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MARTEDÌ, 31 GENNAIO 2012

Risarcimento ai naufraughi. Franchina Di Fraia "E' prematuro e profondamente di cattivo gusto parlarne adesso"

La Maddalena. Chiamano e chiedono come va, se è tutto passato. Dall’altra parte viene quasi da sorridere, nella triste consapevolezza che certe cose non passeranno mai. E che altre, forse, non ritorneranno più. I naufraghi della Concordia provano a spiegarlo agli operatori della Costa Crociere che telefonano continuamente, nelle loro case, ai loro cellulari e persino a quelli dei parenti. Le prime chiamate la mattina di lunedì 16 gennaio, due giorni dopo il disastro dell’isola del Giglio. Da allora, raccontano, un martellamento continuo. Con un obiettivo, secondo loro: convincerli ad accettare prima possibile la proposta di risarcimento danni. Qualche giorno fa la compagnia ha firmato un accordo con le associazioni aderenti al comitato Naufraghi Concordia: 14mila euro a testa per i passeggeri che non hanno avuto danni fisici, di cui 11mila a copertura di tutti i danni patrimoniali, 3mila a titolo di rimborso spese. Poco, secondo alcuni dei naufraghi sardi.

Secondo la  maddalenina  Franchina Di Fraia, 55 anni, invece prematuro e profondamente di cattivo gusto parlarne adesso, «quando ancora c’è gente sepolta in quella tomba in mezzo al mare. Rispettiamo le famiglie dei dispersi, aspettiamo che tutti vengano ritrovati». La signora Di Fraia, che il biglietto per la crociera l’aveva vinto alla lotteria, «che fortuna vero?», non ne può più delle telefonate, degli inviti alle trasmissioni tv, dei messaggi di vicinanza da parte di Costa Crociere. «In quella nave ho lasciato vestiti costosi e gioielli per almeno 22mila euro», ma non è questo il primo pensiero. Lei e la sua amica Giuliana Sotgiu sono frastornate: «Quella nave la sogno sempre - dice Franchina - e mi risveglio con il cuore in gola nel ricordare quei momenti in cui la morte mi ha sfiorata, quando ero da sola, nella nave invasa dall’acqua. Ce l’ho fatta, sono qui. Altri invece no. Per questo rimandiamo a dopo il discorso dei risarcimenti, mostriamo pietà verso chi, sugli scogli dell’isola del Giglio, è ancora lì ad aspettare».
 

DOMENICA, 22 GENNAIO 2012

Il racconto del comandante Di Fraia: «Così ho visto la Concordia sugli scogli»

LA MADDALENA. Ecco come le due maddalenine hanno saputo che la Costa Concordia ha urtato gli scogli davanti all’isola del Giglio. Franchina Di Fraia e Giuliana Soggiu erano sulla nave, grazie a due biglietti vinti con la lotteria dell’Ilvamaddalena, e sono state fra le prime a sapere, quasi in tempo reale, che cosa fosse realmente accaduto.
 La Di Fraia, infatti, dopo aver sentito il forte botto, che ha lasciato la Concordia al buio, ha chiamato il fratello Enzo, insegnante al Nautico di La Maddalena e comandante dello Squalo IV con cui, d’estate, trasporta i turisti nelle isole dell’arcipelago. Questo è il retroscena che potrebbe contribuire a chiarire la dinamica dell’incidente.
 Enzo Di Fraia ha fatto domande molto precise alla sorella. E poi le ha guidate. Di Fraia ricorda quei momenti come se stesse parlando con la sorella: «Intanto state tranquille. Se siete al buio vuol dire che il generatore si è rotto a causa di qualcosa che ha urtato la nave. Se poi non c’è un incendio, invece di andare e chiudervi in cabina, prendete degli indumenti pesanti e il vostro salvagente, ma subito, altrimenti non lo troverete più, andate subito al punto di riunione del ponte che vi hanno assegnato».
 Dopo essere stato avvertito che tutto ciò era stato fatto, Enzo Di Fraia si è collegato a internet è entrato sul sito www.marinetraffic.com per verificare la posizione della Concordia.
 «Ho cercato Costa Concordia e ho visto che la nave era appoggiata sullo scoglio del Giglio. Ho pensato a un errore. Poi, guardando bene, la posizione era proprio quella: la velocità segnava quella precedente all’impatto. Poi ho visto la rotta seguita nell’ultima ora: si vedeva la nave che puntava verso l’isola, per poi andare verso nord-est».
 Di Fraia ha chiamato la sorella e le ha spiegato che, con tutta probabilità, la nave aveva preso una secca o uno scoglio e che si stava inclinando.
 Notizia che Franchina e Giuliana hanno tenuta nascosta sia a due ragazzi di Sassari che erano con loro a cena, sia agli altri passeggeri, per paura di generare panico e tensione.
 Di Fraia ha semplicemente controllato il sito marinetraffic, che non è a pagamento ed è alla portata di tutti: permette di vedere tutte le navi che sono in movimento in tutto il mondo. Cliccando su una nave, si possono ottenere tutte le informazioni: posizione, rotta, velocità. C’è poi anche un sito italiano, www.videonavi.net, in cui è possibile controllare il traffico marittimo nel Mediterraneo, sempre su software di marinetraffic.com.
 

