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"L'Unione Sarda"

Sabato 4 novembre 2006

Il Club Med non riaprirà nel 2007

    Il Club Med di Caprera non aprirà i suoi battenti la prossima estate 2007. Ottanta posti di lavoro saranno così bruciati, perché l'organizzazione di vacanze con sede a Parigi ha richiesto, da tempo, alla Regione, l'autorizzazione a procedere ad una radicale modificazione dei circa 600 tucul che compongono il villaggio di Cala Garibaldi. Dopo 50 anni di onorato servizio, quello che fu battezzato agli inizi degli anni '50 del secolo scorso il "Villaggio Magico" non ospiterà i circa 1200 turisti che ogni anno lo affollano e creano un discreto volano commerciale nell'isola. Non esisterebbero più le condizioni logistiche adeguate per ospitare una clientela sempre più esigente, ma le decisioni a Cagliari non sono ancora state prese, anzi sono indirizzate in senso negativo. Per l'assessore regionale all'Urbanistica l'attuale sistema logistico del Club Med collide fondamentalmente con i canoni esposti nei Piani Paesistici Regionali per cui sarebbe necessario uno spostamento della volumetria totale dalla zona prossima al mare e concentrarla più lontano, così da rendere la struttura pari ad un albergo a cinque stele.

   A rendere nota questa decisione è stata la direzione che ha così voluto protestare contro la mancata approvazione del piano di ristrutturazione predisposto da circa un anno: modifica integrale della struttura dei tucul, eliminazione dei servizi igienici esterni, accorpamento degli stessi all'interno dei tucul, recupero degli spazi con un impatto più morbido sull'ambiente.   Tra qualche giorno, la dirigenza del Club Med sarà a Cagliari presso l'assessorato regionale per ridiscutere le linee guida del progetto. Un budget di 40 milioni di euro è pronto per intervenire e soddisfare alle nuove esigenze del mercato turistico. Alla ristrutturazione del Club Med di Caprera sarebbe stata data la priorità mondiale su tutti i centri di vacanza.

   La mancata apertura della stagione 2007, in concomitanza fra l'altro dei festeggiamenti del bicentenario garibaldino, potranno, porterà ad una drastica riduzione dei posti letto e dei posti di lavoro stagionali ma la cosa potrebbe essere parzialmente evitata, si lascia intendere a Parigi, se l'assessorato all'urbanistica regionale venisse incontro alle esigenze della programmata ristrutturazione.

Francesco Nardini

 

 

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