Scrivici

CRONACHE

ISOLANE

Link's
Home Page

 

Vai a: Notizie varie dalla stampa 2006

 Vedi come pubblicizzare un evento si questo Sito 

"L'Unione Sarda"

Sabato 2 settembre 2006

Alla Maddalena soffia il vento di boom

Grazie al richiamo del Parco arrivi cresciuti del 25 per cento

    Qualche albergatore sente ancora i postumi della crisi degli anni scorsi, ma bar e ristoranti stanno facendo affari d'oro. Non si parli di barche di tutte le dimensioni. C'è aria di boom del turismo in una Maddalena non particolarmente scossa (salvo i diretti interessati) dall'addio annunciato dei sommergibili nucleari Usa e dalle truppe a stelle e strisce. Al solito i numeri sfuggono alle statistiche, perché la maggior parte dei vacanzieri affitta (in nero) case in paese e nelle campagne. E i 1.350 posti letto alberghieri non fanno molto testo. Ma è il Parco a far gridare alla ripresa dopo il calo del triennio 2003-2005, sulla base del numero dei biglietti venditi ai passeggeri dei traghetti e ai proprietari di barche che nelle scorse settimane e ancora oggi occupano Porto della Madonna e altre insenature dell'Arcipelago. "Già la scorsa settimana abbiamo superato i risultati del 2005 negli incassi da biglietti di ingresso in terra e a mare, arrivando a quota 775 mila euro", spiega il direttore Vincenzo Satta. "Siamo al 25 per cento in più, e mancano ancora alcuni mesi utili per i visitatori dell'Arcipelago".

   Dall'osservatorio del Comune il Sindaco Angelo Comiti conferma la svolta: "Nessuno parli di boom o di economia che va a gonfie vele, ma la stagione e ottima. Gli alberghi e le case sono strapieni. E gli arrivi si susseguono. Certo, il Parco rappresenta un importante valore aggiunto dal punto di vista dell'immagine e della promozione, anche se è gestito malissimo. Le barche in porto? Da noi non sono un test attendibile perché Cala Gavetta è sempre stracolma ma è troppo piccola rispetto a un mercato potenziale enorme".

    Con le cautele del caso, Comiti e gli altri amministratori sembrano convinti di poter costruire per La Maddalena e i suoi dodici mila abitanti un modello di sviluppo che possa far dimenticare grazie al turismo e ai modelli dell'Arcipelago (da Budelli a Santa Maria, da Spargi a Razzoli, senza trascurare Caprera), il passato di isola avanguardia della Marina Militare italiana e poi americana nel Mediterraneo. Riusciremo a garantire un futuro ai nostri dodici mila abitanti, puntando soprattutto sulle nostre risorse, compreso Garibaldi, del quale festeggeremo il prossimo anno il bicentenario della nascita con manifestazioni di grande rilievo", sostiene Gianfranco Dedola, assessore alla Cultura. "Una delle premesse della svolta è che nasca un nuovo clima fra le istituzioni che governano il territorio e l'Arcipelago, superando le arroganze del passato".

   La presidenza di Gianfranco Cualbu è stata in effetti segnata da forti contrasti fra il Comune e i dirigenti del Parco. oltre che con la Regione. Ma ora tutti vogliono seppellire l'ascia di guerra. "Quando c'è stato da rispondere a chi credeva di essere il Messia o un caporale di giornata l'ho fatto", dice il l'avvocato dirigente di An Cualbu, "ma io sono il primo a credere nella collaborazione fra istituzioni. Abbiamo organizzato il Parco coinvolgendo, rispetto ai dodici stabili, oltre 70 dipendenti, soprattutto ragazze, e senza chiedere denari ma anzi tentando di spendere quelli che abbiamo, oltre 2,5 milioni di euro l'anno, oltre a 4 del passato si qui bloccati dalla legge finanziaria. Stiamo predisponendo un piano del Parco che magari sarà portato avanti dai nostri successori (noi andremo in scadenza nel 2007) ma che intanto deve cambiare".