Andrea Nieddu

Fonte: "La Nuova Sardegna"

MARTEDÌ, 17 GENNAIO 2012

Naufragio della Costa Concordia: «Mio fratello ha visto l’incidente dal satellite»

LA MADDALENA. Mentre tutt’intorno era buio e volavano piatti e tavoli, la verità gliel’ha detta il fratello al telefono: «La nave ha centrato uno scoglio, fate presto, mettetevi in salvo».
 Franchina Di Fraia, 54 anni, e Giuliana Sotgiu, 56, della Maddalena, forse sono state le prime, tra gli oltre 4200 passeggeri a bordo del gigante del mare, a sapere che cosa fosse realmente accaduto, perché Enzo, fratello di Franchina, ha visto tutto sul satellite e ha suggerito alle due donne come comportarsi. Amiche da una vita, sono andate in crociera grazie al biglietto fortunato (almeno così si pensava...) vinto da Franchina a una lotteria e associato al viaggio premio per due persone. Nessuna delle due avrebbe mai potuto immaginare che quella crociera si sarebbe trasformata in un incubo. Però, prima della partenza, Franchina era agitata. Racconta: «Mi sentivo una specie di fardello, perché mi sembrava impossibile, non avendo mai vinto nulla, che mi fosse capitata una fortuna simile. Ma avendo scelto il biglietto con la data di nascita di mio figlio, non pensavo mi portasse sfortuna».
 Quando venerdì sera è scoppiato il finimondo, Franchina e Giuliana erano a cena. «Siamo subito uscite dal salone, mentre dall’altoparlante dicevano che c’era stato un black out e assicuravamo che presto il problema sarebbe stato risolto. Invece la nave si stava già inclinando e volava di tutto». Allora Franchina ha telefonato al fratello Enzo, insegnante al Nautico e comandante dello «Squalo IV», che ha visto sul suo computer il tracciato satellitare della rotta della Costa e ha scoperto che la nave si era incagliata al Giglio. A quel punto ha detto alle due donne di andare in cabina a prendere indumenti pesanti e di indossare i giubbotti salvagente. Da quel momento è stato panico vero: «Nessuno diceva cosa dovevamo fare, noi pur sapendo quanto la situazione era grave non abbiamo detto niente per non creare panico. Aspettavamo il messaggio di evacuazione che però è arrivato solo dopo le 23. Abbiamo cercato di salire su una scialuppa, ma per tre volte abbiamo dovuto desistere perché erano già piene». Nella ricerca dell’ultima scialuppa le due amiche sono state costrette a separarsi. Un quarto d’ora dopo la mezzanotte, si sono rincontrate e abbracciate sull’isola del Giglio. Poi l’altra odissea a terra, dove non c’era alloggio per tutti, infine alle 5 del mattino finalmente gli uomini dell’esercito hanno radunato tutti per destinarli negli aeroporti di partenza. Tre giorni dopo, Giuliana Sotgiu è ancora scioccata: «L’equipaggio non è stato all’altezza della situazione, la gente si è dovuta arrangiare, nel panico più totale». Le due amiche ora non hanno dubbi: se dovessero vincere un’altra crociera, resterebbero a casa.

