre dei segni come l'apostrofo prima o dopo la lettera per differenziare i finali in "er", "ère" o lettere prese in prestito da lingue straniere e come la "Y" per pronunciare "gneu". Esempio: Turin si scrive Tu'l, bleu diventa bl'E, e via dicendo. Altro che la logica sparagnina del telefonino, compattare le frasi per spendere meno, e non far capire nulla ai non iniziati. Siamo alla perizia sopraffina delle maiuscole e delle cifre, al rococò dell'apostrofo. Filippo Tommaso Marinetti sarebbe estasiato.

  Marso ha già composto una grammatica che si chiama "CP SMS"; e poi alla pratica inventando i compiti delle vacanze. si va sul sito www.profsm.com e si impara lezione dopo lezione a scrivere gli sms come si deve. Gli allievi internauti spediscono per e mail il compito e ricevono la versione corretta secondo le regole dell'sms classico. Tra gli allievi ci sono anche alcuni professori veri decisi a trasferire, a rischio dell'impiego, l'esperienza anche nelle loro classi. Un insegnante universitario belga, un pioniere, vuole Marso in facoltà per un corso a ottobre. Siamo già alla libera licenza o quasi.

  La cultura ufficiale lo ha seppellito invece sotto l'esecrazione: come osa questo iconoclasta tecnologico mettere le zampe sul francesi di Racine? Buon segno. Non hanno capito niente. Perché Marso può salvare la diletta francofonia, difesa penosamente dalla Crusca dei dottoroni della "Academie", ormai accerchiata dall'english. Una marea di portatili fervorosi può riportare il francese alla universalità dei tempi di Diderot e di Voltaire.

  Lui ha gia cominciato a costruire la nuova biblioteca con un libro dal titolo "Pa sage a Taba". Un giallo naturalmente redatto in sms accademico: "Bob KanCrOo è surpri a mini8 avk" rempli 2Mego. La polisse le surveillè 2pui de...." Trovare l'assassino senza finire i compiti delle vacanze è impossibile.

 STRANA VITA ALL'OMBRA DELLE SCHEDE PREPAGATE. CADONO I I TABU', NASCONO E FINISCONO GLI AMORI

  Il messaggio breve inviato via telefono sta avviandosi ad essere la metrica per raccontare la contemporaneità. Potremmo inventarci "il centumesagintametro" per definire i 160 caratteri su cui si sciorina l'epica del nostro tempo. Il ritmo su cui saltellano ogni giorno milioni di surrogati di relazioni, brandelli di ideologie, condensati di filosofie, tutto nella sintesi del display di un telefonino. A metà del 2004, il volume di traffico annuo di sms era in tutto il mondo di circa 500 miliardi di messaggini. Solo in Italia ne sono stati inviati 22 miliardi, più o meno 60 milioni al giorno. Il fenomeno è in continua crescita, ogni giorno si snodano infinite catene di versi in libertà, utilizzano un canale di scrittura, ma in realtà rispecchiano un linguaggio parlato, una parola sincopata che si restringe, si interrompe, si adatta alla necessità di essere contenuta in uno spazio angusto. Facendo questo ci si omologa a un linguaggio sicuramente più povero, ma che comunque riesce a far riemergere sensazioni che la comunicazione verbale, sempre più frettolosa e superficiale, parrebbe spesso non più capace ad evocare.

Pause emozionali e intonazioni vengono raccontate con parentesi, asterischi e punteggiatura varia impropriamente usati, nulla di nuovo forse per chi è abituato a relazionarsi attraverso protesi elettroniche, ma assolutamente sconvolgenti quando dal computer, elitario e difficilmente accessibile, sono tracimate al telefono cellulare, amplificatore dei sensi a cui nessuno sa più rinunciare.

Difficile risalire alle cause per cui un apparecchio per parlare si sia mutato in una piccola macchina per scrivere. Forse il minor costo di questa modalità, forse la possibilità di segnalare la propria presenza senza essere impegnati in una conversazione. Sta di fatto che la maggior parte di noi è connessa a una cerchia di persone con cui ci scambiamo messaggi, questo ci regala l'incommensurabile sensazione di essere sempre «dentro». Zygmunt Bauman parla addirittura di «invulnerabilità», è forte la sensazione che si prova quando ci si sente avvolti da una rete di messaggi. Il mondo con cui siamo connessi ci scrive, quindi siamo in vita.

Poco importa quanto sia illusorio il fatto che quel mondo sia circoscritto ai soli nomi memorizzati nella rubrica del nostro cellulare, sono quelli gli umani da cui cerchiamo attenzione, non altri. E' un ricevere frasi le cui parole sono tagliuzzate e violentate, ma per dire il più possibile nel minor spazio, un moderno residuo del fabbricar versi. Spesso, soprattutto se le circostanze aiutano, un messaggio scritto è capace di scardinare ogni nostra cautela nei confronti del prossimo, la modalità tecnica di trasmissione è recentissima, ma la forma scritta è arcaica e desueta, ma proprio per questo carica di un potere fascinatorio con cui siamo disabituati a misurarci, molto spesso ci sorprende vulnerabili. Quante oneste donne conosciamo, sedotte da uomini rapaci che le hanno sommerse di sms. Tra amici e colleghi di lavoro, quanti padri di famiglia abbiamo veduto arrovellarsi, con accanimento sospetto, in uno scambio di messaggini alieno al grigiore delle loro tempie. Chi non conosce un romanzo d'amore nell'epoca delle schede prepagate, chi non ha avuto sentore di aver lambito la tentazione in scala industriale per colpa dell'adulatore elettronico. Un subdolo trasportatore di messaggi, capace di far tremare le ginocchia agli umani disabituati al corteggiamento esplicito.