    Interessante la scelta, sulla quale dovrà ovviamente pronunciarsi il Comune ("ma noi - dice Cualbu - siamo partiti dal Piano Urbanistico approvato in Municipio") di non riversare altro cemento sulle coste per gli alberghi a quattro e cinque stelle ma di riconvertire fortini e costruzioni militari gia esistenti. "Gli ambientalisti sono con noi", dice il presidente del Parco che nei pochi mesi ancora a sua disposizione punta a mettere in piedi un Piano molto ambizioso.

    Saranno certamente altri ad assumere le scelte finali, ma certo non c'è tempo da perdere, come sanno anche in Comune. "Abbiamo tanta carne al fuoco - dice il sindaco Comiti - speriamo di non bruciarci". 

   Sarà un autunno particolarmente interessante quello della Maddalena, che dopo due secoli di economia fondata sulla presenza dei militari (il solo Arsenale nel dopoguerra aveva superato i 1200 dipendenti) si sta inventando un futuro basato su un patrimonio naturale straordinario. Pochi al mondo dispongono di gioielli come Budelli con la sua Spiaggia Rosa, Caprera, Spargi, Razzoli, Santa Maria e via elencando. I gioielli di famiglia hanno un valore inestimabile. Solo una gestione folle e dissennata potrebbe dilapidare il patrimonio.

   Un patrimonio sopravissuto alla presenza militare, anche quella dei sommergibili nucleari affidati alle cure della nave appoggio nell'isola di Santo Stefano, proprio di fronte alla celeberrima scuola di vela di Caprera. Mancheranno, se e quando i soldati yankee andranno via, diverse centinaia di affitti, spesso in nero, piuttosto elevati. Ma si libereranno molte abitazioni per i turisti. In un isola priva di altre risorse economiche, tutto passerà per il turismo e il Parco. Interessante e la presenza di una quarantina di pescatori che, in collaborazione con il Parco, stanno sperimentando interventi per migliorare qualità e quantità del pescato. Nel centro di educazione ambientale di Stagnali, a Caprera, è in corso anche un esperimento di allevamento di aragoste.

    La Maddalena può, insomma, soltanto crescere se sarà capace di investire sul turismo sostenibile e saprà attrezzarsi con servizi e strutture. Oggi i visitatori sono prevalentemente giornalieri: Arrivano da Santa Teresa, Palau, Cannigione, sui barconi che ogni giorno portano da tre a quattro mila vacanzieri stipati come sardine. Arrivano da terra sui traghetti, si riversano sulle spiagge e vanno via a sera. "In effetti - spiega Marilde Massimetti, imprenditrice dell'Hotel delle Isole - si registra una tendenza a un accorgimento dei tempi e della permanenza alla Maddalena. E anche un calo delle prenotazioni, con l'emergere di un turismo dell'ultimo minuto. Ma se si considera che la gran parte dei turisti dell'Arcipelago è italiana, penso che le cause di questo fenomeno sia la crisi economica generale del Paese, i cui effetti si dispiegano anche nell'accorciamento del periodo di vacanze".

   Curiosamente, la presenza di un Parco Nazionale può consentire se non di allungare il periodo di ferie quanto meno di dilatare la stagione, facendola iniziare ad aprile e facendola finire ad ottobre. Ma questa è la sfida del futuro in una Maddalena che ha intanto risolto alcuni problemi come la riapertura dello stabile della casa di Giuseppe Garibaldi, assalita (e chiusa) un anno fa dalle zecche. Al Parco segnalano di essere intervenuti loro per la disinfestazione ma anche per garantire un servizio di 14 guide. Un altro esempio di collaborazione fra istituzioni che appare una strada obbligata se si vuol cambiare registro dopo gli anni delle polemiche fra Comune, Regione e dirigenti del Parco.

Giancarlo Ghirra

 

 

Vai a: Notizie varie dalla stampa 2006

 

Home Page