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Mercoledì 15 novembre 2006

L'Opera Pia diventerà centro polivalente

La struttura darà lavoro a 23 giovani

   Un centro culturale polifunzionale da duemila metri quadri di superficie coperta sorgerà sulle ceneri del  vecchio rudere (ed ex cimitero) dell'Opera Pia. L'acquisizione della centralissima area andata aventi per un decennio tra intoppi burocratici e volontà testamentarie si è conclusa. L'assessore ai Lavori Pubblici Pier Paolo Olivieri, il dirigente dell'Area Tecnica Pasquale Russo e il responsabile dell'ufficio Programmazione Giovanni Canopoli hanno illustrato ieri il progetto che sarà realizzato dall'amministrazione Comiti.

   La gara d'appalto per i lavori di ristrutturazione dell'immobile, sorto su iniziativa del defunto parroco Salvatore Capula e destinato ad ospitare un brefotrofio con annessa scuola e convitto, sarà bandita fra breve. Le operazioni dovrebbero avere inizio entro il gennaio 2007, mentre il completamento dell'opera è fissato per il giugno 2008. La struttura sarà dotata di una sala per eventi e esibizioni dal vivo con palco, attrezzature tecnologiche, sale riunioni per varie dimensioni, ristorante-bar e un'area di parcheggio per 150 posti auto. Si potranno tenere rappresentazioni teatrali, musicali, convegni, eventi socio-istituzionali, work-shop.

   Nella neostruttura dovrebbero trovare occupazione stabile almeno 23 persone e il numero potrebbe aumentare se alcuni servizi dovessero essere affidati ad alcune società esterne, come previsto nel piano finanziario. Il comune della Maddalena ha ottenuto la proprietà dell'Opera Pia dopo una transazione con l'opera di Santa Maria Maddalena e con la curia vescovile, impiegando 924 mila dei tre milioni di euro ottenuti dalla Regione Sarda e dall'Unione Europea attraverso il Piano Interreg, superando l'intoppo amministrativo determinato dal fatto che l'edificio venne realizzato in parte su un terreno donato alla comunità parrocchiale dal comune della Maddalena, (un cimitero sconsacrato) e in parte su un lotto di terreno acquistato dallo stesso don Capula.

Andrea Nieddu

 

 

 

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