Non esiste più esperienza nelle cose d'amore, né tanto meno prudenza nel seguire la perdizione dei sensi, di fronte al malandrino e sconvolgente messaggio breve. Centosessanta battute che scardinano ogni baluardo della pudicizia femminile o della tenuta etica maschile, ma alla stessa maniera, in assenza di segnale, possono far precipitare chi attende nella più cupa depressione. Gli uomini stanno imparando che nei momenti cruciali è anche comodo ed efficace affidare il peso di una propria decisione ai bit incorporei e volatili. Il messaggino breve sposta il rapporto tra due umani allo scambio di dati tra due meccanismi. La macchina è ruffiana, sfacciata e spudorata, noi abbiamo molto da imparare da lei ingabbiati in modelli, convenzioni, ruoli incerti. In particolare la macchina sparamessaggi è martellante, instancabile e onnipresente. Non c'è momento della giornata in cui essa non possa fare pressione sulla sua vittima, vuoi per vendere, vuoi per consigliare, vuoi per chiedere. Con l'sms si accendono storie, ma si interrompono illusioni senza l'imbarazzo nella voce. Si licenzia, si ferisce, si turlupina e si cerca il consenso, si tradisce. Basta comprimere il tutto nella lingua dei messaggini, sicuramente farlo sembrerà più lieve.
 

Cellulari: il 75% degli italiani lo usa per utilità
Stesso utilizzo per gli sms.
Più 'innovativo' l'invio di mms

Il cellulare è usato in vacanza dai turisti come uno strumento utile. Lo afferma Telefono Blu, che ha effettuato un'indagine in base ai contatti ricevuti nell'ultima settimana da mille telefonate ricevute. L'indagine mirava a capire se i nuovi cellulari venduti a furor di promozione questa estate avessero avuto un impatto diverso dal solito, cioè quello di dilettare e far giocare.
Il risultato sorprendente è- afferma l'associazione dei consumatori-, che il 75% degli utilizzatori del telefono cellulare (si ricorda che in Italia dall'età di 15 anni sono tutti praticamente possessori di almeno un telefono mobile) lo usa per motivi di utilità e non per divertimento, anche rispetto alle innovazioni derivate dall'umts (cioè la frequenza larga). Fra gli utilizzatori, il 33% lo usa in vacanza per sapere dove si trova un parente e anche per fargli auguri o solo sentire come va (in particolare i figli, i genitori o parenti rimasti a casa), il 24% per organizzare la serata, il 10% per preparare cena e pranzo, il 5% per motivi di lavoro, il 3% per videochiamate. Il restante 25%, invece, lo utilizza per funzioni più avanzate, come collegarsi a stazione mobile tv e radio (5%), verificare il meteo (7%), scaricare musiche, suonerie, video, eccetera (oltre il 10 %), altre informazioni, come lo sport, (3%). L'indagine ha poi cercato di sapere come vengono utilizzati gli sms e gli mms (in forte crescita proprio dal mese di giugno).
Per gli mms, guida la classifica la foto in vacanza inviata ad amici e parenti (circa il 35%), segue l'invio di musiche ed immagini, anche filmate (20%), poi i tormentoni dell'estate musicali o parlati (15%), e infine l'utilità documentale. Gli sms, invece, vengono usati come le telefonate, per intrattenere rapporti parentali (40%), il 30% per organizzare giornate e serate, ed il restante per motivi più banali.
Secondo l'associazione i consumatori/turisti italiani hanno imparato ad usare molto meglio le promozioni e hanno imparato anche a risparmiare, oltre che a utilizzare il cellulare come un utile strumento. Nonostante tutto, la spesa si è alzata ulteriormente (incentivata soprattutto dalle carte prepagate) e, secondo l'associazione, il margine di crescita è ancora enorme.

 

I simboli usati dai più fanatici

1) ci sei = C6 14) Tu sei = tu6 28) Amore a prima vista = lafs (love at first sight)
2) Rotto = R8 15) Più o meno = +o- 29) Restiamo in contatto = KIT (keep in touch)
3) Treno = 3no 16) Mi fai venire sonno = zzzz 30) ci vediamo presto = SYS  (see you soon)
4) Bene = bn 17) Ti voglio bene = tvb 31) Secondo me = IMO (in my opinion)
5) Capito = cpt 18) Ti voglio tanto bene = tvtb 32) Buona notte = hagn (have a goog night)
6) Interessante = int 19) Ti amo tanto = tat 33) Per favore = pls (please)
7) Comunque = cmq 20) Flirtiamo? = fli? 34) Sciocchezze = (@@)
8) Qualcuno = qlq 21) Mi sono innamorato di te = msidt 35) Sei fuori, sei pazzo = (&&)
9) Qualcosa = qls 22) Bacio =ba 36) Fatto, ubriaco = %-)
10) Che = ke 23) Coccole = coc 37) Baci e abbracci =[]
11) Per = x 25) Mi dispiace = midi 38) Flirt = @;-)
12) Perché = xké 26) Non ti merito = ntm 39) Bugiardo = :----)
13) Messaggio = msg 27) Togliti dai piedi = tdp 40) Stai zitto = :x

 

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