Andrea Nieddu

Fonte: "La Nuova Sardegna"

 

  Esclusiva: La drammatica testimonianza delle due naufraghe. "Ci siamo abbracciate e abbiamo temuto di morire"

AUDIO - La Guardia Costiera al comandante: "Torni immediatamente  a Bordo!"

Domenica, 15 gennaio 2012

Due maddalenine superstiti della tragedia della Costa Concordia

Franchina e Giuliana, un viaggio da sogno vinto alla lotteria

LA MADDALENA. Quel viaggio Franchina Di Fraia lo aveva vinto alla lotteria dell'Ilvamaddalena. Ma i posti erano due e aveva deciso di portare con sé un'amica. L'annuncio del biglietto fortunato era arrivato alla Di Fraia mentre si trovava nel negozio Sweet Events, sotto Natale.

In un primo momento non ci aveva creduto, poi è arrivata la conferma: era davvero lei a dover andare in giro per il Mediterraneo. E' stato un regalo in più, anche perché, prima della partenza della nave, Franchina, 55 anni, aveva festeggiato il compleanno. E, visto che la crociera era per due persone, ha voluto condividerla con una sua cara amica, Giuliana Sotgiu, la quale, felice più che mai, non ci ha pensato un secondo e ha accettato subito con entusiasmo l'invito.

La partenza delle due maddalenine è avvenuta da Cagliari mercoledì scorso, con rotta per Palermo, poi per Civitavecchia e quindi Savona. A raccontare il dramma vissuto dalle due maddalenine è il fratello di Franchina, Enzo Di Fraia, insegnante al Nautico e comandante della barca Squalo IV che trasporta passeggeri alle isole dell'arcipelago.
 

Enzo è stato chiamato dalla sorella subito dopo l'incidente. Da esperto conoscitore delle regole a mare, ha suggerito loro di rientrare in cabina velocemente, di munirsi di un maglione di lana, del giubbotto salvagente e di correre immediatamente al punto di riunione del ponte. Consigli che le due donne hanno seguito immediatamente.

«Erano spaventatissime - ha detto Enzo Di Fraia -. Stavano cenando, quando hanno cominciato a sentire rumore di piatti e bicchieri che volavano dai tavoli. Hanno pensato a un maremoto. Poi sono rimaste al buio, anche perché ha smesso di funzionare il gruppo elettrogeno. In quel momento dal Comando hanno dato ordine di restare calmi e di recarsi al punto di raduno. Qui mia sorella e la sua amica hanno potuto assistere al tardivo varo delle scialuppe di salvataggio, anche perché tutti volevano entrare per primi. Si sono viste scene davvero pietose: anche gente che si buttava in mare per raggiungere a nuoto la costa molto vicina. Solo a mezzanotte sono riuscite ad arrivare in una scuola, dove hanno trascorso la notte, ma senza dormire. Ieri mattina le hanno trasferite in un'altra scuola e lì sono rimaste fino alle 14».
 

Poi sono stati i loro familiari a impegnarsi per trovare i biglietti di rientro da Fiumicino, aeroporto in cui la società Costa ha inviato tutte le persone del centro e meridione d'Italia.
 

Ieri notte il rientro a casa. «Sono stati momenti terribili - ha concluso Enzo Di Fraia -. Franchina e Giuliana hanno visto la morte in faccia, ma sono qui a raccontare che cosa è accaduto. Ed è l'unica cosa che conta.

 

 

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