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La Nuova Sardegna"

 

MERCOLEDÌ, 01 NOVEMBRE 2006

Compagno manesco, alunni a casa

Singolare protesta dei genitori di un gruppo di ragazzi che frequentano le scuole medie Garibaldi 

   Singolare iniziativa dei genitori di un gruppo di ragazzi che frequentano la scuola media: i figli restano a casa in segno di protesta per la presenza nella classe di uno studente con le mani lunghe, che ha picchiato i compagni in diverse occasioni.
 Una situazione delicata, che è stata denunciata dai genitori con lettere indirizzata a Procura e Tribunale dei minori, al Provveditorato agli studi, al dirigente scolastico e ai servizi sociali. I genitori degli alunni della classe dell’istituto Giuseppe Garibaldi, hanno espresso la loro grave preoccupazione per la situazione di disagio che si verifica dall’inizio dell’anno. Protagonista un alunno che ha gravi difficoltà e problemi di disagio familiare, il tutto si manifesta con atteggiamenti aggressivi e violenti nei confronti dei compagni e l’insofferenza verso gli stessi insegnanti. Nella lettera, i genitori precisano che, nonostante la totale solidarietà nei confronti del ragazzo, «non possiamo soprassedere alla situazione di estrema gravità creatasi all’interno della classe con totale impossibilità degli insegnanti di svolgere il proprio lavoro, impossibilità dei compagni nel seguire le lezioni, e la nostra preoccupazione per deprecabili atti di violenza già verificatisi in forma di minacce, provocazioni e pestaggi».
 I genitori chiedono l’urgente intervento degli organi competenti affinché si adoperino per risolvere il problema. Rimarcano anche l’importanza della scuola media nel consolidamento della formazione culturale, caratteriale e di vita dei ragazzi, pertanto «riteniamo inaccettabile che i nostri figli siano costretti a rinunciare a tutto ciò, solo perché chi di dovere non mette in atto tutte le azioni necessarie per risolvere il problema».
 «Appare superfluo - termina la lettera dei genitori - sottolineare che, dal momento che gli alunni varcano la soglia dell’istituto, sono sotto la diretta responsabilità civile e penale del personale scolastico docente e non docente. Pertanto noi genitori saremo inflessibili nel perseguire tali responsabilità nel malaugurato caso dovesse avvenire tutto quello che possa ledere l’incolumità fisica e psicologica dei nostri ragazzi». I genitori pongono un ultimatum: o si risolve il problema entro 10 giorni o ricorreranno alle vie legali.

 

 

 

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