| 1 Novembre 2006
Acqua, il caso delle bollette
«Il Comune risarcisca i cittadini»
Filigheddu (Ds): «Inutile
rimandare, Abbanoa non pagherà»
Dopo circa un anno si parla nuovamente delle bollette dell’acqua.
Proprio avant’ieri il giudice di pace ha ancora una volta condannato
il Comune della Maddalena al pagamento di diverse utenze. Ora tocca al
Consiglio Comunale occuparsi nel più breve tempo possibile del
problema, visto che tra un mese i servizi idrici e di depurazione
verranno gestiti da Abbanoa, che non dovrà farsi carico del pregresso,
come prevede la legge. Abbanoa non potrà risarcire gli utenti che hanno
sempre pagato per intero la bolletta dell’acqua, con il rischio per
questi ultimi di perdere il credito che vantano, secondo la sentenze del
giudice di pace, nei confronti del Comune.
Sull’argomento è intervenuto con una nota il coordinatore
cittadino dei Ds Stefano Filigheddu, che ha ricordato al sindaco Angelo
Comiti e all’amministrazione comunale che «un collegato alla
finanziaria del 2007, condanna tutti gli enti locali che non erogano i
servizi idrici all’interno dei canoni stabiliti dalle norme. La non
potabilità dell’acqua non è un fattore previsto dalla legge. Lo
stesso collegato contempla che i rimborsi ai cittadini devono essere
effettuati stralciando dalle bollette il credito vantato. La decisione
che il sindaco ha assunto è quella di ricorrere in appello contro la
sentenza del giudice di pace».
«Consideriamo - si legge ancora nella nota - estremamente grave
questa decisione perché si pone contro lo stato di diritto e mette a
rischio le casse comunali perché non è altro che un tentativo di
rimandare ad altri questo annoso problema con la probabile conseguenza
che il comune sia condannato. L’accanimento del sindaco contro chi ha
sempre diligentemente pagato le bollette, non fa altro che alimentare la
sfiducia nelle istituzioni e allontana sempre più la gente al rispetto
delle regole incentivando così l’evasione e l’anarchia fiscale».
«Sappiamo - aggiunge Filigheddu - che caratterialmente il Sindaco
non è avvezzo a riconoscere i propri errori ed è per questo che ci
rivolgiamo al presidente del consiglio e ai consiglieri comunali tutti
che hanno manifestato particolare sensibilità verso questo problema in
un ottica di giustizia sociale non condividendo il ricorso in appello
del Sindaco».
«I Ds - conclude Filigheddu - della Maddalena ritengono che
questo sia un problema da gestire nella programmazione e dunque di
competenza esclusiva del Consiglio comunale, in cui il sindaco potrà
riscontrare le divergenze di vedute con la sua stessa maggioranza. Ci
auguriamo che questo non sia il deterrente per non portare l’argomento
in aula».
ANDREA NIEDDU
Fonte: "La Nuova
Sardegna"
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