Scrivici

CRONACHE

ISOLANE

Link's
Home Page

 

Vai a: Notizie varie dalla stampa 2006

 Vedi come pubblicizzare un evento si questo Sito 

La Nuova Sardegna"

Sabato 9 settembre 2006

LA Maddalena a Una svolta

"via della base Usa nel 2008: grazie Sardi"

La smobilitazione comincerà a ottobre con la nave appoggio Emory Land

   Il lungo addio dello zio Sam, cominciato il 22 novembre dello scorso anno, si concluderà dunque nella primavera del 2008. Parola del segretario di Stato americano Donald Rumsfeld che, in una lettera al inviata al ministro della Difesa Arturo Parisi, ha anche anticipato che il "cuore" della base della Us Navy, e cioè la nave appoggio Emory Land, leverà le ancore il primo ottobre 2007. Qualche ora dopo l'annuncio ufficiale di Parisi, ecco la conferma da Washington, con una nota diffusa dal Pentagono: "Alla luce dello scenario odierno della sicurezza, e in base al riallineamento e alla trasformazione del Comando Europeo delle forze Usa, è stato stabilito che non sono più necessarie le capacità offerte dalla Naval Support Activity (NSA) della Maddalena".

   Neanche una parola sul dove andranno la Emmory Land e i suoi immensi "cuccioli d'acciaio" con il cuore nucleare. E' comunque molto probabile che la candidata numero uno ad ospitare la base base appoggio per i sommergibili atomici americani sia Incerlik, in Turchia.

   Il "divorzio" tra la Us Navy e La Maddalena si consuma così in modo indolore, senza strappi polemici, trentaquattro anni dopo l'arrivo dell'incrociatore Springfield nell'Arcipelago. Tra sorrisi e ringraziamenti diplomatici. Trentaquattro lunghissimi anni, sicuramente non facili, tra segreti mai svelati, dubbi, tensioni e risse politiche. Ed episodi inquietanti ancora non chiariti, come l'incidente al sommergibile Hartford. 

   Misurata la soddisfazione del governatore Renato Soru, che per due anni ha combattuto un'ostinata battaglia per allontanare i sommergibili Usa dalla Sardegna: "Sono molto contento e ringrazierò ancora domani il ministro della Difesa Parisi". Soru ha manifestato lo stesso aplomb di qualche mese fa quando apprese la prima notizia, alla fine dello scorso anno, della decisione Usa di dismettere la base di Santo Stefano e anche quando, il 9 giugno scorso, il ministero della Difesa aveva "girato"alla Regione una comunicazione del Dipartimento della Difesa americano che annunciava la dismissione della Base Usa di appoggio ai sommergibili a propulsione nucleare  entro la primavera del 2008. Soru sarà oggi alla Maddalena per partecipare  con Parisi alla cerimonia di commemorazione dei caduti della Corazzata Roma, affondata il 9 settembre 1943. cioè il giorno successivo alla firma dell'armistizio.

   Soddisfatto anche il Sindaco della Maddalena, Angelo Comiti, che sulla partita della base Usa ha sempre avuto una posizione molto netta. E cioè: via i sommergibili, ma l'Arcipelago deve avere subito un disegno chiaro del proprio futuro economico e sociale. "E un annuncio che ufficializza ciò che era gia stato reso noto e toglie ogni dubbio" dice Comiti. Che subito aggiunge "Domani mattina avremo modo di discutere nei dettagli con il ministro Parisi lo smantellamento della base Usa.

   Alle dichiarazioni di gratitudine nei confronti della Sardegna espresse da Donald Rumsfeld, il sindaco sindaco della Maddalena replica positivamente: "E' il primo grazie ufficiale che riceviamo dal segretario di Stato americano: finora ce l'aveva riferito solo l'ambasciatore statunitense in Italia. Gli americani sono stati nel nostro territorio per 34 anni, non è mai avvenuta un'integrazione totale, tuttavia non abbiamo neppure avuto grossi problemi. Abbiamo infatti avuto delle divergenze di idee sull'uso dei sommergibili a propulsione nucleare per ovvie ragioni, ma per il resto i rapporti tra noi e loro sono stati sempre abbastanza tranquilli".

  "Se loro vorranno rimanere qui, - conclude il sindaco - partecipare al processo di riconversione economica, investire, saremo ben lieti di coabitare ancora in futuro". 

   Per il senatore Diessino Gianni Nieddu, membro della Commissione Difesa, il governo Prodi oggi ha incassato una cambiale di credibilità. "In pochi mesi dice infatti - ha ottenuto ciò che il centrodestra non era riuscito a fare in cinque anni. Evidentemente questo esecutivo ha una sua autorevolezza internazionale e gli americani hanno correttamente preso atto di una nuova volontà politica con tranquillità. In amicizia".

   "Ora - dice ancora Nieddu - si apre una fase molto delicata: difendere i posti di lavoro dei dipendenti civili della base Usa e riconvertire economicamente l'Arcipelago. Per la prima questione, occorre immediatamente una legge ad hoc e una copertura finanziaria da reperire nella legge contabile che si sta attualmente discutendo, per il secondo problema, la strada migliore sia quella di organizzare subito una conferenza di di servizi, mettendo allo stesso tavolo ministeri e amministrazioni. Si eviterebbero così inutili e pericolose perdite di tempo e si seguirebbe un percorso chiaro e trasparente".

Già, la riconversione economica di La Maddalena. Nieddu mette il dito nella piaga. Perché se è vero che gli americani dopo aver annunciato il programma ora presentano anche il calendario, qualche complicazione potrebbe nascere con la Marina Militare italiana. Nella riorganizzazione generale della Difesa, infatti, la Marina ha previsto di abbandonare progressivamente La Maddalena, ma non sembra molto propensa a restituire alla Regione i suoi "gioielli". Primo fra tutti, l'Arsenale. Una struttura che tutti considerano, ha ragione, il cuore di una nuova e possibile economia. Da circa due anni si sta sviluppando una guerra sotterranea pere mettere le mani sull'Arsenale.

   Mentre da una parte il Presidente Soru sembra vedere con favore l'ingresso del principe ismaelita Karim Aga Khan, dall'altra la tecnograzia militare è sembrato voler favorire una cordata italo-francese, che entrerebbe in società con la difesa e gestirebbe la struttura per trent'anni. Il "niet" di Soru è stato ruvidamente chiaro: "si deve dire se l'Arsenale è ancora utile alla Difesa. Se non lo è, deve passare alla regione in base alle regole fissate dallo Statuto dell'autonomia che è una forma di rango costituzionale".

   La partenza degli americani, che finora in qualche modo complicavano il quadro, radicalizza il confronto sui beni demaniali nell'Arcipelago, che sono la chiave del futuro per l'Arcipelago. Insomma, non ci sono più alibi.

Pero Mannironi

 

 

 

 

Vai a: Notizie varie dalla stampa 2006

 

Home Page