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Da "Il Sardegna"

 

 Domenica 12 novembre  2006

Bollette dell'acqua non pagate: L'Adiconsum contro il Sindaco

   Minaccia di ricorrere alla Corte dei Conti e all Procura della Repubblica contro il Comune della Maddalena "per danno erariale. E perché il Comune non sta facendo abbastanza per rendere l'acqua potabile". Poi invita la cittadinanza "a cambiare Sindaco. Perché se Comiti continua a rimanere, porta al disastro il Comune. E' durissimo il segretario regionale dell'Adiconsum Giorgio Vargiu, intervenuto ieri in città sulla infinita vertenza delle bollette dell'acqua non pagate.

   Vargiu vuole vederci chiaro e magari ricorrere alla giustizia, perché i maddalenini continuano a pagare le bollette dell'acqua in maniera forfettaria e non solo la metà di quello che consumano, come hanno sancito numerose sentenze del giudice di pace motivate dal fatto che quella che scorre nei loro tubi non è acqua potabile. Perciò, sono già centinaia i ricorsi presentati al giudice di pace. E cosa ancor più di peso, sono migliaia i maddalenini che l'acqua l'hanno  pagata sempre a tariffa intera. Se questi cittadini si svegliassero esigendo la metà della tariffa corrisposta, fa capire Aldo Kersevan, avvocato per l'Adiconsum, il Comune rischierebbe la bancarotta. Le sue casse si prosciugherebbero, e a pagare, ancora una volta, sarebbero i cittadini. Un diritto al rimborso, questo di chi ha sempre pagato la bolletta intera, avvalorato anche dalle ultime sentenze del giudice di pace e testimoniano da tutta una serie di ordinanze dei sindaci che si sono susseguiti negli anni. Ma i maddalenini avranno anche il risarcimento di ciò che hanno speso per approvigionarsi di acqua da bere per cucinare. Di tutte le bottiglie che hanno dovuto acquistare, dei viaggi che hanno dovuto fare per riempire i loro bidoni nelle fontane dei paesi vicini. Una storia, questa della bollettazione e dell'acqua che, alla Maddalena, è in ballo da almeno un anno. A partire da quando, dagli uffici del Comune sono partite 1047 decreti ingiuntivi per morosità totale  o per aver pagato l'acqua per metà. A quel punto partirono i ricorsi. La lettura del contatore non è mai stata fatta, e i consumi sono sempre stati calcolati in maniera forfettaria. Poi l'apertura di un tavolo di trattative che non ha mai avuto esiti concreti. Ora arrivano le prime sentenze a favore dei cittadini. E le promesse dell'Autorità d'ambito di dare alla Maddalena dodici milioni di euro e acqua fresca e pulita.

La Chiave 

1) Le ragioni dei morosi

    Fu il commissario prefettizio Ignazio Portelli a sollevare il problema delle bollette non pagate evidenziando gli ammanchi nelle casse che si ripetevano da anni. Nel 2004 vennero emesse circa 1200 ingiunzioni indirizzate ad altrettante famiglie maddalenine.

2) I ricorsi al Giudice di Pace

   Da quel momento sono partite centinaia di ricorsi al Giudice di Pace. Motivati dal fatto che, vista la non potabilità dell'acqua, gli utenti sostenevano di non dover pagare per intero le bollette. Molte le sentenze che hanno dato ragione proprio ai cittadini.

3) Comune: rischi di bancarotta

    Il Giudice ha anche riconosciuto i rimborsi ai cittadini per le spese sostenute a causa della mancanza del servizio idrico.

I Dati 

I primi casi nel 1999

   I primi casi di morosità vennero scoperti nel 1999, quando l'amministrazione affrontò una grave crisi finanziaria dell'Ente.

Portelli: pugno di ferro

   A chiedere i soldi ai cittadini fu per primo il commissario prefettizio Ignazio Portelli, che emise 1200 ingiunzioni.

   

    

 

 

 

 

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